1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
MessaggioInviato: lunedì 25 dicembre 2017, 20:20 
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Iscritto il: mercoledì 2 gennaio 2008, 9:06
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Località: Roma
Ho terminato stasera (Natale aiuta) il lavoro di misurazione della forza dei campi magnetici delle ombre della macchie solari maggiori del 2017, raffrontando anche i dati ottenuti con quelli NSO e SDO del quinquiennio 2010-2015. L'accordo è soddisfacente ed il lavoro è stato inserito in un mio articolo , in Italiano ed in inglese di prossima pubblicazione. Si tratta di una iniziativa amatoriale a livello europeo, che mi auguro sia di buon auspicio per gli appassionati di spettroeliografia e magnetografia solare e di tutti gli amatori che intendono iniziare questo percorso.La soddisfazione è ancora più grande in quanto i dati sono stati ottenuti con una strumentazione da me progettata e realizzata con l'aiuto dell'amico Luciano Dal Sasso, al quale va tutta la mia gratitudine , strumentazione ora capace di risoluzioni R = 100000, che mi permettono lo splitting Zeeman della riga a 6173 A su macchie sino a 1600 G (seeing diurno permettendo).Su questo Forum i dati della prossima pubblicazione.

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Fulvio Mete
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MessaggioInviato: lunedì 1 gennaio 2018, 1:22 
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Iscritto il: mercoledì 2 gennaio 2008, 9:06
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Località: Roma
Dò un inizio di buon auspicio del 2018 sciogliendo la riserva del post precedente e rendendo pubblico il risultato di un lavoro che mi ha assorbito per tutto il 2017, e per certi versi mi ha entusiasmato, conscio che ero l’unico amatore in Italia e forse in Europa a svolgere un compito non banale,anzi estremamente complesso, con mezzi modesti in rapporto alle strumentazioni professionali che si occupano del medesimo campo di ricerca: l’Osservazione Zeeman dei campi magnetici umbrali delle macchie solari.
Le difficoltà sono state molteplici, anche perché, salvo un’unica eccezione, non ho avuto alcun supporto dal settore professionale.Eppure la ricerca in questione è fondamentale per comprendere l’andamento delle macchie e dei cicli solari in un periodo di incertezza, nel quale sono avvertiti cambiamenti nell’andamento del ciclo rispetto a quelli precedenti e si sono addirittura ipotizzati cambiamenti nella dinamo solare.
Questa ricerca mi ha permesso di comprendere come l’ipotesi formulata qualche anno fa di possibile scomparsa delle macchie solari a breve scadenza non appare sinora fondata, e questo è già un risultato importantissimo, almeno dal mio punto di vista.
Lo spettrografo ad alta risoluzione, Solarscan, che mi ha permesso di arrivare a tali risultati, si è dimostrato uno strumento eccellente per le osservazioni Zeeman in luce visibile, e verrà quindi da me utilizzato in futuro in tale ambito, lasciando agli altri miei strumenti simili (VHIRSS e POSS2) l’incombenza delle ricerca spettroeliografica.
Il link del mio articolo,un PDF in italiano ed in inglese per 75 pagine è il seguente:

http://www.lightfrominfinity.org/Osserv ... 202017.pdf

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MessaggioInviato: lunedì 1 gennaio 2018, 21:57 
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Iscritto il: mercoledì 2 gennaio 2008, 9:06
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Località: Roma
L'articolo è stato ripreso da Gruppo statunitense "Solar Activity" che lo ha messo tra i propri files.


https://www.facebook.com/groups/solarac ... ike_tagged

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MessaggioInviato: domenica 14 gennaio 2018, 18:39 
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Iscritto il: martedì 27 agosto 2013, 17:56
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Come promesso sono andato a leggermi l'articolo, prima ho voluto rileggere qualcosa sull'effetto Zeeman, che vidi solo in laboratorio quando studiavo fisica all'università ma sono passati tanti anni.

E' davvero un bel lavoro per il quale ti faccio i complimenti, avrei solo due curiosità. Il seeing come opera sulla riga dello spettro: la trasla, la deforma o cosa ? quando elabori lo spettro lo tratti come un dettaglio di un'immagine qualunque, cioé fissi dei punti di allineamento, e con quale criterio ?

L'altra domanda riguarda il posizionamento della fenditura sulla macchia: fai delle prove per trovare la posizione ideale o semplicemente vai a bisecare l'ombra ?

Ciao!

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Raf

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MessaggioInviato: domenica 14 gennaio 2018, 21:30 
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Iscritto il: mercoledì 2 gennaio 2008, 9:06
Messaggi: 6063
Località: Roma
Cita:
Come promesso sono andato a leggermi l'articolo, prima ho voluto rileggere qualcosa sull'effetto Zeeman, che vidi solo in laboratorio quando studiavo fisica all'università ma sono passati tanti anni.


Grazie, Raf, mi fa piacere, perchè il tuo parere mi interessa molto, dato che ci conosciamo da parecchi anni e so che sei un astrofilo competente e capace.

Cita:
E' davvero un bel lavoro per il quale ti faccio i complimenti, avrei solo due curiosità. Il seeing come opera sulla riga dello spettro: la trasla, la deforma o cosa ? quando elabori lo spettro lo tratti come un dettaglio di un'immagine qualunque, cioé fissi dei punti di allineamento, e con quale criterio ?


Grazie per i complimenti.Purtroppo il seeing diurno nel visibile, come sai, è impietoso:se a questo aggiungi che dalla mia postazione casalinga a Roma (Non uso mai il mio osservatorio di Ponte di Nona , in periferia della città in quanto si trova su un terrazzo all'attico e per il sole è il luogo meno indicato, specie d'estate) non riesco ad osservare per un altezza superiore ai 45° circa, avrai un'idea che questo è il problema maggiore, e non solo il mio, tant'è che gli Osservatori professionali (M.te Wilson, NSO) operano nell'IR vicino, nella riga Fe1 a 1,56 micron , oltre che per il fatto che tale riga ha un fattore di Landè di 3, anche perchè risente molto meno degli effetti del seeing cattivo.Il mio metodo, se tale si può chiamare, per ridurre al massimo gli spostamenti del seeing sulla riga Fe1 a 6173 A consta dei punti seguenti:
1- Effettuazioni di video (in genere 3)dello spettro di ca 500 frames ciascuno; stacking dei frames con Registax, e media dei 3 spettri bidimensionali ottenuti dai 3 video.
2- Binning , ovvero scelta della sottile "fettina" trasversale dello spettro bidimensionale nel centro dell'ombra della macchia, rappresentato dalla parte centrale e più scura della striscia scura che attraversa lo spettro, dove lo spostamento è massimo, quanto più possible sottile (anche 2-3 pixel) in modo da annullare o perlomeno contenere al massimo gli effetti trasversali del seeing e contemporaneamente rendere i centri delle due righe splittate più evidenti.
3 - Fare una serie , come avrai visto, di medie dei centri riga ottenuti misurando il profilo su VSpec con una precisione a 1/1000 di A e mediarle ulteriormente.
4 - considerare un errore statistico sulla misura

Cita:
L'altra domanda riguarda il posizionamento della fenditura sulla macchia: fai delle prove per trovare la posizione ideale o semplicemente vai a bisecare l'ombra ?

Vado a bisecare l'ombra , per il semplice motivo che lo strumento che alimenta lo spettrografo , un Takahashi FS 60 C, pur avendo un'ottica eccellente, ha una risoluzione ottica limitata ai suoi 355 mm, e l'immagine solare che fornisce sul piano focale della fenditura è molto piccola direi quasi una nullità in confronto a quelle di quasi 1 mt delle torri solari con le quali il poveretto è costretto a confrontarsi.

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MessaggioInviato: lunedì 15 gennaio 2018, 13:27 
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Grazie delle delucidazioni, mi sta solleticando l'idea di iniziare a fare un po' di spettroscopia solare ma certamente le tue misure Zeeman sono a un livello decisamente avanzato, dovrei fare molta gavetta prima di arrivarci.

Dalla tua risposta deduco che non si possa usare un moltiplicatore di focale per avere un'immagine più grande, o sbaglio ?

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MessaggioInviato: lunedì 15 gennaio 2018, 21:12 
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Cita:
Grazie delle delucidazioni, mi sta solleticando l'idea di iniziare a fare un po' di spettroscopia solare ma certamente le tue misure Zeeman sono a un livello decisamente avanzato, dovrei fare molta gavetta prima di arrivarci.

Se vuoi la cosa non potrebbe che farmi grande piacere, visto che attualmente lavoro in perfetta solitudine, cosa che non mi piace per nulla: avere qualcuno con cui confrontare la mia attività mi sarebbe di grande aiuto.Se vuoi una mano, dispostissimo a darla; peccato che siamo lontani.Ovviamente a disposizione per qualsiasi notizia, informazione o suggerimento sul tema.Potresti intanto cominciare con la spettroeliografia digitale, cosa relativamente più semplice per iniziare.

Cita:
Dalla tua risposta deduco che non si possa usare un moltiplicatore di focale per avere un'immagine più grande, o sbaglio ?

Si, si può usare, ma cambia di parecchio l'architettura dello strumento in mio possesso e non arreca alcun beneficio dal punto di vista della dispersione e risoluzione spettrale, in pratica potrebbe aiutare solo ad ingrandire le macchie.Tuttavia un miglior risultato si avrebbe con una barlow in uscita , prima della camera di imaging, cosa che comporta un certo guadagno in dispersione ( ma non in risoluzione).Da una prova fatta con una barlow Ultima 2X la dispersione con Solarscan passava da 0.019 a 0.011 A/pixel, ma la risoluzione restava mediamente la stessa tra 4000 e 7000 A (ca R= 90.000 applicando un leggero filtro Wavelet).Comunque potrei anche fare un tentativo per veder se lo splitting delle righe risulta più evidente.

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