1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Asteroidi: curve di luce e modelli 3D
MessaggioInviato: martedì 25 giugno 2019, 19:41 
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Iscritto il: giovedì 9 febbraio 2006, 13:15
Messaggi: 523
Località: Roma
Ciao a tutti,

sono stati pubblicati due articoli sul Minor Planet Bulletin 46-3, grazie alla collaborazione con la sezione asteroidi UAI.
Il primo articolo presenta il modello 3D dell'asteroide 1117 Reginita ed il secondo presenta le curve di luce dei target fotometrici UAI del primo trimestre 2019 (224 Oceana, 359 Georgia, 1453 Fennia e 1717 Arlon), confermando la natura binaria degli ultimi due. Un risultato soddisfacente che gratifica tutti coloro che hanno collaborato alle campagne fotometriche UAI.

Saluti
Lorenzo Franco

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http://digilander.libero.it/A81_Observatory/
https://www.facebook.com/a81balzarettobservatory/


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1117_Reginita_MPB.jpg
1117_Reginita_MPB.jpg [ 115.35 KiB | Osservato 500 volte ]
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Oceana-Georgia-Fennia-Arlon_MPB.jpg [ 117.26 KiB | Osservato 500 volte ]
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MessaggioInviato: mercoledì 26 giugno 2019, 7:22 

Iscritto il: mercoledì 21 febbraio 2007, 12:50
Messaggi: 2570
Lorenzo2 ha scritto:
Ciao a tutti,

sono stati pubblicati due articoli sul Minor Planet Bulletin 46-3, grazie alla collaborazione con la sezione asteroidi UAI.
Il primo articolo presenta il modello 3D dell'asteroide 1117 Reginita ed il secondo presenta le curve di luce dei target fotometrici UAI del primo trimestre 2019 (224 Oceana, 359 Georgia, 1453 Fennia e 1717 Arlon), confermando la natura binaria degli ultimi due. Un risultato soddisfacente che gratifica tutti coloro che hanno collaborato alle campagne fotometriche UAI.

Saluti
Lorenzo Franco



224 Oceana!? Secondo osservazioni di circa 1 secolo fa un astronomo ha dichiarato di averlo visto "sfumato", collisione casuale tra asteroidi o emissione aleatoria di sostanze volatili? Potrebbe essere interessante dargli un'occhiata quando se ne ha il tempo.
Ciao.
Roberto Gorelli


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MessaggioInviato: mercoledì 26 giugno 2019, 14:32 
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Iscritto il: giovedì 9 febbraio 2006, 13:15
Messaggi: 523
Località: Roma
Roberto Gorelli ha scritto:
224 Oceana!? Secondo osservazioni di circa 1 secolo fa un astronomo ha dichiarato di averlo visto "sfumato", collisione casuale tra asteroidi o emissione aleatoria di sostanze volatili? Potrebbe essere interessante dargli un'occhiata quando se ne ha il tempo.
Roberto Gorelli

La curva di luce osservata recentemente (febbraio 2019) non mostra nulla di particolare (vedi allegato).
Il prossimo passo sarà quello di ricostruire il modello 3D di questo asteroide utilizzando i dati acquisiti nelle opposizioni del 2006, 2011, 2013 ed infine quella del 2019.

Saluti
Lorenzo Franco

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MessaggioInviato: sabato 29 giugno 2019, 7:43 
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Iscritto il: domenica 8 maggio 2011, 20:54
Messaggi: 9757
Località: Francia Corta (Bs)
Lavori molto interessanti. :please: :clap: :clap: :clap: :please: Complimenti!!!

Mi chiedo sempre se ci siano più soluzioni per la stessa curva di luce.
(Qui mi sembra che ne vengano proposte due).
Allegato:
Reginita.jpg
Reginita.jpg [ 318 KiB | Osservato 443 volte ]

D'accordo, il software può ricostruirmi una forma dell'asteroide che sia coerente con una determinata curva di luce.
Ma non ci potrebbero essere altre soluzioni al problema?
La stessa curva di luce non potrebbe essere data da un asteroide che ha una forma diversa?
In definitiva un asteroide possiede una superficie tridimensionale complessa … mi sembrerebbe un problema molto aperto.
:shifty: :wave:

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Ippo (Costanzo)
"Una cosa ho imparato nella mia lunga vita: che tutta la nostra scienza è primitiva e infantile
eppure è la cosa più preziosa che abbiamo" (A. Einstein).

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MessaggioInviato: sabato 29 giugno 2019, 11:39 
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Iscritto il: giovedì 9 febbraio 2006, 13:15
Messaggi: 523
Località: Roma
Ciao Ippo (Costanzo),
gli algoritmi di inversione delle curve di luce permettono di ottenere solo modelli 3D convessi (senza avvallamenti). I modelli ottenuti con questa tecnica approssimano l'aspetto generale dell'asteroide ma non ne descrivono le variazioni su piccola scala (crateri ed avvallamenti ad esempio).
Quando si dispongono di sufficienti curve di luce, disperse su più opposizioni che coprono completamente tutti gli angoli PABL (Phase Angle Bisector Longitude), gli algoritmi convergono su due soluzioni (separate di 180 grandi in longitudine) in modo piuttosto sicuro ... tanto da poter scartare le altre soluzioni. La regola dice che il valore del ChiSq (tra il modello ed i dati osservativi) deve distanziarsi dalle altre possibili soluzioni di almeno il 10%.

Quindi per dirla in altri termini... per trovare una soluzione unica (resta l'ambiguità di 180° in lambda) occorre avere una copertura completa delle geometrie con le quali l'asteroide si è presentato nelle varie opposizioni e la soluzione trovata deve staccarsi in modo netto rispetto alle altre.

Recentemente sono stati sviluppati degli algoritmi in grado di "macinare" insieme curve di luce, dati delle occultazioni ed immagini ad altissima risoluzione di radiotelescopi ed ottiche adattive. Combinando insieme tutti questi dati si riescono ad ottenere modelli più raffinati e precisi in grado di evidenziare anche dettagli su piccola scala.

Comunque determinate l'orientamento del polo di rotazione (spin-axis) degli asteroidi è già un ottimo risultato, considerando che questi (rari) dati contribuiscono agli studi sulle evoluzione delle famiglie dinamiche.

Fammi sapere se hai bisogno di altri chiarimenti.
Saluti
Lorenzo Franco

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MessaggioInviato: venerdì 12 luglio 2019, 22:02 

Iscritto il: mercoledì 2 maggio 2018, 19:46
Messaggi: 50
Tipo di Astrofilo: Fotografo
Complimenti Lorenzo per questa interessante pubblicazione.
Umberto Sollecchia


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