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 Oggetto del messaggio: Monte Pollino, 14 nov 2018
MessaggioInviato: mercoledì 10 aprile 2019, 17:28 
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Alla data in cui trascrivo questo report, è passato più di un anno da quando sono diventato possessore del mio terzo dobson in 11 anni.

Uno specchio di 60 cm.

I suoi predecessori sono stati uno specchio da 30 cm e uno da 40 cm.
Se al primo posso dare il merito di avermi fatto capire cosa vuol dire fare astronomia visuale (a tal punto da farmi abbandonare la fotografia), al secondo devo gran parte delle mie conoscenze del cielo, visti i nove anni trascorsi insieme e gli oltre 1600 oggetti osservati.

Nel Febbraio 2018, quindi, cambiavo per la terza volta il mio strumento di punta, in favore di uno che ha ancora tutto da dare.

In dieci sessioni osservative, con il nuovo "bimbo" posso dire di aver capito e imparato molte cose nuove che prima conoscevo solo in parte o che non avevo vissuto sulla mia pelle (o sulla mia retina).

La cosa più importante di tutte, ovvia fino a un certo punto, è l'importanza della qualità del cielo dove si porta lo strumento.

Se un telescopio potesse parlare, ci chiederebbe di portarlo a zonzo sotto cieli bui, e non dietro casa.
Se un grande telescopio potesse esprimersi, si metterebbe in ginocchio, ci implorerebbe fino al pianto di non farlo funzionare sotto i cieli che abbiamo dietro casa perché sarebbe come una Ferrari che apre il gas con un tappo nella marmitta, come una Lamborghini guidata a nei vicoli di una città vecchia, come una Aston Martin DB7 portata nel deserto del Sahara.

Ed effettivamente è così: la conferma di questo l'ho avuta proprio il 14 novembre del 2018, quando sono riuscito a farmi le 2 ore e mezza d'auto verso il Sacro Monte e a portare lo specchione sotto un cielo d'alta montagna, decente a tal punto da mostrare il profondo gap con le precedenti uscite, tutte fatte ad Area 21 dove l'SQM si assesta mediamente sui 20.80-21. Il tutto a 600 metri d'altezza.

La Staccionata dell'Arcangelo, invece è ben sopra i 1300, e quella massa d'aria in meno si fa vedere tutta.

Il 14 novembre, la lunazione era in fase crescente e la nostra Selene sarebbe tramontata alle 22 passate.
Ottimo per i tempi di acclimatamento dello specchio (aspetto ancor più importante quando hai un vetro di 30 kg largo 60 cm).

Giunto sul posto per le 19, trovo gli amici Fabrizio, Nicola, Francesco D e Francesco N intenti chi a montare la strumentazione, chi a papparsi la cena e chi a prepararsi la nottata osservativa.
Con loro, anche il prato osservativo era illuminato da una Luna che, seppur oltre il meridiano, ci accompagnava verso il buio astronomico.

Giù le rampe dall'auto, giù lo strumento, svita vitine, monta strumento, avvita vitine, indossa vestiti, accendi ventolone, magna un boccone, prepara tavolino e preparati per la nottatona.

Tutto era frenetico. Non vedevo l'ora di iniziare.
Era la prima volta dello specchione dal Pollino, la (sua) prima volta da una latitudine così bassa, la prima luce del nuovo oculare di casa: un salassoso Ethos 21mm.

Ad accompagnare me e il bruttoscopio ci sarebbero stati Orione, il Cocchiere, il Toro e tutti i noti personaggi invernali del nostro amato cielo.

Luna tramontata. Umidità relativa contenuta (60%), temperatura comoda (6°C), SQM che nel suo miglior valore sarà di 21.30. Pronti, via!

(a breve la descrizione degli oggetti >>>)

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 Oggetto del messaggio: Re: Monte Pollino, 14 nov 2018
MessaggioInviato: mercoledì 10 aprile 2019, 17:34 
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Iscritto il: venerdì 10 febbraio 2006, 0:42
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Località: 41°N 16°E
Tipo di Astrofilo: Visualista
La parte complicata di quando cambi strumento (e sali di diametro) è la voglia di osservare tuuuuuuuutto quello che c'è da vedere.
Ma il tempo che dedichiamo alle nostre osservazioni è sempre molto sotto la soglia di quanto vorremmo.
E tutto non si può osservare. Quindi bisogna fare a cazzotti con i progetti osservativi che si stanno portando avanti e dare un giusto equilibrio tra l'effetto WOW e la soddisfazione tipica di fine nottata dell'aver completato il piano osservativo.

Da un po' di anni spazzolo il cielo secondo quanto ha fatto William Herschel e cercando di ripercorrere i suoi sweeps e completando tutti gli oggetti di ciascuna costellazione.

A ogni sessione osservativa mi disegno un percorso in cielo che fa tappa in ogni oggetto nuovo, mai osservato.

E, ovviamente, può essere così anche per il nuovo strumento? Certo che no!
Tutto quello di outstanding osservato col 40 cm, voglio rivederlo col grande diametro.
E allora via a "perder tempo".
Virgolette d'obbligo per due ragioni: la prima è che a guardare il cielo non si perde mai tempo. La seconda è che a girare per il cielo con un tubone del genere (sali su scala, punta, osserva, scendi da scala, annota, ricomincia) si perde effettivamente tempo e si è meno efficienti rispetto al concentrarsi su un zona di pochi gradi di cielo.

Il programma della nottata diceva essenzialmente Cetus ma, come già detto, ci saranno fermate qua e la tra i Big 110 (cioè i Messier di stagione).

I due Franceschi si avvicineranno spesso e si condivideranno le visioni più spettacolari.

Gli oculari utilizzati sono:

Hyperion Aspheric 36mm (77x)
Ethos 21mm (132x)
Ethos 13mm (213x)
Ethos 8mm (346x)
Ethos 6mm (461x)
con il Paracorr piantato nel focheggiatore.

Quindi, presto nella Balena!

Apro le danze con una galassia solitaria.

NGC 244 - Appare compatta e mostra una condensazione centrale leggermente marcata e sembra essere orientata in direzione N/S.

E continuo con un bel gruppetto racchiuso nel giro di pochi primi d'arco:

NGC 584 - Palesemente orientata in direzione NE/SW, appare in bella mostra il suo nucleo stellare inviluppato in un bulge denso e corposo per i 3/5 della galassia. La stimo di dimensioni 3,5' x 1,5' all'ingrandimento di 215x ma sono un po' conservativo, visto che viene data di 4'x2' d'arco. L'alone galattico non è contrastato sul fondo cielo, bensì appare lievemente sfumato.
NGC 586 - Pochi primi a SE si trova la piccola 586 che non lascia tradire il suo orientamento, prettamente N/S. E' di piccole dimensioni, 1'x0,5' d'arco (anche qui leggermente conservativo) e appare quasi completamente uniforme. Contrastato è l'alone galattico sul fondo cielo.

NGC 596 - Dall'altra parte del bordo del campo dell'Ethos 13mm (quindi distante 24' d'arco) è ben evidente il terzo membro del gruppetto galattico, questa galassia di 2,5' d'arco di forma tondeggiante. Possiede un bulge compatto e un alone galattico che si stempera gradualmente sul fondo cielo. Sembra orientata in direzione NE/SW.

NGC 600 - sposto il telescopio appena a Sud di questo gruppetto per puntare la 600, diafana e appena staccata sul fondo cielo, quanto basta per risultare visibile all'oculare. L'aumento di ingrandimento a 345x non aiuta e, se rimango a 215x riesco a percepire una lieve condensazione centrale. Mi sembra che la gx raggiunga i 3' d'arco.

NGC 615 - ancora più a Est trovo questo bell'oggetto dal nucleo stellare e luminoso. Appare di 3'x1,5' d'arco, allungata in direzione NNE/SSO. E' un oggetto di gradevole aspetto, dall'alone prepotente e contrastato sul fondo cielo.

NGC 636 - questa appare di piccole dimensioni, pressoché tonda e compatta. Il bulge è presente a mostra piccolo gradiente sull'alone galattico.

Terminato questo gruppetto, passo subito a un altro. Probabilmente il mio preferito di tutto il cielo. Quello dove, una decina d'anni fa, ruppi il limite della magnitudine limite promessa dallo specchio di 40 cm, riuscendo a osservare in maniera inequivocabile la PGC5313, di magnitudine 16,3.
Anche questa volta, questo gruppetto facente parte dell'ammasso galattico Abell 194, non ha mancato di sorprendermi.

NGC 545 e NGC 547 - Assieme alla NGC547 fanno una coppia meravigliosa. Sono due chicchi di riso delicatamente screziati sul fondo cielo. Sono adiacenti, a 350x i loro bulge appaiono visibilmente separati, ma non gli aloni. Quello della 545 è orientato in direzione N/S, quello della 547 appare WSW/ESE, quest'ultimo più piccolo. Il contrasto con il fondo cielo dei due oggetti a rimirarli, è piacevole.

NGC 541 - Visibile immediatamente dopo la coppietta, questa è inequivocabilmente rotonda e dai bordi contrastati. Nucleo stellare presente a tratti. Osservata a 350x.

PGC 5314 - Adiacente a una coppia bilanciata di stelline di mag. 13,5, appare questa piccola macchia di luce evidentemente non stellare e leggermente ellittica in direzione E-O.

PGC 5313 - Palesemente visibile, seppur molto debole, questa gx di 16,3 appare pochi primi d'arco a SW della succitata coppia di stelle.

NGC 535 - Piccola macchia uniforme che completa un tripletto in fila con le 541 e 545. Rispetto alle altre tre è più allungata, e si orienta in direzione NE/SW. L'alone galattico è ben contrastato sul fondo cielo.

NGC 543 - Evidente e leggermente elongata NE/SW. Piuttosto uniforme e con una lieve condensazione centrale.

NGC 548 - Ovale e con un timido bulge e un alone contrastato dal fondo cielo. Si orienta quasi esattamente in direzione N/S.

PGC 73958 e PGC 87326 - Ecco Le due macchioline che mi hanno fatto andar vicino al limite strumentale dello specchione. Galassie di 16,4 e 16,7, rispettivamente. Appaiono come piccole macchie sfumate ma ben presenti. Tutto il gruppetto sembra adagiarsi su questi due delicati batuffoli di luce, evidenti e inequivocabili.

Qui finisce il primo step di oggetti nella Balena, che devo lasciare perchè si avvicina sempre più all'orizzonte inquinato.

Avrei voluto completare la lista pianificata, ma sono ancora in fase conoscitiva con lo strumento e puntare nei meandri più nascosti non è ancora la solita roba automatica. Devo ancora far l'abitudine alla scala e ai movimenti del nuovo strumento.

(continua >>>)

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 Oggetto del messaggio: Re: Monte Pollino, 14 nov 2018
MessaggioInviato: giovedì 11 aprile 2019, 21:04 

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Urca che bel report..complimenti, attendiamo il seguito :mrgreen:


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 Oggetto del messaggio: Re: Monte Pollino, 14 nov 2018
MessaggioInviato: lunedì 15 aprile 2019, 14:40 
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Eccomi qui, grazie per i commenti (e per aver letto).

Come detto in precedenza, i sogni di completare il programma osservativo nella Balena svanivano tanto rapidamente quanto questa si avvicinava all'orizzonte.
Valeva la pena, allora, spostare la mira verso il Pegaso e ritornare su un classicone:

NGC 7331 - All'oculare sembra di guardare una "piccola Andromeda". Personalmente non mi entusiasma molto, sebbene sia gradita ai più. Ma questi sono gusti personali. Uno sguardo oggettivo a 215 ingrandimenti mi mostrava una galassia di buona luminosità e ovviamente elongata in direzione quasi esattamente N/S. Una sottile striscia di polveri è visibile in visione distolta sulla parte occidentale dell'alone galattico.

La parte più gustosa della visione di questa galassia è la vicinanza, anche se solo prospettica, delle compagne che a 215x completano il quadretto:

NGC 7335 - E' la prima visibile tra le tre e si mostra evidentemente elongata in direzione NNW/SSE con un debole gradiente verso l'interno. E' anche la più grande, di dimensioni stimate di 2'x1'
NGC 7337 - Di forma leggermente ellittica, uniforme nella sua luminosità e dai contorni piuttosto netti rispetto al fondo cielo. 1'x1' circa.
NGC 7340 - Anche questa appare chiara ed evidente. Di forma rotonda, è più densa verso il nucleo (che non è mai visibile, come nel caso delle altre compagne) e i nei bordi si stempera delicatamente sul fondo cielo.
NGC 7336 - Occhiata fugace e non attenta per questa quarta compagna (mannaggia a me e alla fretta) vista di sfuggita.

In realtà questo quadretto nel Pegaso è soltanto la scusa madre per puntare un oggetto tanto affascinante, quanto incantevole da vedere e da snocciolare.
Sto parlando del vicinissimo Hickson 92, per gli amici il "Quintetto di Stephan".
Cinque galassie che fan capolino nell'oculare dopo una tiritera di parecchi minuti per puntarlo.
I ricordi della sua posizione erano vaghi e confusi, ma le direzioni in cielo sono quattro e io non volevo mollare il colpo.
Poi, da genio della lampo quale sono mi ricordo che esistono anche gli atlanti e ne uso uno a caso per trovare la strada.

25' a Sud e 16' d'arco a Est, e il gruppetto è bello che nell'oculare a 215x.

NGC 7320
NGC 7318
NGC 7318A
NGC 7319
NGC 7317 - Vedere l'intero gruppo risolto, chiaro, evidente era già una bellissima conferma di non aver fatto una ca^^ata a prendere un telescopio con le ruote e la carriola pesante 50 e passa kg. La visione è stupenda e ricorda veramente l'immagine DSS. La struttura e la morfologia di ciascuna galassia è di facile riconoscibilità. Le cinque componenti sono evidenti e separate, tranne che le 7138 e 7138A, adiacenti e praticamente a contatto.

Contento e appagato di questa dose di fotoni ben spalmati, passo a un'altra chicca.

NGC 3242 - Il Fantasma di Giove è veramente eccezionale, senza ombra di dubbio sono davanti alla miglior visione di questa planetaria che abbia mai avuto. Evidente già a 215x, mostra immediatamente una struttura molto particolare e ricchissima di dettagli. Senza filtro la percepisco di colore verde ed è caratterizzata da due gusci. Rispetto a quello interno, il guscio esterno ha i contorni finemente irregolari.
A 350x tutto il dettaglio visto finora diventa ancora più palese. La nana bianca centrale è un faro con e senza filtro OIII. Il guscio interno mostra due lobi a 180° in direzione dell'allungamento della nebulosa e ha una luminosità maggiore e uniforme rispetto a quello esterno. Davvero un gioiello.

Ho puntato un'altra nebulosa planetaria, classico di stagione, la NGC 7662 ma ero ancora shockato dalla precedente visione e non ho preso appunti degni di considerazione :D
Nulla da segnalare, insomma :biggrin:

NGC 891 - Sebbene questa splendida galassia fosse praticamente allo zenit, questa visione non è stata all'altezza di altre fotografiche avute in altre occasioni con strumenti analoghi. Solita banda di polveri centrale che tagliava completamente in due la galassia, bulge simmetrico e contorni ben definiti.

E' il turno di un altro gruppone galattico, un Abell Galaxy Cluster nel Perseo, il 426.

NGC 1275 e compagne - Conto la bellezza di docidi galassie viste al primo colpo nell'Ethos 13mm, a 215x. Stupenda visione.

Nel frattempo il cielo invernale è praticamente tutto al meridiano.
Orione fa bella mostra di sé e non si aspetta altro di accedere alle sue celeberrime nebulose.

Si comincia rilassati:

NGC 2022 - Un po' troppo rilassati: questa planetaria è poco emozionante: appare leggermente allungata in direzione NW/SE e priva di dettagli sulla superficie, senza mai vedere la sua stella centrale.

Si continua con il classicone, facile da puntare, sempreverde, semprebella, sempregrande...

M42 - Mostro il mostro agli amici Franceschi. Uno dei due butta fuori qualche lamento di voluttà. L'altro rimane in religioso silenzio per minuti interi a gradire e scrutare l'immensa nube di luce. Finché, nel silenzio della notte stellata, si allontana dall'oculare e dice testuali parole: "ma io vedo rosso!".
"Tsk tsk...teh, un altro che dice di vedere il colore" penso e ridacchio in silenzio, non sapendo cosa mi sarebbe aspettato di lì a poco.
Metto l'occhio all'oculare, l'Ethos 21mm che regala 4,5mm di pupilla d'uscita e 132 ingrandimenti. Guardo, riguardo. Mi faccio spiegare bene dove vedeva il rosso. Francesco mi descrive meglio cosa vedeva e....aspetta un attimo....ECCOLO!. Il famigerato rosso in M42!
Per la prima volta in centinaia di sessioni osservative in svariati cieli e con svariati strumenti, potevo dire di vedere in maniera inequivocabile il colore rosso in una nebulosa.
I classici verde e azzurrino li ho visti decine di volte in ogni nebulosa planetaria oltre una certa luminosità superficiale.
Stavolta il rosso era lì, fermo e fiero.
Stentavo a crederci. Ma mi dicevo che a casa avrei tentato una spiegazione con un nesso logico compiuto.

NGC 2023 - Piccola nebulosa a riflessione visibile senza filtro che aiuta a identificare in maniera facile la Testa di Cavallo.

B33 - Qui, sulla Testa di Cavallo, ho sentito l'esigenza di scalare di ingrandimento. La presenza del filtro H-Beta e la debolezza della nebulosa (vista decine di volte in strumenti più piccoli) chiedeva un oculare che mi desse una pupilla d'uscita maggiore. Più luce, insomma.
Montai nel focheggiatore il Baader Aspheric 36mm, per una pupilla d'uscita molto più generosa rispetto a quella dell'Ethos 21: 7,5mm.
Grazie a questa marcia indietro ho potuto osservare la Testa del Cavallo in maniera anche dettagliata, con il "naso" del cavallo in bella mostra se attentamente cercato.

NGC 2024 - La nebulosa Fiamma ha dato il meglio di sé con il filtro UHC a 77x, col quale era evidente la sua forma a foglia d'acero, piena di venature interne. Non luminosissima come mi aspettavo, ma presente.

NGC 2371-2 - La bellissima planetaria bilobata nei Gemelli è uno di quei gioiellini da non dimenticare di puntare durante le notti invernali: è evidente già a bassi ingrandimenti come un rigonfiamento circolare e nebuloso. Aumentando è visibilissima la stella centrale che vede da un lato e dall'altro due propaggini simmetriche tipiche di questa planetaria.

Sh2-308 - Se puntiamo la omicron-1 Canis Maioris usando un filtro OIII, possiamo avere una bella sorpresa se stiamo sotto un cielo buio e trasparente. Una colonna nebulare si innalza dalla stellona verso Nord. Quello è il bordo occidentale della Sharpless 308, una bolla nebulare di Wolf-Reyet, ovvero una nebulosa a emissione eccitata da stelle caldissime di tipo Wolf-Reyet.

Gli appunti sul brogliaccio dicono che ho puntato altri oggetti come la NGC 2392 Eskimo, la M 78, la NGC 2359 Elmo di Thor e qualche altro classicone. Non ho preso appunti in merito e la memoria, a distanza di sei mesi è quel che è :biggrin:

Credo che il report sia terminato qui.

La nottata è stata molto piacevole.
Il Pollino mi ha rivisto dopo un anno e mezzo abbondante di astinenza causa arrivo del marmocchio.
E io ho rivisto il Pollino in una buona veste, con amici ritrovati e nuovi amici appena conosciuti.

Ora non c'è che da tornarci...

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 Oggetto del messaggio: Re: Monte Pollino, 14 nov 2018
MessaggioInviato: lunedì 15 aprile 2019, 16:38 
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Ciao, Davide:
Non sono, come sai, un osservatore visuale da anni, tuttavia i tuoi report ed il tuo entusiasmo mi hanno riportato indietro negli anni (e ne ho bisogno) all'emozione dell'osservazione visuale, che da Roma ora limito a luna,sole e pianeti e saltuariamente ad alcuni oggetti deep brillanti.Complimenti quindi per le osservazioni fatte e da fare e per il nuovo telescopio, che sono certo ti darà enormi soddisfazioni.

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Fulvio Mete
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 Oggetto del messaggio: Re: Monte Pollino, 14 nov 2018
MessaggioInviato: lunedì 15 aprile 2019, 17:13 
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mi pare che il 60cm cominci a ingranare...

i tuoi 350x sulle galassiette e sulle planetarie luminose li hai fatti per cui :thumbup: :thumbup:

sulla 3242: eh già appare proprio come nelle fotografie (quasi uguale al link che hai messo).

l'ammasso Abell 426: spettacolo!! tutte quelle galassiette nel campo

sul rosso in alcune parti di M42: come saprai alcuni dicono che sia un effetto del nostro cervello a certe gradazioni di grigio (scommetto che l'hai visto sulle "ali" e non nell'intensa zona centrale vicino al trapezio )

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 Oggetto del messaggio: Re: Monte Pollino, 14 nov 2018
MessaggioInviato: lunedì 15 aprile 2019, 20:27 
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Bel racconto, vivace, emozionante. Molto utili le immagini a corredo.
:clap: :clap: :clap: :please:

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eppure è la cosa più preziosa che abbiamo" (A. Einstein).

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 Oggetto del messaggio: Re: Monte Pollino, 14 nov 2018
MessaggioInviato: martedì 16 aprile 2019, 14:31 
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dob ha scritto:
sul rosso in alcune parti di M42: come saprai alcuni dicono che sia un effetto del nostro cervello a certe gradazioni di grigio (scommetto che l'hai visto sulle "ali" e non nell'intensa zona centrale vicino al trapezio )


Eh no :)
Non si tratta di quel gioco di "grigi".
Allegato:
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3b6bcbb5-9aa8-49f7-853e-ae147419cae4.JPG [ 74.55 KiB | Osservato 396 volte ]

L'ho visto nelle zone indicate dalle bande rosse.
La parte orientale (quella di sx) era più marcata di quella occidentale.

Io sono molto scettico sulla visione dei colori di notte.
Questi si possono vedere soltanto in regime di visione mesopica, ovvero quando la rodopsina nei bastoncelli comincia il suo processo di produzione e nel contempo funzionano ancora i coni.
In quel caso sono stati i coni L (responsabili della visione delle basse frequenze dello spettro, ovvero attorno al rosso) ad essere attivati. E' strano e singolare, comunque. Vorrei capire se veramente lì c'è tanto rosso. Quel "tanto" necessario ad attivarne la visione.

La grande raccolta di luce, la pupilla d'uscita giusta, assieme anche all'ingrandimento giusto e soprattutto la (tanta) luce proveniente dalla nebulosa ha detto ai coni di funzionare quel tanto che bastava per attivare la visione dei colori.
Solo se l'intensità luminosa è sopra una certa soglia, i coni si attivano e cominciano a funzionare.
Ho dovuto leggere un po' di pubblicazioni sulla cosa, però è stato tanto interessante quanto difficile.

Ringrazio tutti per aver letto, ho smosso addirittura Fulvio, noto astrofilo devoto alla fotografia e ai suoi tecnicismi :)

Grazie!

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