1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
MessaggioInviato: venerdì 26 aprile 2019, 8:55 
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E' confortante però leggere queste notizie, sono partita convinta di spendere pochi soldi per un oculare poco più che dignitoso e invece mi son presa una bomba! :-)
Non vedo l'ora di provarlo ma fa sempre brutto :-(

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MessaggioInviato: venerdì 26 aprile 2019, 13:48 
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davidem27 ha scritto:
Dubito che gli schemi ottici degli Explore Scientific siano paragonabili alla serie 4000 della Meade, proprio per la forma totalmente diversa dei barilotti (e quindi delle lenti) rispetto agli storici Meade.

Davide confermo ciò che ho scritto nel post precedente in quanto ho ricevuto un feedback da una fonte interna a Explore Scientific; gli AR82 nelle focali 4.7, 6.7, 8.8 e 14mm sono stati realizzati basandosi sul progetto degli omologhi Meade UWA 4000 a dispetto di differenti assemblaggio e canoni estetici/funzionali.
Tutti gli ES poi sono "waterproof Argon filled", è una sorta di marchio di fabbrica

lauralions88 ha scritto:
E' confortante però leggere queste notizie, sono partita convinta di spendere pochi soldi per un oculare poco più che dignitoso e invece mi son presa una bomba! :-)
Non vedo l'ora di provarlo ma fa sempre brutto :-(

Prima di cantare vittoria provalo. E' vero che su un f/10 è difficile trovare un oculare insoddisfacente ma è comunque un 82° AFOV e oculari di questo tipo sono abbastanza esigenti e al bordo e potrebbe sbananare :crazy:
Come ti ho già detto però è sicuro che farà meglio di un FF12: ne ho avuti 2, oculare onesto e ben corretto ma più buio di un tombino! Pensa che col Meade 10" ci osservavo i quarti di Luna senza rimanere abbagliato, cosa che se facevo con l'SWA13.8 mi accecava...

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MessaggioInviato: venerdì 26 aprile 2019, 15:30 
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Ci sarebbe da chiedere alla fonte interna come hanno fatto a rimpicciolire le lenti da questo
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a questo
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Mi sa mi sa che mi rivolgerò a loro quando metterò su un po' di pancetta :mrgreen:

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MessaggioInviato: venerdì 26 aprile 2019, 15:55 
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Non è difficilissimo.
Inizia a smontare l'adattatore del doppio diametro che fa solo scena e ingombro (MAI capito cosa servisse il barilotto "nativo" da 2" su un 8.8 e un 14mm, a far costare tanto oculari già costosissimi?? :evil: ) e secondariamente inserisci il treno ottico posizionandolo più in alto e non tipicamente come facevano in Meade "in fondo al pozzo"; vedrai che non sarà un problema farcelo stare in uno chassis più contenuto (o - meglio - meno obeso) rispetto al Meade .
Se oltre a questo è stata praticata anche una leggera miniaturizzazione dello schema ottico la si può fare comodamente senza stravolgere il progetto originale
In ogni caso, motivi per dubitare della parola di Scott non ne ho.

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Roberto Porta - photallica v. 2.0

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MessaggioInviato: venerdì 26 aprile 2019, 16:26 
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Io non dubito della parola di Scott.
Sono soltanto curioso di capire come han fatto e come fanno a dire che lo schema ottico degli ES82° sia derivato da quella linea produttiva.

Non sarà difficilissimo, ma non è nemmeno così facile ridurre le dimensioni di un gruppo di lenti progettate per stare in quello chassis di quelle dimensioni, il tutto senza cambiare schema ottico :roll:

Il doppio barilotto, (il cui dubbio gusto, sia pratico che estetico, non è in discussione) serve a usare un oculare in diverse configurazioni.
Perché farlo così?
Come lo fermi il gruppetto negativo di lenti di un diametro da 25-30mm in un tubo da 5cm ? :D

Anche gli Ethos hanno focali dal doppio barilotto, che ho prontamente portato a 2"...
La "lente di campo" me la vedo un po' piccolina per essere assemblata in uno chassis da 2 pollici.


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MessaggioInviato: venerdì 26 aprile 2019, 17:00 
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davidem27 ha scritto:
Non sarà difficilissimo, ma non è nemmeno così facile ridurre le dimensioni di un gruppo di lenti progettate per stare in quello chassis di quelle dimensioni, il tutto senza cambiare schema ottico :roll:

Una spiegazione esaustiva richiederebbe di entrare nei dettagli tipo densità del vetro di ogni elemento, coefficienti di rifrazione, curvature ecc., cosa che potrebbe fare un progettista di ottica, cosa che palesemente non sono... A mio modesto parere se tutti gli elementi fossero miniaturizzati rispettando le proporzioni e le distanze fra gruppi in modo da preservare la focale originaria il progetto è quello; tuttavia ci sono personaggi del settore che se solo cambia il trattamento antiriflessi parla di nuovo modello e se fosse questa la linea di pensiero che prevale avresti ragione tu

Cita:
Il doppio barilotto, (il cui dubbio gusto, sia pratico che estetico, non è in discussione) serve a usare un oculare in diverse configurazioni.
Perché farlo così?
Come lo fermi il gruppetto negativo di lenti di un diametro da 25-30mm in un tubo da 5cm ? :D

Vixen con gli LVW ha costruito oculari con barilotto nativo 31.8 e tornito la parte inferiore dello chassis a 2" che funge da doppio diametro:
costo = zero
funzionalità = 100%
pezzi aggiuntivi smontabili = nessuno

Take it easy... :wink:

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MessaggioInviato: venerdì 26 aprile 2019, 17:18 
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Iscritto il: lunedì 19 gennaio 2009, 21:32
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Il progetto di un oculare (così come il progetto di tante altre cose) è una questione di ottimizzazione. Negli anni 70 Olympus, usando fra i primi metodi di ottimizzazione computerizzati (che analizzano miglia di soluzioni finché trovano la "migliore") se ne usci con obiettivi fotografici che superavano in qualità soluzioni "storiche!", costavano meno, erano più leggeri ecc ecc.
Fu uno dei primi esempi di come metodi di ottimizzazione computerizzati, con algoritmi "furbi" di ricerca dell'ottimo potendo analizzare decine di miglia di "progetti" virtuali consentivano di trovare soluzioni nuove e sorprendenti.

Da allora a oggi, però tutti li usano. Si tratta di capire solo il principio:
1) da una parte ci sono i "parametri di progetto" geometria dells superfici e posizione, caratteristiche dei vetri che possono essere cambiati ecc.
2) da un'altra parte ci sono i "vincoli": tipo le dimensioni massime delle lenti, il costo totale, l'angolo di campo richiesto
3) infine ci sono gli indicatori di prestazione (coma e altri aberrazioni pesate nel campo visivo, ecc. ecc.).

Per trovare un "ottimo" si definisce per iniziare una combinazione degli indici al punto 3. Poi si massimizza l'indice complessivo, modificando tutti i parametri 1 che si possono cambiare e soggetto ai vincoli 2.

Ora, normalmente succede che cambiando i vincoli 2 si trova una soluzione ottima diversa. Per esempio se si chiede che l'oculare sia "piccolo" esiste una geometria di lenti e una combinazione di vetri che massimizza gli indici 3. D'latra parte se si si accettano maggiori dimensioni l'ottimo che si trova è generalmente migliore (si può dimostrare matematicamente).

Di conseguenza un disegno fatto bene fissa i vincoli 2) e trova per questi la configurazione ottimale: Possiamo pensare che per 72° di campo e certi vetri l'ottimo sia un Delos. Se vogliamo 100° alle stesse dimensioni e costo non ci viene una qualità di immagine simile. Se però accettiamo dimensioni e costo maggiori ecco che una soluzione (chiamiamola Ethos) con prestazioni ottiche simili esiste.

Ovviamente ci possono anche essere progettisti ottici che sanno ottimizzare meglio di altri (e quindi ti danno un prodotto migliore a parità dei vincoli-- ma spesso sono tentati di tenere il guadagno per loro).

In linea di principio comunque un oculare più piccolo (quindi con vincoli maggiori al punto 2) avrà prestazioni ottiche inferiori, a meno che quello grande non sia un progetto che non è allo stato dell'arte della ottimizzazione.


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MessaggioInviato: sabato 27 aprile 2019, 22:16 

Iscritto il: lunedì 22 marzo 2010, 16:39
Messaggi: 348
Un dialogo di qualche anno fa con alcuni di noi... :wink:

viewtopic.php?f=3&t=79935&p=918388


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MessaggioInviato: domenica 28 aprile 2019, 10:16 
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Iscritto il: mercoledì 13 febbraio 2013, 17:28
Messaggi: 828
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Tipo di Astrofilo: Visualista
Ieri sera ho approfittato della serata ventosa e trasparente per saggiare il nuovo arrivato. La mia prima intenzione sarebbe dovuta essere una rapida sbirciata agli ammassi aperti nel Cancro per vedere un po se la bontà del campo di questo 82 fosse soddisfacente o meno, ma poi l'appetito è venuto mangiando e mi sono soffermata un po' di più. :)
Sia M44 che M67 erano coperti in minima parte da questo AR 11 che sul C11 mi dà attorno ai 260x unito a un campo sotto il 1/2 grado. Solo le stelle all'estrema vicinanza ai bordi soffrono di geometria leggermente alterata mentre le altre sono apprezzabilmente puntiformi. Successivamente ho spostato le attenzioni verso il Leone, volevo Regulus all'interno del mio oculare per vedere un po' se si generavano riflessi parassiti e falsi colori, prova ben superata! Però non si può abbandonare il Leone senza dare una sbirciatina a M65 e 66 pur senza farsi illusioni dal momento che in quella direzione ci sono le Torri bianche, Monza e Milano e queste 2 macchie di nebbia passate una per una non hanno reso giustizia alla loro natura :(
Il settore che va da Orsa Maggiore a Cani da caccia è stato meno avaro: a parte la solita Mizar-Alcor che è un puro saggio estetico la svolta è arrivata con M97. Complice il filtro UHC abbiamo osservato un gran bel Gufo! Positiva anche M51 con bracci evidenti e perturbati, pevvato che l'intero Vortice non sta a dovere nel poco campo e la visione della stessa con un Flatfield 19 era ben più rappresentativa con tanto di nucleo della compagna a completare il quadretto.
Ora non mi resta che aspettare situazioni più consone all'utilizzo di questo vetro, una notte popolata dalla Luna e successivamente anche dai pianeti maggiori

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