1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
MessaggioInviato: giovedì 14 giugno 2018, 12:31 

Iscritto il: giovedì 6 novembre 2014, 18:31
Messaggi: 674
Volevo chiedere a voi esperti dei lumi riguardo il trattamento antiriflesso dei telescopi rifrattori e degli oculari.

Il mio ragionamento nasce leggendo un articolo in cui si rendeva noto che i graffi che vengono arrecati alle lenti non sono danni al vetro, bensì al trattamento antiriflesso.
L'autore continuava distinguendo due tipi di antiriflesso, uno "morbido" e quindi molto delicato ed un altro "duro" più attuale e più resistente.

Non ho avuto gran che di esperienza, però ho avuto l'occasione di possedere oculari con un trattamento antiriflesso azzurro, e antiriflesso verde.

Nel primo caso, un Plossl Orbinar, presentava un antiriflesso azzurro, poco coprente come trattamento (visto dal "di fuori"); ad ogni pulizia per quanta attenzione ci mettessi questo veniva irrimediabilmente scalfito anche dai panni in microfibra e dai tessuti più morbidi come il cotone.
Viceversa, un grandangolare sempre Orbinar, ma con un trattamento verde, coprente e ben presente alla vista, presentava una superficie sempre perfetta e priva di incisioni per quanto la pulizia fosse precisa, a volte alla veloce con un fazzolettino.

A tutto ciò aggiungo il doppietto acromatico del mio Meade 90/600, con antiriflesso azzurrino come il Plossl Orbinar, alquanto delicato e pericoloso da pulire, ed anche a quello Celestron 90/1000, sempre azzurrino, di un amico che non ha mancato di graffiarsi durante l'inevitabile pulizia annuale

Dunque, la mia conclusione è: un antiriflesso azzurro poco coprente è solitamente più delicato ed economico di un antiriflesso verde, che si tratti inoltre di quell'antiriflesso morbido di cui parlava l'autore nell'articolo?

Secondo la vostra esperienza un affermazione del genere è troppo generale oppure ha un minimo di fondatezza?

Sarebbe molto utile capirlo per più di un motivo, sia per valutare un acquisto ma anche per sapere come trattare la lente.

Attendo la vostra opinione in merito :please:


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MessaggioInviato: giovedì 14 giugno 2018, 12:44 
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Iscritto il: mercoledì 15 ottobre 2008, 17:01
Messaggi: 20566
Località: Firenze
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Va considerato che il colore che si vede in realtà non dipende tanto dal materiale impiegato di colore azzurro o verde, ma dal fatto che noi vediamo piuttosto un effetto di interferenza della luce che viene riflessa dalle due superfici, del vetro del materiale antiriflettente, che è molto sottile, sotto ad un certo angolo. Però gli strati dell'antiriflesso sono caratteristici a seconda del materiale usato, quindi se si usa ad esempo il MgF2 nello spessore che si usa normalmente si vede un riflesso azzurro. Questo materiale è stato il primo ad essere impiegato ed è il più "tenero" e facile da rovinare se si pulisce spesso le lenti. Altri materiali antiriflesso, magari multistrato, fatti con ossidi metallici sono più solidi. Questo però non significa che tutti i trattamenti antiriflesso di color azzurrino siano in MgF2. Personalmente ho visto vari trattamenti di diversi colori, dall'azzurro, al violetto, il verde ed anche un colore giallo/ocra.

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MessaggioInviato: giovedì 14 giugno 2018, 18:03 

Iscritto il: giovedì 6 novembre 2014, 18:31
Messaggi: 674
Grazie Fabio questi particolari non li conoscevo, dunque l'unica è conoscere le specifiche tecniche, dal colore non si puó dire nulla sulla bontá del trattamento dell'ottica.

Se hai voglia di togliermi quest'ultima curiositá lo apprezzerei, prima cercando discussioni simili qui sul forum mi sono imbattutto in alcune considerazioni sul trammanto rosso di alcuni binocoli da bancarella, cosí trattati in modo da ridurre il cromatismo dell'ottica "scadente" e rendendo la tonalitá d'insieme piú fredda.
Anche a seconda del tramento che riflette azzurro o verde possono esserci differenze di tonalitá durante l'osservazione?
Se ho ben capito quello che mi hai scritto mi vien da pensare di no e che a prescindere dal colore che appare riflesso lo scopo dovrebbe essere esclusivamente quello di ridurre i riflessi parassiti.


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MessaggioInviato: venerdì 15 giugno 2018, 8:20 
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Iscritto il: lunedì 18 febbraio 2013, 13:55
Messaggi: 387
Località: Trieste
Tipo di Astrofilo: Visualista aspirante Fotografo
Andrew189 ha scritto:
Se hai voglia di togliermi quest'ultima curiositá lo apprezzerei, prima cercando discussioni simili qui sul forum mi sono imbattutto in alcune considerazioni sul trammanto rosso di alcuni binocoli da bancarella, cosí trattati in modo da ridurre il cromatismo dell'ottica "scadente" e rendendo la tonalitá d'insieme piú fredda.

Lascia perdere assolutamente ottiche con il trattamento "ruby coating" della Stainer: è fatto per la caccia, per mettere in risalto il marrone della pelliccia animale contro il verde della vegetazione ... per la visione astronomica è una schifezza (ci ho provato personalmente) soprattutto perché è un trattamento particolarmente selettivo (taglia molta banda ottica) !

Riassumendo informazioni da diverse fonti mi sono segnato qualche appunto:

Per calcolare l'esatta percentuale di riflessione di un'interfaccia aria-vetro la formula è molto semplice:

R = 100*((N-1)^2/(N+1)^2)

dove N è l'indice di riflessione del vetro.

"Questi strati lavorano sul principio di sopprimere da quel 4% (crown) fino al 10% (flint) di luce che viene riflessa per interferenza distruttiva, bilanciandola con quella costruttiva che si ottiene da riflessioni entro la pellicola di strato antiriflesso. Affinché ciò si verifichi completamente occorre che il materiale usato abbia un indice di rifrazione N uguale alla radice quadrata di quello del vetro. Questo significa dei limiti di circa n = 1,22 per il crown (di minima rifrazione) ed n = 1,40 per il flint (di massima rifrazione), ponendo lo spessore della pellicola uguale a lambda/4. Sfortunatamente nessun solido ha un indice di rifrazione così basso. Però utilizzando più strati e rendendo robusto ed insolubile nell'acqua il fluoruro di litio si arriva ad una perdita di solo 0,1% per superficie. I comuni trattamenti antiriflesso, a base di un singolo strato di fluoruro di magnesio, invece, portano circa ad un dimezzamento delle perdite per riflessione."

Ancora:

"Lo strato antiriflesso deve avere uno spessore pari ad un quarto della lunghezza d'onda della luce incidente. Questo conferisce alle lenti trattate un caratteristico riflesso colorato, dovuto al fatto che non tutta la banda della luce visibile viene influenzata dallo strato antiriflesso: le lunghezze d'onda distanti dal valore scelto vengono comunque riflesse."

I migliori trattamenti sono multistrato: ci sono trattamenti con 7 strati alternati di materiali diversi più uno strato impermeabilizzante ed uno esterno indurente che danno 0,20% (Pentax) o 0,25% (Baader) di riflesso per interfaccia, ma il massimo (come già sopra detto) sono i trattamenti al fluoruro di litio che arrivano all0 0,1% come il Super Spectra Coating della Canon.

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MessaggioInviato: venerdì 15 giugno 2018, 19:54 

Iscritto il: giovedì 6 novembre 2014, 18:31
Messaggi: 674
Caspita che argomento complesso, ora capisco come mai bisogna ricorrere a piú strati, un limite fisico quindi, chissá che troveranno materiali piú efficienti.
Grazie per aver condiviso le tue ricerche Bardix, a questo punto sarebbe utile sapere nello specifico che tipo di antiriflesso usano i modelli in commercio, non sempre si trova scritto nelle specifiche.


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MessaggioInviato: sabato 16 giugno 2018, 12:25 
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Iscritto il: lunedì 18 febbraio 2013, 13:55
Messaggi: 387
Località: Trieste
Tipo di Astrofilo: Visualista aspirante Fotografo
Andrew189 ha scritto:
... a questo punto sarebbe utile sapere nello specifico che tipo di antiriflesso usano i modelli in commercio, non sempre si trova scritto nelle specifiche.

Il problema è che non lo dichiarano quasi mai, difatti le mie ricerche sono tuttora in corso.

Sto cercando di compilare un foglio elettronico con nome, sigla, produttore, anno di creazione, inventore, numero degli strati, materiale usato e qualche nota interessante per ogni tipo di trattamento: le caselle piene con tragicamente sparute ! :facepalm:

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MessaggioInviato: sabato 16 giugno 2018, 14:56 
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Iscritto il: mercoledì 15 ottobre 2008, 17:01
Messaggi: 20566
Località: Firenze
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Eh si, i costruttori non rivelano quasi mai i trattamenti che vengono effettuati, a parte l'indicazione di "multicoating" e cose simili. Penso che questo sia anche per evitare che le aziende concorrenti capiscano subito chi fa loro i trattamenti, perchè le aziende che sono in grado di fare trattamenti antiriflesso multistrato si debbono contare sulle dita, e forse una mano già basta. Per quello che mi risulta nessuna azienda italiana è in grado di fare trattamenti multistrato, fanno solo quelli monostrato. Ma posso sbagliarmi, anzi mi piacerebbe sbagliarmi... Avevo un amico che lavorava alla Galileo, faceva le lenti per l'infrarosso dei satelliti artificiali. Se mi capita di rivederlo casomai lo chiedo a lui.

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