1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
MessaggioInviato: sabato 21 marzo 2026, 11:26 
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Iscritto il: mercoledì 22 agosto 2012, 9:17
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Buongiorno,
colgo l’occasione di una mia recente immagine per confrontarmi con chi vorrà su una domanda che mi sto ponendo da tempo.
Con l’inizio della cosiddetta “stagione delle galassie”, ritengo sia opportuno impostare/re-impostare correttamente il mio processo di elaborazione delle immagini, a partire da una corretta interpretazione cromatica.
Possiamo schematizzare che, in una galassia a SPIRALE, siano principalmente quattro le componenti cromatiche dominanti, ciascuna associata a specifiche popolazioni stellari o fenomeni fisici?

1. Componente giallo-dorata: tipicamente associata nucleo galattico, dominato da popolazioni stellari evolute caratterizzate da temperature superficiali inferiori e quindi da emissione spettrale spostata verso il giallo/rosso.

2. Regioni Hα: aree di intensa formazione stellare, identificate dalla caratteristica emissione nella riga H-alfa, che si manifesta con tonalità rosse o rosso-magenta.

3. Bracci a spirale: dominati da popolazioni stellari giovani, composte da stelle massicce e calde (tipo O e B), che emettono prevalentemente nel blu, conferendo ai bracci una colorazione tendente all’azzurro/celeste.

4. Polveri interstellari: presenti sotto forma di bande e lane oscure, introducono effetti di assorbimento e scattering della luce, producendo tonalità bruno-rossastre variabili a seconda della densità e della distribuzione del mezzo interstellare.

Mi è successo di notare che in una mia recente elaborazione che nelle zone periferiche al nucleo, dove poi si staccano i bracci, di “incontrare” un colore verdino, un mix di giallo e celeste. Ci sta è corretto secondo me come incontro tra le due classi di stelle.

Osservo certe galassie in cui il colore celeste dei bracci si estende anche nelle zone più periferiche ed effimere. A mio avviso è una forzatura. Ritengo che li, un colore neutro (grigio), sia più coerente con le caratteristiche chimico fiche della zona.

E voi che ne pensate?

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MessaggioInviato: sabato 21 marzo 2026, 16:52 
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Iscritto il: venerdì 11 novembre 2011, 16:23
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Località: Agropoli (SA)
Tipo di Astrofilo: Fotografo aspirante Visualista
Premetto che non sono “un galassiere”, ne ho riprese ben poche e la maggior parte nemmeno quanto avrei voluto.
Secondo me in linea di massima ci potrebbe anche stare la tua analisi ma penso che dipenda un pò da galassia a galassia. Riflettendo solo sulle zone periferiche, penso alle differenze tra M51-M33-M63 che si presentano con peculiarità totalmente differenti.
Aggiungerei anche altri elementi: tempi d’integrazione, risoluzione, tipologia di camere e filtri (osc vs mono soprattutto) che, penso, giochino un ruolo fondamentale per poter parlare di una resa cromatica “univoca e corretta”.

Quest’ultima cosiderazione detta perchè ho visto lavori totalmente differenti a livello cromatico della stessa galassia, tutti, all’occhio, dei gran risultati ma senza davvero capire quale fosse più giusto dell’altro.

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Daniele

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MessaggioInviato: sabato 21 marzo 2026, 18:40 
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Iscritto il: venerdì 6 aprile 2012, 14:44
Messaggi: 1399
Località: Roma
La tua analisi è corretta in linea di massima, ma sugli oggetti deep sky, in generale non solo sulle galassie, si vedono risultati di tutti i tipi, che dipendono non solo da quello che dice Daniele, ma anche dal processo elaborativo.
La maggior parte sono tutti ottimi lavori ma chi può dire che una certa resa cromatica è più giusta di un'altra? Si va a gusti personali a mio avviso

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Paolo

Astrobin


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MessaggioInviato: sabato 21 marzo 2026, 21:19 
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Iscritto il: lunedì 23 aprile 2007, 23:13
Messaggi: 3293
Tipo di Astrofilo: Fotografo
Il "problema" dei colori in astrofotografia (più in generale, non riguarda soltanto le galassie) è dibattuto da sempre, perlomeno da quando io mi sono interessato ad essa attraverso letture (forum, riviste, libri): per quanto sia ovvio che ognuno sia libero di scegliere, sarebbe meglio seguire un criterio che abbia un minimo di aderenza alla "scienza" e a quanto viene fatto in ambito professionale (es. la fotometria). Io conosco il software Pixinsight, che offre strumenti avanzati di calibrazione del colore, che sono in grado di riconoscere nell'immagine che si vuole calibrare il campo stellare inquadrato e la classe spettrale delle stelle appartenenti attraverso grossi database utilizzati dal software, se poi si inseriscono anche i filtri colore utilizzati e le caratteristiche del sensore (nel mio caso IMX 492 e filtri Astronomik Deep Sky RGB) l'intera immagine viene calibrata, e credo che si possa considerare l'immagine risultante come abbastanza fedele a quanto ci si possa aspettare. Gli strumenti sono Photometric Color Calibration e SpectroPhotoMetric Color Calibration del quale allego uno screenshot:

Allegato:
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Mai scaricato

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MessaggioInviato: domenica 22 marzo 2026, 8:19 
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Intanto grazie per gli interventi che ci sono stati fino ad ora.

Il tema dei colori in astrofotografia è un dibattito sempre aperto. Ma l'ampia discrezionalità che vi si lascia, avrebbe secondo me bisogno di essere quantomeno contenuta in un range più stretto. La galassie, secondo me, sono oggetti meno fantasiosi a livello cromatico rispetto alla nebulose, anche perché qui non si gioca con le varie palette e quindi il campo inevitabilmente si restringe.

E' secondo me questo che dovremmo sforzarci di fare, restringere il campo.

Roberto ha accennato a 2 strumenti PI che sono molto potenti PCC e SPCC. Il secondo sicuramente il più affidabile e preciso. Ma magari tutti non dispongono di questi strumenti e quindi dovranno destreggiarsi diversamente confrontandosi magari con una ottima immagine.
Ora se vi va vi propongo di osservare e valutare 4 immagini prelevate da Astrobin. Ho cercato che fossero abbastanza simili, sono tutte tutte delle buone immagini ma le altre 3, con le dovute accortezze, avrebbero potuto anche esse stesse essere delle ottime immagini, perchè una lo è già ottima.

Allegato:
m51_01.png
m51_01.png [ 456.48 KiB | Osservato 613 volte ]

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m51_02.png [ 500.48 KiB | Osservato 613 volte ]

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m51_03.png [ 542.4 KiB | Osservato 613 volte ]

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m51_04.png [ 452.56 KiB | Osservato 613 volte ]

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MessaggioInviato: domenica 22 marzo 2026, 9:04 
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Se togli la terza (di un’altra categoria) forse possiamo discutere sulle altre tre, di cui, la seconda forse è quella che probabilmente più si avvicina ad una resa “naturale”, però poi le stelle…insomma?! Probabilmente non ha subìto un aggressivo scnr e saturazione come per la prima. L’ultima trovo che sia un pò sbagliato l’approccio elaborativo in generale e non solo cromatico.

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MessaggioInviato: lunedì 23 marzo 2026, 8:05 
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Siamo in due a dirlo ma credo sia unanime l'opinione che tra le 4 la terza sia quella con i colori più giusti, mi passi il termine. :-)
Le altre immagini però, non erano così lontane.
Ho fatto degli interventi solo con il tool curvetransformation di PI. Lasciando perdere le stelle (che però effettivamente ci dicono molto), il fondo cielo e le parti periferiche meno luminose che avrebbero avuto bisogno di altre correzioni ecco i risultati di un intervento abbastanza grossolano.

Allegato:
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m51_01_b.png [ 415.39 KiB | Osservato 535 volte ]

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m51_02_b.png [ 481.06 KiB | Osservato 535 volte ]

Allegato:
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m51_04_b.png [ 465.13 KiB | Osservato 535 volte ]


E con questo?
Se prendiamo come riferimento una ottima immagine e se cerco di avvicinarmi al risultato (consapevole che ogni setup e cielo hanno caratteristiche molto differenti) posso rimanere in un campo un po' più ristretto senza allontanarmi troppo dal risultato "ideale". Però qui abbiamo considerato solo uno caso. Come faccio ad estendere un modello che soddisfi tutti i casi? E' ipotizzabile o di volta in volta ho casi specifici? Ma allora ritornando alle prime considerazioni se sono 4 i colori che compongono un galassia posso individuali ed eleggerli come i più plausibili? Ve lo chiedo me lo chiedo, ma mi chiedo anche se a senso chiederselo? Buon inizo settimana. :D

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MessaggioInviato: lunedì 23 marzo 2026, 9:15 
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Io penso che lavorare su queste immagini abbia poco senso perchè non ti daranno la possibilità di raggiungere un risultato univoco. Non hai la minima idea di cosa sia stato fatto in post processing.

Come dice Roberto, calibrare con SPCC penso sia la via “più sicura” e al massimo aggiustare un pelo con CurvesTransformation o su PS con CorrezioneColoreSelettiva ma pelo pelo.
In realtà con le galassie ho anche trovato sempre efficace Color Calibration con una preview sul fondo cielo e una sulla galassia (questo prima che venisse introdotto il tool SPCC).

Infine, i fattori di cui sopra: cielo, ottiche e focale, sensori, filtri, integrazione, mi sento di aggiungere anche l’altezza dell’oggetto…ribadisco che secondo me possono influire.

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MessaggioInviato: lunedì 23 marzo 2026, 14:53 
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B&W ha scritto:
Io penso che lavorare su queste immagini abbia poco senso perchè non ti daranno la possibilità di raggiungere un risultato univoco. Non hai la minima idea di cosa sia stato fatto in post processing.


A me sembrano che tutte e tre si siano avvicinate un po' ai colori della immagine che abbiamo convenuto fosse la migliore delle 4. Quindi ha senso. Certo meglio sarebbe stato aver avuto il file uscito dallo staking per disporre di file meno alterati.

B&W ha scritto:
Come dice Roberto, calibrare con SPCC penso sia la via “più sicura” e al massimo aggiustare un pelo con CurvesTransformation o su PS con CorrezioneColoreSelettiva ma pelo pelo.
In realtà con le galassie ho anche trovato sempre efficace Color Calibration con una preview sul fondo cielo e una sulla galassia (questo prima che venisse introdotto il tool SPCC).


Dopo PCC o SPCC (che magari tutti non hanno ... ) non si dovrebbero più toccare le curve, pena taglio degli indici, io uso PCC ed in effetti l'indice destro è un po' più corto del sinistro. E poi c'è la saturazione dove di meno è meglio che di più perchè anche se non ho più toccato le curve posso fare comunque gran danni.

B&W ha scritto:
Infine, i fattori di cui sopra: cielo, ottiche e focale, sensori, filtri, integrazione, mi sento di aggiungere anche l’altezza dell’oggetto…ribadisco che secondo me possono influire.

Sì, d'accordo ma è appunto grazie alla elaborazione possiamo migliore lo svantaggio di certe condizioni di partenza se come riferimento abbiamo l'immagine fatta con le migliori tecnologie i migliori cieli e i migliori astroimmager.

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Non voglio fare il bastian contrario ma

pierpaolo_P ha scritto:
A me sembrano che tutte e tre si siano avvicinate un po' ai colori della immagine che abbiamo convenuto fosse la migliore delle 4. Quindi ha senso. Certo meglio sarebbe stato aver avuto il file uscito dallo staking per disporre di file meno alterati.


Io le vedo quasi totalmente diverse se non nell’ingannevole parvenza di similitudine della tonalità dei bracci spirali principali.



pierpaolo_P ha scritto:
Dopo PCC o SPCC (che magari tutti non hanno ... ) non si dovrebbero più toccare le curve, pena taglio degli indici, io uso PCC ed in effetti l'indice destro è un po' più corto del sinistro. E poi c'è la saturazione dove di meno è meglio che di più perchè anche se non ho più toccato le curve posso fare comunque gran danni.


Anche qui, penso che possa essere giusta la teoria di base ma poi nella realtà bisogna fare i conti con la qualità di segnale acquisito. “Se ho un lampione al sodio ad inizio ripresa e un lampione a led a fine ripresa”, tanto per dire, non avrò mai un’omogeneità tale che un tool come SPCC mi andrà a calibrare perfettamente o tale e quale a chi magari riprende solamente in condizioni ottimali. Nel software questo non è previsto.

B&W ha scritto:
Infine, i fattori di cui sopra: cielo, ottiche e focale, sensori, filtri, integrazione, mi sento di aggiungere anche l’altezza dell’oggetto…ribadisco che secondo me possono influire.

pierpaolo_P ha scritto:
Sì, d'accordo ma è appunto grazie alla elaborazione possiamo migliore lo svantaggio di certe condizioni di partenza se come riferimento abbiamo l'immagine fatta con le migliori tecnologie i migliori cieli e i migliori astroimmager.


D’accordo anche io con te ma, come sopra, se cambiano le condizioni cambierà per forza anche il risultato e soprattutto il workflow per avvicinarcisi. Spesso si scende anche un pò a compromessi, da qualche parte si guadagna e dall’altra si molla. Il primo parte già dalla scelta di una camera a colori.

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