Ieri sera ho fatto un'interessante osservazione sulla
Luna paragonando accuratamente i due strumenti menzionati nel titolo agli stessi ingrandimenti: sul dobson erano 230x, sul rifrattore 225x.
Il dobson è dotato di ottiche GSO, tubo e montatura tutto in legno, è stato ottimizzato soprattutto per le osservazioni a largo campo e quindi l'ostruzione è piuttosto pronunciata, pari al 33% , comunque la qualità ottica è buona. Il rifrattore è invece il stra-noto modello SkyWatcher color oro, usato sulla montatura Vixen GP.
I 2 strumenti sono stati montati verso le 19:00 e circa 15m dopo ho cominciato a dare un rapido sguardo alla
Luna per definire meglio quali erano i crateri visibili: l'immagine era nettamente migliore nel rifrattore mentre il dobson doveva ancora, chiaramente, stabilizzarsi termicamente visto che entrambi provenivano dalla casetta in legno che era ancora calda: e fin qui tutto normale: il rifrattore entra in temperatura più rapidamente.
Dopo cena, circa 2 ore dopo, sono tornato per iniziare l'osservazione e stavolta era netto il miglioramento avuto nel dobson come qualità e stabilità dell'immagine: i due strumenti mostravano ora una nitidezza praticamente identica con una leggera superiorità del dobson a riguardo della luce: ossia la
Luna appariva più luminosa rispetto al rifrattore. Il seeing stimato era II sulla scala di Antoniadi con entrambi gli strumenti.
Craterini di Plato: inizialmente vedevo subito in entrambi gli strumenti solo il craterino centrale ma poi, lentamente, sono cominciati a spuntarne altri due; in pratica erano visibili i 3 maggiori (uno di questi è in realtà costituito da una coppia di crateri molti vicini ma io lo vedevo come un tutt'uno); la maggiore luminosità del fondo di Plato nel dobson, rendeva la visione leggermente più facile rispetto al rifrattore. Mi è parso, nel dobson, di percepirne a tratti un quarto vicino alla cinta craterica.
Domi di Milichius: facevano bella mostra di se questa coppia di domi: il maggiore di questi (denominato M6) ha 2 craterini sommitali che si distinguevano perfettamente nel dobson; nel rifrattore si vedevano ma con più difficoltà dovuta al fatto che la sommità del domo era meno luminosa.
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milichius2.jpg [18.5 KiB]
Mai scaricato
Domi di Hortensius: qui invece ho assistito alla netta prevalenza del dobson che mi ha mostrato tutti e 5 craterini sommitali dei domi in maniera piuttosto netta e stabile; invece il rifrattore me ne mostrava solo 1 , o a tratti 2 (quello del domo "doppio" )
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hortensius.jpg [ 22.12 KiB | Osservato 5648 volte ]
Rimae di Ramsden: questo cratere è caratterizzato da uno stupendo sistema di rime catalogate con i numeri romani da I a VI: entrambi gli strumenti mi hanno mostrato praticamente tutto il sistema di rime con queste differenze: rime I,V , III (formanti una specie di N proprio sul bordo del cratere) visibili in entrambi; rime II e V formanti un Y visibili in entrambi; rima IV non visibile; rima VI visibile solo nel dobson; la rima II per un tratto era ben visibile in entrambi (vicino Ramsden A) , mentre nel tratto finale verso il cratere doppio Marth scompariva anche nel 150.
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732px-Ramsden_+_Lepaute_-_LROC_-_WAC.JPG [ 93.13 KiB | Osservato 5648 volte ]
A un certo punto le immagini nel dobson hanno iniziato a peggiorare: la temperatura stava scendendo e lo specchio faceva fatica a seguirla (non ha ventole) ma più probabilmente nel frattempo la
Luna era andata sopra la linea di vista della casetta in legno che continuava a mandar fuori calore peggiorando così le immagini; nel rifrattore invece, posizionato a circa 4 m dal dobson (e fuori dalla linea di vista della casetta) le immagini continuavano a essere stabili . Essendo alla fine dell'osservazione non son stato lì a spostare il dobson per vedere se c'era un miglioramento..