1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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MessaggioInviato: sabato 23 agosto 2008, 23:50 
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Località: milano
Riporto, su richiesta di molti, una serie di considerazioni su due tra gli strumenti a rifrazione più blasonati del mercato per cercare di offrire, a chi fosse indeciso all’acquisto loro o dei loro pari gamma, utili indicazioni in merito.
Tratterò in modo poco consono alla classicità dei test strumentali un raffronto tra due tubi ottici di casa Takahashi appartenenti a due diverse generazioni: il “nuovo” TSA 102 e il “vecchio” FS-128.
Leggo sovente di astrofili indecisi, all’atto della scelta, tra le aperture di 4 o 5 pollici, con i rispettivi vantaggi di trasportabilità, economicità e impiego su montature light, e di maggiori prestazioni assolute. Cercherò quindi, nelle prossime righe, di offrire il mio provvisorio e marginale contenuto alla questione.
Premetto che le ottiche testate sono da me state riacquistate dopo che, anni fa, vendetti sia un FS-102 che il suo fratello maggiore FS-128, colto dalla solita “strumentite” che attanaglia molti di noi e che, dopo lunghe peregrinazioni tra strumenti esotici e il ghota delle ottiche apocromatice esistenti (Astro-Physics, TMB, e vari in diametri fino ai 18 cm.) mi ha riportato ai vecchi amori, astrofilo oggi più esperto e maturo di allora.
Non nascondo, quasi in contraddizione con quanto dirò in seguito, di essere ancora alla ricerca di un certo FCT-150 o FS-152 che è sempre mancato nella mia esperienza pur rappresentando, da tantissimi anni, il personalissimo (e magari anche discutibile) sogno nel cassetto.

I due strumenti in questione sono stati più volte montati in parallelo (uno sopra all’altro) con una resa estetica nell’insieme estremamente gratificante e un ritorno edonistico caro a tutti i possessori di ottiche di simile fattezza.
Riporterò in un successivo eventuale aggiornamento le pure impressioni sui test ottici che, a farla breve, mostrano due strumenti estremamente ben corretti con immagini intra ed extra focale praticamente uguali a testimonianza di uno sferocromatismo nullo (o meglio: più nullo nel TSA che nel 128 ma comunque di livello così basso da essere assolutamente ininfluente in campo visuale). Ottima correzione delle aberrazioni cromatiche, nessun segno di errori zonali, pensionamenti, disallineamenti. Due strumenti, in soldini, a posto e in grado di lavorare al massimo delle loro specifiche e progetti.

Per limitare al massimo le differenze imputabili a fattori esterni ho usato gli stessi diagonali dielettrici da 2 pollici e gli stessi oculari sui due strumenti (ho una coppia di tutto) e, benché le focali siano diverse (810mm il tsa102 e 1040 il fs128) i poteri risultanti sono a mio modo di vedere paragonabili.

TSA102 18mm UWA meade = 45x circa
FS128 24,5mm UWA meade = 42x circa

TSA102 9mm TMB = 91x circa
FS128 9mm TMB = 115x circa

TSA 102 6mm HR = 136x circa
FS128 6mm HR = 173x circa

TSA102 4mm LV = 205x circa
FS128 4mm LV = 260x circa

TSA102 2,5mm HR = 328x circa
FS128 2,5mm HR = 416x circa

Primo target la Luna:
La prima impressione è la diversa tonalità dell'immagine a qualsiasi ingrandimento (la cosa va accentuandosi sui poteri alti. Credo che oltre quelli selezionati il calo di luminosità riporti a tonalità simili le immagini = buie...)
Comunque sia il TSA 102 esibisce una tonalità verde/grigiastra molto diversa da quella bianco/giallina del Fs128
Nessun cromatismo visibile dal mio occhio sui due strumenti (si vedrà lo star test che dirà, +o- la stessa cosa)
Ho focalizzato la mia attenzione su 2 zone della Luna:

1) il cratere JANSEN (46°S - 40°E) che ha dato modo di sottolineare grosse differenze tra i due strumenti.
a 80/115x la differenza era impercettibile, mentre a 200/250x il dettaglio offerto dai due strumenti era molto diverso. Tutte le rime segnate sul RUKL erano perfettamente alla portata del 128 che, oltretutto, mostrava una frastagliatura e gibbosità continua e quasi ininterrotta del fondo del cratere. L'immagine (nonostante un seeing non eccellente, ma comunque discreto) è stata davvero interessante e dettagliatissima. Non sono più un assiduo osservatore della Luna (ma tornerò a farlo con interesse rinnovato) ma non ricordo di aver mai apprezzato a sufficienza queste formazioni.
Il TSA102, invece, mostrava un po' la corda su questi dettagli riuscendo a cogliere meno "smerigliature" del fondo e una minore incisione sia sulle rimae che sulle pareti del cratere.

2) il cratere ATLAS e HERCULES, complice un peggioramento del seeing, hanno invece livellato moltissimo le prestazioni dei due strumenti che hanno mostrato solo a tratti la frastagliatura interna di Atlas e un accenno delle sue rimae. Per assurdo, e in contraddizione con quanto osservato su JANSEN, il piccolo 102 TSA mostrava più contrasto sul doppio bordo esposto al sole di Hercules (che mostrava abbastanza bene i suoi terrazzamenti).

Ho compreso comunque che la serata non era in grado di offrire indicazioni ASSOLUTE sui due strumenti ma mi è parsa chiara la superiorità del 5 pollici sul 4 nella visione del nostro satellite.

Ho puntato solamente 2 stelle doppie (per la verità straconosciute) perché il velo del cielo andava aumentando e la mia schiena scricchiolava...

CASTORE: a 82/115x una grande differenza tra i due strumenti. Ovviamente più separate nel 128 le stelle erano anche molto più luminose. Un certo divario nel potere risolutore sembrava incidere sulla separazione apparente oltre alla differenza di ingrandimenti.
a 200/250x invece, complice la turbolenza che non teneva insieme e dischi di diffrazione, l'immagine migliore la offriva (seppur di poco) il TSA 102 (stelle più "fisse" e, per questo, una sensazione di maggiore separazione tra le compagne).
Interessante notare che il disco di airy sembrava più grande nel 102 che non nel 128, quasi l’occhio riuscisse a cogliere l’effettivo incremento di risoluzione offerto dal 5 pollici.

ALGIEBA: bellissima... va beh... qui la separazione avveniva in modo più marcato nel 128 (a ogni ingrandimento) e la percezione della secondaria appariva più "piena"

SATURNO: tralasciando l'immagine offerta dal 128 la sera prima della prova (una immagine a dir poco emozionante ), brevemente dico questo:
nel FS128:
115x - immagine scolpita, nessuna luce diffusa. Cassini sulle anse, 1 banda sul globo, ombra netta sugli anelli
260x - ai sopramenzionati particolari si aggiungono: anello C nettissimo, 1 banda sud e la calotta polare (molto debole a dire il vero). Immagine comunque MOLTO MENO bella di quella ottenuta 24 ore prima.

nel TSA102:
Quasi gli stessi particolari, con l'eccezione della seconda banda sul globo e una quasi invisibilità della calotta - il seeing è quel che è, solo tutto un po' più difficile e meno luminoso.

Cosa dire?
Che sono stanco... quindi tra poco crollo a nanna ma avevo voglia di scrivervi due righe, come promesso.
Dal primo testa a testa direi che il 128 è superiore (era abbastanza scontato) e che questo divario si palesa in alta risoluzione (anche questo ovvio ma meglio dirlo).
Francamente il nuovo tripletto, otticamente perfetto, mi emoziona meno. resta però un gran bel 4 pollici, forse il migliore attualmente disponibile.
Il suo unico neo è, forse, di essere non migliore del vecchio fs102 (che comunque era, a mio unico parere, il miglior 4 pollici in circolazione).


AGGIUNTA DEL 23 AGOSTO 2008


Nei due mesi trascorsi ho avuto ulteriore modo di mettere alla corda i due strumenti in serate in cui il seeing permetteva la ricerca della prestazione massima.
In ogni tipo di osservazione l’Fs128 si è dimostrato superiore (se si esclude il pianeta Venere che non è visibile e che avrebbe visto SICURAMENTE vincitore il TSA102 per via delle caratteristiche intrinseche di illuminazione, albedo, altezza sull’orizzonte del pianeta). Ricordo, a questo proposito, che solitamente le migliori immagini in luce bianca (e sottolineo questo concetto) di Venere in campo visuale (altro concetto da sottolineare) si ottengono solitamente con rifrattori a lunghissimo fuoco e diametri estremamente ridotti (solitamente limitati a un massimo di 80 mm.). Questo con buona pace dei possessori di ultra corretti apocromatici da 5/6 o più pollici…

In campo planetario, pur rimarcando le ottime prestazioni del TSA102, l’Fs 128 è una spanna più avanti. Offre, oltre a una maggiore risoluzione (cosa che si fa apprezzare soprattutto su Giove e Saturno) una notevole saturazione dei colori che appaiono più decisi e permettono un più facile riconoscimento delle varie tonalità. Ancora una volta il divario tra 10 e 13 cm. si sente in modo marcato, decisamente maggiore di quello che divide un 13 da un 15 cm. di pari qualità.
A parità di treno ottico risulta poi una notevole differenza di dominante generale dell’immagine: più grigio-verde quella del TSA e più bianco-gialla quella del FS-128. Questa differenza è, onestamente, apprezzabile solo avendo gli strumenti uno accanto all’altro e potendo salterellare da un oculare all’altro in continuazione.
Sul nostro satellite emerge ancora una volta la superiorità del 5 pollici che, grazie al contrasto migliore, spunta particolari più fini.
Nell’osservazione dei sistemi stellari multipli riemergono in modo importante le considerazioni fatte per Giove e Saturno. L’FS-128 offre non solo più risoluzione ma anche e soprattutto una saturazione maggiore dei colori. Questo aspetto è estremamente importante per gli osservatori di doppie (come me) che amano decifrare la tonalità delle componenti, parte squisitamente irrinunciabile di questo tipo di osservazione.
Entrambi gli strumenti sembrano molto ben corretti da tutte le aberrazioni geometriche (ad esclusione di una certa curvatura di campo con gli oculari SWA – che emerge a partire da 2/3 di campo inquadrato e che, senza un idoneo spianatore/correttore, rende i larghi campi meno godibili a un purista dell’immagine quale mi sento essere).
Ora, a conclusione di questa chiacchierata che volutamente non ha esaminato la resa dei due strumenti sui soggetti appartenenti al così detto “profondo cielo”, sorge spontaneo chiedersi quanto e se il divario di costo tra i due strumenti valga il guadagno prestazionale.
Questa domanda non ha risposta poiché interessa parametri che sono estremamente soggettivi e sui quali si potrebbe disquisire eternamente senza trovare un verdetto definitivo.
Per ciò che considero io l’osservazione astronomica posso però dire che l’FS-128 (e con lui altri apocromatici di altissima fascia appartenenti alla classe dei 5 pollici) rappresenta lo strumento ideale per le osservazioni in alta risoluzione dei soggetti planetari e per lo studio delle stelle doppie. Il divario prestazionale rispetto a un pur eccezionale apo da 4 pollici è importante e la minor resa rispetto agli ancora più costosi 6 pollici non così netto da giustificare l’esborso extra.
Trovo inoltre che il peso e gli ingombri relativi lo rendano uno strumento alla portata di montature di classe media, possibilmente installate su solide colonne in postazione fissa (come lavoro io).

Due parole sull’FS-128. Benché di disegno ottico “vecchio” (risale a 15 anni fa o più) resta ancora oggi forse il miglior 13 cm. visuale esistente. Denuncia forse una lievissima dominante cromatica sui soggetti più luminosi (che deve essere ricercata in modo molto attento e che viene segnalata esclusivamente a scopo didattico) ma offre una trasparenza sconosciuta agli attuali tripletti, anche quelli dotati dei migliori trattamenti antiriflesso disponibili. Non parliamo poi degli spaziati in olio che, a fronte di un contenimento assoluto dell’aberrazione cromatica, offrono immagini “viscose” (già, proprio come l’olio…). Anche queste sono impressioni assolutamente al “limite” della percezione me che, a parità di prestazioni complessive, dividono un po’ il gusto degli appassionati che scelgono questi strumenti un po’ di “nicchia”.
A livello meccanico, nonostante si senta molto parlare male dei focheggiatori a pignone e cremagliera takahashi, trovo che sia uno dei migliori strumenti della sua classe reperibili sul mercato. L’ intubazione è sicuramente migliore di quelle destinati ai vari Tec, Astro-Physics, TMB, i cui lamierati sono di scarso valore e spessore. La culla di sostegno è poi un capolavoro di precisione e una meraviglia all’occhio: anche in questo campo takahashi è molto avanti (da sempre) ai suoi concorrenti.
Il peso del tubo ottico finito, anche a causa di una costruzione estremamente più robusta, è superiore a quello della concorrenza e richiede montature un po’ più robuste di quelle necessarie, ad esempio, a sostenere un TMB 130, fattore questo che può essere indicato come il vero e unico svantaggio che i rifrattori takahashi hanno rispetto a quelli di altri costruttori.
Riguardo il focheggiatore da 2,7 pollici trovo personalmente che sia estremamente funzionale. Non possiede la fluidità di un feathe touch o di un monolite (e questo si riflette in una maggiore attenzione alle vibrazioni in fase di messa a fuoco) ma offrre di contro una scarsissima sensibilità al peso applicato e una regolazione del fermo più fluida e lunga rispetto a quella dei nuovi cryford in circolazione.
La qualità verniciatura dei tubi takahashi e i colori usati (questo è ovviamente soggettivo) è poi di molto superiore e molto più duratura e resistente rispetto alla concorrenza. A questo proposito amo segnalare che, in questo campo, William Optics è quantomeno a livello Takahashi, con finiture di smalto rugoso davvero eccezionali per elasticità e resistenza ai graffi.

Paolo

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Ultima modifica di cherubino il sabato 23 agosto 2008, 23:56, modificato 2 volte in totale.

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MessaggioInviato: domenica 24 agosto 2008, 13:57 
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Caspita Paolo, molto interessante, ora me lo leggo tutto con calma :wink:

Grazie x la tua disponibilità.


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MessaggioInviato: lunedì 25 agosto 2008, 6:38 

Iscritto il: venerdì 5 ottobre 2007, 7:00
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Bella recensione e soprattutto bello il tsa, meno bella la fiat marea incidentata con la quale sei venuto in malga da me a provare il tsa che avevi buttato sul pavimento dei sedili dietro senza nemmeno una valigia.....e dire che ho perso un' ora a sistemare gli ultimi 20 m sterrati della strada pensando che arrivassi in Corvette :lol: :lol:


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Mi pare di capire che devo essere molto contento di possedere un FS128 :D , acquistato usato un anno e mezzo fa.

Grazie della recensione.

Ciao

Mallard

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bella recensione Paolo.

Ho avuto modo una sola volta di guarda in un taka 102FS con un oculare che non ricordo e a onor del vero non mi ha proprio convinto per correzione cromatica.

Intendiamoci, non era affatto fastidiosa e non influiva sulla visione ne mascherava i dettagli pero' l'alone azzurrino c'era.

Si sa che un'occhiata fugace e' nulla per valutare uno strumento ma devo dire che ai tempi mi aveva lasciato un po' deluso..
(perdonami l'eresia ma l'entità del cromatismo era paragonabile a quella del 100ed, piu' o meno... visto che i test non fianco a fianco poco valgono)

Tieni conto che il cromatismo per me non e' affatto un problema, tanto che ho un super cromaticone NA140, pero' da questo osannato rifrattore mi aspettavo una correzione superiore.


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MessaggioInviato: lunedì 25 agosto 2008, 9:43 
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Credo che un minimo di cromatismo ci sia ma è quasi impercettibile; se si nota vuol dire che la messa a fuoco è stata fatta non nel migliore dei modi.

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bhe dai Krater.. riesco a fare il fuoco :)
forse un esemplare un po' sfigatello? boh :)


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MessaggioInviato: lunedì 25 agosto 2008, 10:30 
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Uè mica dicevo che non sai mettere a fuoco :D ci mancherebbe.
E' che magari su oggetti estremamente luminosi la messa a fuoco è micrometrica e sapendo che razza di focheggiatore monta l'FS la migliore visione resta quella che ci appaga di più senza arrivare al fuoco perfetto... d'altronde, e meno male, l'occhio si accontenta di poco :D

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MessaggioInviato: lunedì 25 agosto 2008, 10:51 
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Iscritto il: mercoledì 2 maggio 2007, 21:28
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Io ho guardato brevemente giove nel Fs 102 dell'amico Nicola e ne ho tratto una ottima impressione, bellissimo tubo. Prossimamente devo mettere alla frusta Nicola perchè sono sicuro che quel tubo regala qualcosa di entusiasmante sulla luna e qualche ripresa ce la vorrei far scappare!!!
Quanto al fuocheggiatore... non è un moonlite o father touch però a differenza di molti altri fuocheggiaotri funziona, fa il suo dovere e il blocco non dissassa affatto.


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mah, credo che la sensibilità al cromatismo sia molto personale.
Detto questo credo che Christian quello che hai visto sia dovuto in qualche modo al treno ottico usato. Quando avevo il primo esemplare di Fs128 facevo dei paragoni con un amico che aveva un edt130 f8 e nessuno di noi è riuscito a cogliere una vera differenza sul tema "cromatismo". Il Takahashi ne esibiva forse un filo che era non visibile nell'AP ma questo solo ad analisi attenta e credo su due o tre stelle di paragone. Allora i test li facevamo con il torcicollo: quindi senza diagonali e usando i vecchi Masuyama ortoscopici.
Il confronto con il vecchio 100ed vixen era invece decisamente abissale a favore del takahshi mentre non ho mai testato il fluorite Vixen da 102mm. Non credo che il 100ed orion o sw possa essere meglio francamente però ripeto che molto dipende sia dal diagonale che dagli oculari usati.
L'altra sera, ad esempio, dal quel PISTOLA di Zandor e (ahahaah), un osservatore esperto (non faccio il nome perché me lo tengo per fustigarlo la prossima volta... ahahaha...) :wink: :twisted: :lol: , testando così un po' per gioco (il cielo era una schifezza e abiamo impiegato il tempo come potevamo!) il TSA102 mi disse: "cavolo, ma è astigmatico?". Poi si scoprì che si stava usando un oculare grandangolare e che l'osservatore in questione soffriva di parallasse ottica con quella dell'oculare. Effettivamente, con un swa o più, a non alto ingrandimento, c'è il rischio che si percepisca un astigmatismo che, in realtà, lo strumento non ha. Saliti di ingrandimento con un plossl normalissimo (di qulità non eccelsa tra l'altro), il sentore di astigmatismo se ne andava.
Sempre riguardo il cromatismo ricordo una esperienza (molto negativa) con un diagonale a prisma accoppiato a un vecchio meade ed152 (strumento che sì aveva cromatismo, benché comunque accettabilmente contenuto in visuale) che mostrava molto più alone con il prisma che senza: sentenza, il prisma probabilmente aveva qualche problema e accentuava di per sé il difetto. Inserito un diagonale (allora non si avevano i dielettrici super di oggi) a specchio il residuo di cromatismo diveniva più leggero (benché sempre presente).
Altra considerazione: quando avevo il primo Fs128 avevo anche un Fs102 (chissà perché finisco sempre con l'avere questi due telescopi ciclicamente negli anni!) il quale mostrava lo stesso minimo accenno di alone (anch'esso solamente su Vega ma non sul bordo lunare). L'alne, anche qui davvero al limite della percezione, era né più né meno rispetto al fratello da 5 pollici, cosa strana perché (a parità di lavorazione, focale e vetri usati) il FS128 avrebbe dovuto averne di più o il Fs102 non averne affatto.
Quindi credo che la cosa, benché rilevabile più con telecamere CCD che NON perdonano nulla, sia a livello visuale talmente limitata e rosicata da essere trascuraile, soprattutto perché è un difetto che va cercato e che si manifesta solo sui tre/quattro target che possono, in qualche modo, rivelarlo.
Trovo piuttosto che il vero unico difetto di questi strumenti possa essere ricercato nella curvatura di campo che il progetto doppietto non riesce a correggere oltre un certa distanza dal centro ottico.
In questo trovo che i tripletti attuali siano più performanti.
Il TSA102, ad esempio, esibisce un campo piano (parlo di visuale...) più ampio rispetto all'FS-128.
Insomma, un po' il "pelo nell'uovo" come si suole dire, però questo tengo a precisarlo, anche a corollario del test sopra riportato.

Paolo

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