1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
MessaggioInviato: mercoledì 24 luglio 2019, 17:12 
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Iscritto il: giovedì 9 febbraio 2006, 13:15
Messaggi: 559
Località: Roma
Ciao a tutti,

gli spettri delle stelle simbiotiche: T CrB, RS Oph, V443 Her sono stati acquisiti nei giorni scorsi da Roma con un telescopio da 8" ed uno spettroscopio Alpy600 con magnitudini V (fonte aavso): 9.9, 10.7 e 11.5 mag V.
Le variabili T CrB ed RS Oph sono due nove ricorrenti il cui ultimo outburst è stato registrato rispettivamente nel 1946 (mag 3.2) e nel 2006 (mag 4.5).

Le stelle simbiotiche sono formate da una gigante rossa e da una nana bianca intorno alla quale si sviluppa un disco di accrescimento alimentato dal materiale che fuoriesce dalla gigante rossa. Gli spettri riflettono la complessità di questi sistemi, presentando contemporaneamente le bande di assorbimento molecolare (TiO), caratteristiche delle stelle rosse, e le linee di emissione causate dalla ionizzazione del disco di accrescimento da parte della calda nana bianca.

Saluti
Lorenzo Franco

--------------------------------------------------------------------
A81 Balzaretto Observatory, Rome
http://digilander.libero.it/A81_Observatory/
https://www.facebook.com/a81balzarettobservatory/


Allegati:
tcrb_20190719_830_LFranco.png
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MessaggioInviato: giovedì 25 luglio 2019, 21:07 

Iscritto il: sabato 15 aprile 2017, 21:51
Messaggi: 98
Lavori molto interessanti. Mi stupisce la gran mole di informazioni che riesce a condividere. C'è molto da approfondire.Complimenti!


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MessaggioInviato: sabato 27 luglio 2019, 17:16 

Iscritto il: mercoledì 21 febbraio 2007, 12:50
Messaggi: 2757
Vorrei farvi leggere questo estratto da Wikipedia in italiano:

T Coronae Borealis

"T Coronae Borealis in stato di quiete (minimo) fluttua attorno alla 10ª visuale con una magnitudine bolometrica apparente media di 7,57[4]. Poco prima dell'esplosione presenta un aumento di luminosità che può essere accompagnato da diminuzioni di luminosità per poi esplodere[8]. Al massimo di un'esplosione raggiunge una luminosità di 200.000 L☉. T Coronae Borealis è la più luminosa delle nove ricorrenti conosciute raggiungendo la 2a magnitudine apparente. "

La nova ricorrente, perché T Coronae Borealis oltre che essere una simbiotica è soprattutto una nova ricorrente, una delle 10 conosciute nella nostra galassia, sembra abbia un periodo di 80 anni e vista la data dell'ultima esplosione la prossima dovrebbe accadere nel 2026, ossia entro i prossimi 7 anni e mezzo, probabilmente il 1 luglio 2026 ± 6 mesi. E' quindi un oggetto da ricordare nel 2026, visto che è quasi circumpolare e
arriva alla 2a, visibile ad occhio nudo PER UNA MANCIATA DI GIORNI.

Visto che presenta un aumento di luminosità PRIMA dell'esplosione, la prossima volta dovrebbe essere tanato prima dell'esplosione permettendoci di godere dello spettacolo della sua apparizione, e magari seguire, se siamo nell'emisfero giusto la salita in luminosità dell'esplosione in diretta avendo il privilegio più unico che raro di vedere apparire ad occhio nudo una nuova stella.

Tenete sotto controllo questa stella normalmente oscillante attorno alla 7,57a.

Ciao.
Roberto Gorelli


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MessaggioInviato: domenica 5 aprile 2020, 19:52 

Iscritto il: sabato 15 aprile 2017, 21:51
Messaggi: 98
Anche io ieri sera ho osservato una simbiotica.La simbiotica Rw Hya di classe spettrale M1/2IIIe, con emissione, una gigante, con temperatura inferiore ai 3500K quindi piuttosto freddina. Magnitudine 10.0. Sarebbe interessante saperne di più su questa simbiotica.

Allegato:
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MessaggioInviato: domenica 5 aprile 2020, 21:20 

Iscritto il: mercoledì 21 febbraio 2007, 12:50
Messaggi: 2757
tonyven ha scritto:
Anche io ieri sera ho osservato una simbiotica.La simbiotica Rw Hya di classe spettrale M1/2IIIe, con emissione, una gigante, con temperatura inferiore ai 3500K quindi piuttosto freddina. Magnitudine 10.0. Sarebbe interessante saperne di più su questa simbiotica.

Allegato:
rwhya_20200404_938_TV.png


In attesa dell'"amnistia generale" qualche buona lettura su Rw Hya:

https://iopscience.iop.org/article/10.3 ... aa6d78/pdf

http://articles.adsabs.harvard.edu/pdf/ ... .490..367O

https://arxiv.org/pdf/1403.2659.pdf

Ciao.
Roberto Gorelli


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MessaggioInviato: lunedì 13 aprile 2020, 12:13 

Iscritto il: mercoledì 21 febbraio 2007, 12:50
Messaggi: 2757
Visto gli spettri di T CrB e RS Oph, ambedue in stand by per esplodere nei prossimi anni, non sarebbe opportuno fare un programma di ricerca per raccogliere i loro spettri ogni qualche mese in modo da avere una collezione di 10-20 spettri pre-esplosione (da confrontare con altrettanti post-esplosione)? Spettri da fare con gli stessi telescopi e spettrografi in modo da non introdurre variabili strumentali.
Visto il lungo periodo, 6-7 anni, sarebbe opportuno coinvolgere anche astrofili esteri in modo da avere sequenze, possibilmente sfasate nei tempi, di spettri complete il più possibile.
Che ne dite? Qualcuno vuole farsi promotore dell'iniziativa?
Ciao.
Roberto Gorelli


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MessaggioInviato: lunedì 13 aprile 2020, 13:11 
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Iscritto il: giovedì 9 febbraio 2006, 13:15
Messaggi: 559
Località: Roma
Roberto,
i database ARAS e AAVSO già stanno raccogliendo gli spettri di queste due stelle forniti dalla comunità degli astrofili.
Saluti
Lorenzo Franco


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MessaggioInviato: lunedì 13 aprile 2020, 13:40 

Iscritto il: mercoledì 21 febbraio 2007, 12:50
Messaggi: 2757
Lorenzo2 ha scritto:
Roberto,
i database ARAS e AAVSO già stanno raccogliendo gli spettri di queste due stelle forniti dalla comunità degli astrofili.
Saluti
Lorenzo Franco


Perfetto! Mi sarei stupito del contrario, ma quello che volevo dire è che per non introdurre una complicazione
in più nella normalizzazione dei dati è necessario, se possibile, avere sequenze omogenee di dati e questo
normalmente lo si ottiene usando gli stessi strumenti (vanno bene esemplari diversi ma che siano dello stesso
esatto tipo), altrimenti bisogna equiparare i vari dati che ne caso di spettri sono già estremamente complessi
per loro natura.
Ciao.
Roberto Gorelli


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MessaggioInviato: lunedì 13 aprile 2020, 15:12 
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Iscritto il: giovedì 9 febbraio 2006, 13:15
Messaggi: 559
Località: Roma
Roberto Gorelli ha scritto:
quello che volevo dire è che per non introdurre una complicazione
in più nella normalizzazione dei dati è necessario, se possibile, avere sequenze omogenee di dati e questo normalmente lo si ottiene usando gli stessi strumenti (vanno bene esemplari diversi ma che siano dello stessoesatto tipo), altrimenti bisogna equiparare i vari dati che ne caso di spettri sono già estremamente complessi per loro natura.

Scusami Roberto ma non capisco proprio. Anche spettri di uno stesso oggetto acquisiti in giornate diverse ed a masse d'aria diverse mostrano delle differenze anche se acquisiti con la stessa strumentazione. Quello che garantisce omogeneità e riproducibilità è l'uso di procedure di riduzione ben precise e standardizzate. Spettri di astrofili ridotti "a regola d'arte" possono essere usati da professionisti insieme a quelli ottenuti presso osservatori professionali. Lo dimostrano diverse pubblicazioni fatte dai professionisti con spettri acquisiti da astrofili e disponibili sui databae ARAS e AAVSO.
Saluti
Lorenzo Franco


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MessaggioInviato: mercoledì 15 aprile 2020, 13:22 

Iscritto il: mercoledì 21 febbraio 2007, 12:50
Messaggi: 2757
Lorenzo2 ha scritto:

cut

Scusami Roberto ma non capisco proprio. Anche spettri di uno stesso oggetto acquisiti in giornate diverse ed a masse d'aria diverse mostrano delle differenze anche se acquisiti con la stessa strumentazione. Quello che garantisce omogeneità e riproducibilità è l'uso di procedure di riduzione ben precise e standardizzate. Spettri di astrofili ridotti "a regola d'arte" possono essere usati da professionisti insieme a quelli ottenuti presso osservatori professionali. Lo dimostrano diverse pubblicazioni fatte dai professionisti con spettri acquisiti da astrofili e disponibili sui databae ARAS e AAVSO.
Saluti
Lorenzo Franco


Si vede che non riesco a farmi capire, allora partiamo da osservazioni di altro tipo: l'osservazione delle macchie solari.
C'è una formula ben precisa per calcolare il numero delle macchie solari giornaliero, questa formula comprende un termine che si riferisce
al diametro dello strumento usato per compiere l'osservazione, ossia il valore calcolato dall'osservatore deve essere normalizzato
moltiplicando per un fattore che varia in base al diametro dello strumento usato.
Altro esempio, il calcolo dello ZHR degli sciami meteorici: in questo caso bisogna introdurre nel calcolo la magnitudine media delle meteore
dello sciame in osservazione: questo fattore si ricava mediando un enorme numero di meteore, quindi fuori della portata del singolo
osservatore che contribuisce ad osservarle.
Ho citato questi due tipi di osservazioni completamente diversi da quelle spettrografiche solo per fare comprendere che ANCHE le osservazioni
spettrografiche come TUTTE le osservazioni scientifiche, astronomiche e non, sono soggette a fattori strumentali, l'uso di uno spettrografo
da 1.000 euri non è uguale a quello professionale da 1.000.000 di euri, anche tralasciando il diametro del telescopio a cui è applicato, la
risoluzione spettrale, la località di osservazione, ecc.
E ora veniamo al punto in questione: fare due spettri con due strumenti e/o telescopi diversi NON è la stessa cosa che usare un solo
strumento/telescopio, certo le condizioni meteo, l'altezza sul mare, la perizia dell'osservatore, la sua conoscenza delle procedure valgono,
valgono molto, ma mescolare spettri di dieci strumenti/telescopi diversi non è mai una buona cosa, la si può fare ma tenendo a mente i limiti
di questa procedura.
La mia non è una critica o un'accusa, non ne avrei nemmeno i titoli visto che non mi occupo del settore, tutto quello che volevo dire
è di non ingarbugliare ancor più la matassa, se è possibile, in questo settore (la spettrografia) come pure in tutti gli settori l'ideale
è di avere serie di osservazioni il più possibile omogenee, il che significa, SE POSSIBILE, stesso strumento, stesso posto d'osservazione,
stesso osservatore, stessa metodologia, altrimenti per rendere TOTALMENTE compatibili i vari risultati occorrerà usare procedure che
omogenizzano i risultati si, ma che introducono fattori correttivi che non correggono mai totalmente tutto e danno un falso senso di
sicurezza.
Ciao.
Roberto Gorelli


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