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Autore Messaggio
MessaggioInviato: mercoledì 10 maggio 2006, 10:40 
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Iscritto il: domenica 7 maggio 2006, 19:08
Messaggi: 47
Il Celestron CPC 800 XLT è l’ultima versione del famoso C8 di casa Celestron. È un telescopio computerizzato Schimdt-Cassegrain, di 203 mm di apertura e 2032 mm di focale: in questo l’ottica ha le stesse caratteristiche dei precedenti modelli.
Ma c’è una cosa in più, davvero notevole: il nuovo trattamento delle ottiche, che si chiama XLT.
A mio parere la Celestron ha superato se stessa perché rispetto al vecchio Starbright è molto più luminoso e non sembra un f/10.
Ho letto su diversi newsgroup inglesi i pareri di molti astrofili che hanno provato i Meade lx200 UHTC e le ottiche Celestron CPC con trattamento XLT.
A loro parere la formula UHTC Meade risulta equivalente al vecchio Starbright Celestron, quindi il trattamento XLT sembra davvero superiore.
Tuttavia, io non posso confermare queste ipotesi perché non ho mai usato un Meade e non ho avuto la possibilità di fare una prova comparativa. Mi limito solo a sottolineare la grande luminosità che caratterizza questi nuovi Celestron.

Prime impressioni:Il telescopio è davvero ben costruito: ha un robusto treppiede che si apre in pochi secondi, premendo semplicemente un tensionatore centrale. Il blocco ottica-forcella pesa intorno ai 19,5 kg ed è davvero pesante, però in compenso è massiccio. Per rendere operativo il CPC basta inserirlo dentro il relativo perno sulla parte superiore del treppiede, stringere le tre viti di blocco e si è pronti per iniziare la serata osservativa.
La base della forcella ha un diametro di 22 o 23 centimetri. Qui spiccano le varie porte per l’autoguida, la pulsantiera Nexstar e la porta PC che serve ad aggiornare il firmware dei motori. In più ci sono altre due porte per collegare accessori addizionali. La cosa che salta subito all’occhio sono le manopole delle frizioni: grandi e comode da usare, progettate per l’uso con i guanti. Anche la maniglia di trasporto è sovradimensionata, e la pulsantiera del Nexstar reca tasti altrettanto comodi. Si illumina di un tenue e gradevole colore rosso che ne rende possibile l’uso in piena oscurità senza dare fastidio all’osservatore. La forcella è molto robusta. Ha un design ergonomico ed è a mio parere la migliore forcella finora realizzata su strumenti commerciali, che spesso spiccano per le loro forcelle un po’ traballanti e sottodimensionate. Questo problema non esiste con il CPC. Il cercatore si innesta molto facilmente nel tubo grazie ad un sistema di tre anelli che sono protetti da un piccolo cuscinetto in gomma. Così non c’è pericolo di rigarlo quando si agisce sui pulsanti di collimazione.

Prova sul campo:Quando si accende il CPC per la prima volta, esso ci metterà un po’ per trovare il segnale GPS, che gli consente di acquisire in automatico le coordinate geografiche del sito osservativo e l’ora.
Una volta che la bussola elettronica interna ha “sentito” i satelliti necessari a chiudere la triangolazione parallattica per identificare la posizione del telescopio, appare sul Nexstar la scritta “GPS Linked”.
Esistono modalità di allineamento a tre stelle, a due, ad una singola stella e persino un allineamento con un oggetto del Sistema Solare, oltre alle modalità di allineamento in equatoriale (ma che si usano solo quando si monta la relativa testa equatoriale). Effettuare l’allineamento è semplice: il Nexstar ha una procedura guidata per indirizzare l’utente. Prima gli chiederà di centrare l’oggetto nel cercatore, poi nell’ottica principale. Niente paura, se per esempio volevate fare un allineamento a due stelle, e avete scelto per errore un pianeta ed una stella, tramite il menu “Identify” il CPC identifica l’oggetto prescelto per l’allineamento e prosegue
Una volta terminato l’allineamento, il telescopio è pronto per l’uso.

La prima luce col mio CPC:La prima osservazione ha avuto come oggetto la Luna in Primo Quarto. Usando l’oculare in dotazione, un x-cel 40 mm, oculare non eccezionale quanto a correzione ottica, ma dignitoso, ho ottenuto un immagine della Luna a x51 che mostrava già dettagli molto incisi anche se non contrastati. La luce che entrava nello strumento era eccessiva per il soggetto inquadrato e in questa occasione ho lamentato la mancanza di un filtro polarizzatore a effetto variabile.
Salendo ancora con gli ingrandimenti, ho usato un Baader Hyperion 5 mm, per sviluppare x406. Qui ovviamente si è fatta sentire la turbolenza, che affligge il C8 in serate non eccezionali, diciamo, dai x250 in su. Tuttavia la qualità ottica è notevole, e ne ho avuto la prova qualche sera più tardi, quando con lo stesso Hyperion 5mm ho puntato Giove in una serata di seeing discreto. Ho ottenuto un’immagine mozzafiato del pianeta gigante, ad un osservatore attento erano ben visibili la SEB e la NEB (Bande Equatoriali Sud e Nord), a dire il vero dettagli facili da vedere anche con strumenti di piccola apertura. Il maggiore potere risolutivo del C8 si è fatto subito sentire, in questo modo è stato possibile vedere anche alcuni festoni e alcune delle strutture più tenui del pianeta. Apparivano naturalmente prive di colori e in questo caso un buon filtro Baader Skyglow avrebbe esaltato il contrasto.
Ho osservato anche Marte nel periodo in cui il diametro apparente non era più generoso. Ho notato alcune tenui sfumature sul disco del pianeta e ovviamente niente di più, complice il cattivo seeing. Venere, invece, si è rivelato in tutta la sua bellezza mostrando distintamente la fase.
La cosa che mi ha impressionato favorevolmente è l’assenza di falsi colori anche attorno agli oggetti brillanti. Inoltre il sistema di messa a fuoco è morbidissimo, l’escursione del pomello è di 32 giri per arrivare da intra in extra focale.
Non posso parlare delle prestazioni del mio CPC sul deep-sky poiché vivo da un centro a forte inquinamento luminoso e finora non ho avuto occasione di spostarlo sotto cieli bui.

Accessori consigliati:Oculari Baader Hyperion, prisma diagonale XLT per sostituire il “cinesone” compreso nella confezione di acquisto. Paraluce, filtri polarizzatori a effetto variabile, filtri Baader Skyglow e UHC-S per tagliare le radiazioni parassite delle lampade stradali ai vapori di mercurio (se si ha la necessità).

Difetti:
Mancanza di cerchi graduati per il puntamento. Poiché il software dà la possibilità di spegnere – volendo – il GPS, sarebbe stato consigliabile averli.

L’alloggiamento in plastica della pulsantiera Nexstar, che si attacca sul braccio sinistro della forcella, è troppo sottile. Avrebbero potuto farlo più robusto, in considerazione della classe dello strumento.

Celestron non costruisce una valigia specifica per il trasporto. Bisogna acquistarne una JMI, davvero costosa.

Altri difetti… beh, non ne ho trovati! Complimenti alla Celestron per aver prodotto la serie CPC.


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MessaggioInviato: mercoledì 10 maggio 2006, 11:13 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 15:55
Messaggi: 10272
Località: Salento
Grazie per la review :)

un commento su questa frase
Enobarbo ha scritto:
Mancanza di cerchi graduati per il puntamento. Poiché il software dà la possibilità di spegnere – volendo – il GPS, sarebbe stato consigliabile averli.


Il gps serve solo per impostare Lat,Long.
In teoria anche con il GPS spento il sistema di puntamento automatico funziona e immagino anche lo skyalign. (perche' lat,long vengono forniti dall'utente).
Ad ogni modo se non e' in equatoriale gli indici servono a poco.

Magari se puoi,scrivi un po' + nel dettaglio il funzionamento dello skyalign.

Grazie Mille!
Ciao

Christian


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MessaggioInviato: mercoledì 10 maggio 2006, 11:49 
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Iscritto il: martedì 24 gennaio 2006, 18:25
Messaggi: 1054
Località: Como
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
| Vagamente OT |

Mi chiedo cosa ce ne faremo dei telescopi totalmente dipendenti dalla corrente elettrica quando reperire energia diventerà un'impresa ardua. Il CPC, come tante altre cose, mi sembra il frutto di una società consumistica e cieca di fronte al nostro futuro.
Ovviamente ci caschiamo tutti in questo meccanismo, me compreso.

Scusate lo strano intervento, ma son cose che noto ormai da un po' di tempo.

Saluti e buone osservazioni ;)
Marco

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Astronomy, Ham Radio (IZ2), Sci-Fi, History, Philosophy, Speleology, Chemistry.
http://www.astrofililariani.org

"Nascentes morimur, finisque ab origine pendet"


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MessaggioInviato: mercoledì 10 maggio 2006, 13:24 

Iscritto il: sabato 18 febbraio 2006, 10:55
Messaggi: 19
Località: Roma
Ciao Enobarbo,
anche io sono un possessore del buon CPC 800. Volevo chiederti se anche tu hai notato un funzionamento strano all'accensione del nextar: all'accensione, mediante l'apposito tasto posto sulla base della montatura, si accende il display del nextar con il suo colore rosso tenue, senza mostrare nullo sullo schermo. le prime volte ho aspettato anche più di un'ora, ma nulla, nessuna testo o simbolo. Solo spegnendo e riaccendendo si visualizzano le informazioni che consentono poi l'allineamento.
Non ho mai visto l'indicazione GPS linked e le coordinate del sito (casa mia) le ho inserite a mano la prima volta (ho un garmin vista portatile).
Perciò ogni volta che uso il tele, dopo che è stato per uno o più giorni spento, devo accendere, spegnere e poi riaccendere per leggere CPC ready e poi procedere all'allineamento, ma non leggo mai GPS linked.
Ciao
astronick

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Celestron CPC 800 XLT - 2" Mirror Diagonal - Toucam Pro II - Ultima Series 7.5 mm - Wide Scan Type II 2" 30 mm - X-Cel 10mm - E-lux 40mm


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MessaggioInviato: mercoledì 10 maggio 2006, 14:25 
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Iscritto il: domenica 7 maggio 2006, 19:08
Messaggi: 47
Ciao,
anche a me è capitato il difetto di cui mi parli. All'accensione il display non mostrava nulla, solo il colore rosso tenue e bisognava spegnere e riaccendere per fare apparire la scritta iniziale "CPC READY, PRESS ENTER TO BEGIN ALIGNEMENT".
Io ho trovato la causa del problema, almeno per quel che riguarda il mio CPC.
Lo uso da casa e quindi ho l'alimentatore di Rete. Sulla presa sulla forcella, se la guardi bene, c'è una piccola fessura - una tacca nel mezzo -che dev'essere allargata docilmente facendo uso di un sottilissimo cacciavite piatto, quel tanto che basta da allargarla, così combacia perfettamente con lo spinotto dell'alimentatore.
Così si evitano i giochi con lo spinotto e lo strumento si accende sempre e senza problemi.
Il discorso del "GPS Linked" si vede dal sotto-menu "Wiew time-site".


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MessaggioInviato: mercoledì 10 maggio 2006, 14:32 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 15:25
Messaggi: 7923
Località: Roma
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
cmq con tutte ste diavolerie dell'elettronica in campo astronomico, mi sa che ci stiamo doimenticando che un astrofilo puro-sangue è quello che passa le notti al freddo, guardando una tenue galassia nel suo oculare, muovendo con molta pazienza i movimenti del suo telescopio(almeo io lo vedo così). Certo questo non vuol dire che dobbiamo buttare nel cesso le innovazioni, anzi, ormai tutti o quesi hanno almeno un motore sulla sua montatura, e nuove tecnologie sono ben accette, però non comprerei MAI un telescopio totalmente dipendente dalla corrente, come può essere un CPC 800 o un RCX della Meade...


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MessaggioInviato: mercoledì 10 maggio 2006, 14:33 
| Vagamente OT bis|

... io tengo duro... niente batterie... l'unica cosa che conuma corrente, il mio reticolo illuminato (che uso raramente...), funziona con una dinamo, a manovella...
e il red-dot finder, che ho avuto "di serie" sta per essere definitivamente soppresso.


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MessaggioInviato: mercoledì 10 maggio 2006, 14:38 
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Iscritto il: domenica 7 maggio 2006, 19:08
Messaggi: 47
Sono d'accordo con voi,
io ho passato 12 anni delle mie notti osservative a studiarmi il cielo con un traballante 114/900 completamente privo di elettronica, in cui dovevo ricalcolare ogni volta l'angolo orario per un determinato astro, studiarmi le coordinate e così via...
L'esperienza si acquisisce senza dubbio faticando sul campo. Forse per questo, perchè ero davvero stanco di faticare a puntare un astro, ho sentito il bisogno di un telescopio comodo come il CPC...


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MessaggioInviato: mercoledì 10 maggio 2006, 14:46 
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Iscritto il: martedì 2 maggio 2006, 8:59
Messaggi: 5076
Località: Roma
Tipo di Astrofilo: Visualista
A proposito di manovelle, è da tempo che ho in mente di postare una richiesta, e lo farò magari in autocostruzione, ma ve l'anticipo qui.
Anche io ho un po' di timore a dover dipendere in toto dall'elettronica o dalle batterie.
Però...un inseguimento motorizzato è comodissimo, soprattutto per mostrare qualcosa ad amici.

Ho a casa dei vecchi numeri di Orione, anni '90, in cui nelle pagine del mercatino (allora internet era agli albori!) compariva spesso l'annuncio di qualcuno che vendeva un motorino AR a molla.
La cosa mi ha sempre incuriosito!
Ne sapete nulla?

Comunque metterò il post in una sede più consona perchè qui è un tantino OT.

_________________
Claudio

"Los que van con prisa, nunca ven el cielo"
Gruppo Astrofili Hipparcos, Roma - http://www.hipparcos.it/
Osservo con:
Principalmente con Celestron C5, binocoli vari, occhio nudo e tutto ciò che si può puntare verso il cielo.


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MessaggioInviato: mercoledì 10 maggio 2006, 15:20 

Iscritto il: venerdì 10 febbraio 2006, 10:44
Messaggi: 51
Località: Verbania
Sinceramente se c'è qualcosa di comodo e che consuma poco... non vedo perchè non bisogna usarlo :D ! Poi se qualcuno preferisce soffrire un pò per osservare... faccia pure... :roll: ... ma per me vale sempre l'equazione: meno sbattimento = più divertimento :P !!!
... ma questo è solo un mio modestissimo parere!!!

_________________
Nexstar 11 GPS, Denkmeier Big Easy, GO 9mm, SWA 18


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