1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
MessaggioInviato: venerdì 1 dicembre 2017, 18:12 
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Iscritto il: mercoledì 2 gennaio 2008, 9:06
Messaggi: 5995
Località: Roma
Salve a tutti:
Ho terminato ieri un lungo periodo di apprendistato ed approfondimento sulla spettroscopia delle nebulose ad emissione, con uno studio sulla struttura del core di M42, la celebre e fotografatissima Nebulosa di Orione.E’ un oggetto che molti astrofotografi potrebbe sembrare quasi scontato e privo di interesse, tante sono le foto della nebulosa forse più attraente di sempre, l’unica regione HII visibile ad occhio nudo anche dalle città.In realtà su tale oggetto c’è ancora molto da scoprire, e lo testimonia il dilagare di paper professionali che si aggiungono in continuazione per arricchire sempre di più la conoscenza di questa nebulosa, ultimo quello di Dell del 2017, che apporta ulteriori novità circa le stelle che ionizzano con la loro radiazione ultravioletta la parte centrale di M42, con la scoperta di un “colpevole” insospettato, Theta 2 Ori A nella ionizzazione della parte sud est.
Devo dire che questo lavoro mi ha impegnato a fondo per un mese, ma in compenso mi ha arricchito con una quantità notevole di informazioni non solo sulla struttura delle nebulose ad emissione e planetarie, ma anche su quella delle AGN, laddove sono presenti fenomeni di ionizzazione.
Il lavoro è stato inserito nel mio sito web lightfrominfinity, al link:
http://www.lightfrominfinity.org/Ionizz ... %20M42.pdf

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Fulvio Mete
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MessaggioInviato: venerdì 1 dicembre 2017, 18:26 
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Iscritto il: mercoledì 15 ottobre 2008, 17:01
Messaggi: 20279
Località: Firenze
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Bel lavoro Fulvio! Ci sei quasi solo tu che fai queste belle cose di spettroscopia amatoriale! :ook:
Ho messo il "quasi" per evitare che qualcuno che magari ho dimenticato si arrabbi... :lol:

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Ciò che non ha termine non ha figura alcunaLeonardo da Vinci


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MessaggioInviato: venerdì 1 dicembre 2017, 20:59 
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Iscritto il: mercoledì 2 gennaio 2008, 9:06
Messaggi: 5995
Località: Roma
Cita:
Ho messo il "quasi" per evitare che qualcuno che magari ho dimenticato si arrabbi... :lol:

Grazie, Fabio, del commento, ma in spettroscopia del cielo profondo c'è l'amico Lorenzo Franco (che scrive nel gruppo) che ha fatto, e fa, lavori di notevole spessore nel campo con uno spettrografo Alpy 600, nonostante si sia cimentato nel settore da pochi anni.Diciamo che per ora la spettroscopia amatoriale, sia solare che del cielo profondo, è concentrata in buona parte a Roma, salvo la parte dell'Aquila con Paolo Berardi. Al nord ricordo per la spettroscopia Deep Sky Paolo Valisa, bravo quanto modesto (infatti pochissimi hanno sentito parlare di lui), eccellente sia come autocostruttore di spettrografi che come utilizzatore.
Al sottoscritto resta solo il merito (se di merito si può parlare) di aver sviluppato per la prima volta in Italia la spettroeliografia e la magnetografia (misura dei campi magnetici solari).
Spero tuttavia, ed il numero di interessati è in aumento, che questa fondamentale branca dell'astrofisica sia seguita sempre di più.L'esempio di M42 è dirimente:le immagini della nebulosa si contano a migliaia: ma quanti conoscevano il complesso sistema di irradiazione delle stelle del trapezio che contribuiscono ad illuminare il centro della nebulosa stessa?: io stesso lo conoscevo solo superficialmente, e l'osservazione spettroscopica mi ha dato modo di approfondirlo in modo quasi entusiasmante, anche se ho sudato le classiche sette camicie per tuffarmi in una materia di straordinaria complessità: si è trattato quindi di un arricchimento culturale e scientifico che senza la spettroscopia non sarebbe stato possibile.Mi auguro che anche tu possa presto essere dei nostri, vedrai che dopo le difficoltà iniziali è qualcosa di avvincente per l'astrofilo evoluto e preparato, disponibile ad un minimo di impegno.

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Fulvio Mete
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MessaggioInviato: sabato 2 dicembre 2017, 10:51 
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Iscritto il: sabato 3 ottobre 2015, 10:33
Messaggi: 357
Località: Roma
Tipo di Astrofilo: Fotografo
Fulvio, che dire, lavoro eccellente, come al solito.
Pazienza dedizione ed esperienza danno (quasi) sempre i loro frutti.
Sulla spettroscopia...si è detto. Molti moltissimi iniziano con lo SA100
o SA200 dove la spesa è minima e si riesce perfettamente a capire "di cosa stiamo parlando".
A quel punto diventa quasi d'obbligo però un salto di qualità.
Dal rifrattorino 60mm tutti o quasi vogliono ad un certo punto salire.
Ma poi nasce il problema : anche un Alpy600 (sempre per rimanere nella spettroscopia
a bassa definizione) costa 730 euro + 860 eurola camera di guida con la fenditura riflettente
che diventa d'obbligo se non si vuole impazzire e buttare tutto dopo un mese.
Il modulo di calibrazione, se si ha un po di manualità, si può autocostruire con vari tipi di lampade.
Non è più uno sfizio e il salto di qualità lo fa chi è realmente interessato.
Infatti io non ho ancora visto nessuno in Italia o Europa che si vende un Alpy600.
E rimaniamo nella bassa definizione, non parlo di Lhires III o altro (mi hai detto che
addirittura la JTW che produceva lo L200 ha chiuso).
Quindi se con un setup medio-basso di imaging si può anche fare astrometria dei corpi minori,
se con 200-300 euro di filtri fotometrici V e R oppure B e V si può efficacemente cimentarsi
nella fotometria e studiare un enorme numero di oggetti peculiari ne partecipare alle campagne dell' AAVSO, con la spettroscopia è il discorso è diverso e più complesso.
Ma anche estremamente affascinante. :thumbup:
Oramai di testi ce ne sono tanti, compreso il tuo, per poter approfondire.
E' vero, oltre al gruppo dell'Aquila che si raccoglie intorno all'ottimo Paolo Berardi , e a
te e Lorenzo Franco a Roma, ci sono pochi altri. Anche se a nord Italia ci sono alcuni spettroscopisti
che inviano più meno regolarmente i loro spettri al database BeSS o partecipano alle campagne
dell'Aras o di Ernst Pollmann.
Io personalmente ad esempio sto spaziando su tre interessi fondamentali : astrometria fotometria e spettroscopia. Ma il tempo è tiranno e la politica mi ha allontanato di molto la data della pensione che mi avrebbe permesso di avere maggior tempo libero.
E' vero anche,però, che la pigrizia a volte dice la sua ... :mrgreen:

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"...e mi sovviene l'Eterno...."


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MessaggioInviato: sabato 2 dicembre 2017, 14:11 
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Iscritto il: mercoledì 15 ottobre 2008, 17:01
Messaggi: 20279
Località: Firenze
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Per caso ieri gironzolavo sul sito della APM ed ho visto lo spettrografo Shelyak Spectrograph Lhires III, carino ho detto, ma poi... 3.149 euro... :shock: se poi uno vuole un altro reticolo deve aggiungere altri 425 euro. Mica poco. C'è sempre l'autocostruzione, ma ho troppa carne al fuoco e le notti limpide sono sempre meno. Sono anni che non faccio una foto, sto pensando di vendere la fotocamera, non la uso mai... :?

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MessaggioInviato: sabato 2 dicembre 2017, 14:34 
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Iscritto il: mercoledì 2 gennaio 2008, 9:06
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Località: Roma
Cita:
Fulvio, che dire, lavoro eccellente, come al solito.
Pazienza dedizione ed esperienza danno (quasi) sempre i loro frutti.


Caro Fabrizio, ti ringrazio per il commento: anche stavolta ho sudato, ma mi sono divertito non poco ad esplorare un campo che sembra alquanto sconosciuto agli amatori.Intendiamoci, di spettri amatoriali di M42 ce ne sono a bizzeffe, ma i professionisti, come si è accennato nel mio lavoro, vanno ben più in profondità, e diciamo che se lo possono permettere con strumentazioni, senza andare sul MUSE che è il top, da svariate centinaia di migliaia se non milioni di euro.Il mio articolo (e qui potrei essere contestato), ha anche un secondo messaggio, forse nascosto tra le righe,che è quello che è inutile, per un amatore, spendere cifre notevoli per uno spettrografo da 5-10 mila euro per il semplice fatto che per studi ufficiali i professionisti si rivolgeranno (a ragione) sempre a strumenti professionali, quanto a telescopi che spettrografi, ed a software ufficiali come IRAF;L'uso di strumenti amatoriali dà errori incompatibili con gli strettissimi margini delle ricerche professionali.Ed allora? cosa resta nel paniere degli amatori della spettroscopia del cielo profondo? il monitoraggio spettroscopico delle stelle BE, delle quali, diciamolo pure, non frega nulla a nessuno in quanto le scoperte sul tappeto sono incommensurabilmente più grandi ed impegnative? un lavoro interessante potrebbe ,a mio avviso, essere quello della tempestiva ripresa CCD degli spettri a bassa risoluzione delle SN appena scoperte e non ancora puntate da strumenti professionali, ma queste sono mediamente di mag superiore alla 16-17 ed occorrono aperture notevoli , cieli puliti e lo Star Analyser che è solo spettroscopio(per usare un eufemismo) che può arrivare a quelle mag.In ogni caso sicuramente la parte del leone la faranno gli spettri ufficiali.Il mio potrebbe a questo punto sembrare un discorso disfattista, ma non lo è: voler fare spettroscopia professionale con un 20 o 30 cm magari da una grande città è una pia illusione.Allora, cosa può fare lo spettroscopista del cielo profondo? secondo me questo:
1-Ricerca di variabili cataclismiche ,(novae galattiche in primis) scoperta, e loro identificazione primaria con spettri a bassa risoluzione, (R 100-500)
2- Monitoraggio costante di alcuni oggetti, tipo Novae, Binarie ad eclisse , variabili particolari (BE comprese), che, non presentando grande importanza su piano professionale, non vengono seguiti dai professionisti che non possono sprecare il prezioso (e costoso) tempo telescopio per studi di questo genere, a meno che non vi sia un'esigenza particolare.Si tratta tuttavia, di un lavoro di serie B o C per l'astronomia professionale che oggi mira a ben altri traguardi.
Questo spiega (alcuni me l'hanno chiesto) perchè io mi sia dedicato, e mi dedichi, alla spettroscopia solare
alla spettroeliografia ed alla magnetografia solare : la risposta è semplice: perchè , a mio avviso,in questo campo dove regnano le indagini su input satellitari (SOHO, SDO, IRIS, etc) la strumentazione e la ricerca di minor profilo con strumentazione locale (Torri solari) è stata, a mio avviso sbagliando, completamente smantellata o quasi, nel nostro paese.


Cita:
Quindi se con un setup medio-basso di imaging si può anche fare astrometria dei corpi minori,
se con 200-300 euro di filtri fotometrici V e R oppure B e V si può efficacemente cimentarsi
nella fotometria e studiare un enorme numero di oggetti peculiari ne partecipare alle campagne dell' AAVSO, con la spettroscopia è il discorso è diverso e più complesso.


Certo, occorre tuttavia ricordare che il livello di risoluzione tra fotometria e spettroscopia è abissale: tanto per intenderci: la spettroscopia bassa risoluzione con un Alpy od uno strumento come il mio Spec 600 è di circa R=500, mentre quello fotometrico è pari a 5: insomma, è un'altra cosa, tantè che in campo professionale la ricerca fotometrica è quasi scomparsa e forse sopravvive ancora per la ricerca di esopianeti.

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MessaggioInviato: sabato 2 dicembre 2017, 15:29 
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mah in realtà i lavori di serie B o C a volte riservano sorprese. non credo si debbano scartare a priori per quanto possano sembrare poco entusiasmanti.
detto questo rimetto le pantofole :mrgreen:


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MessaggioInviato: sabato 2 dicembre 2017, 16:24 
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Iscritto il: sabato 3 ottobre 2015, 10:33
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Località: Roma
Tipo di Astrofilo: Fotografo
Beh .... anche in astrometria dei corpi minori oramai (quasi) nessuno scopre nulla.
Ci sono le grandi survey.
Ma non per questo è meno interessante misurare pianetini o tenui comete.
Trovo che "l'ennesima" curva di luce di BL Camelopardalis o lo spettro di P Cygni o la misura astrometrica di un nuovo NEO utile per calcolarne l'orbita siano comunque incommensurabilmente più interessanti della millemilesima ripresa di M31 magari con l'iphone.... :mrgreen: , non me ne voglia nessuno...

Se poi lo spettroscopio è anche autocostruito come nel caso di Fulvio allora la soddisfazione è all'ennesima potenza.

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MessaggioInviato: sabato 2 dicembre 2017, 16:38 
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Iscritto il: domenica 30 aprile 2017, 13:43
Messaggi: 77
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Gran lavoro Fulvio e grazie per la condivisione, per quanto riguarda la spettroscopia amatoriale trovo sempre che sia affascinante, in questo poco tempo ( circa un anno ) ho imparato molto e credo di essere più portato per la ricerca che per la fotografia.

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.....e così scoprii la luce


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MessaggioInviato: sabato 2 dicembre 2017, 17:23 
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Iscritto il: mercoledì 2 gennaio 2008, 9:06
Messaggi: 5995
Località: Roma
Cita:
mah in realtà i lavori di serie B o C a volte riservano sorprese. non credo si debbano scartare a priori per quanto possano sembrare poco entusiasmanti.
detto questo rimetto le pantofole

Si, ma temo di non essermi spiegato in modo completo: qui stiamo parlando di spettroscopia, non di astrometria, fotometria , imaging o quant'altro.Ammettiamo che col mio C14 (non parlo dei 20 cm) ed il mio spettrografo o l'Alpy, l'LHires III etc io possa riprendere uno spettro di 10^ mag ad una risoluzione di 1000 con un rapporto S/R ottimale :uno strumento professionale su un tele da 2mt riprenderà lo stesso oggetto, con lo stesso rapporto S/R a R 20000 o 30000 facendo venir fuori righe che io non riuscivo a risolvere e possibilmente invalidando il risultato cui ero arrivato. Nel lavoro che ho fatto su M42, molte righe erano in blend, ovvero mescolate tra loro per la bassa risoluzione del sistema, a sua volta dovuto alla modestia del setup se io volessi far fare un'analisi professionale sui miei spettri farei ridere (o piangere, a seconda del caso).Con questo non voglio certo dire che la ricerca spettroscopica amatoriale sugli oggetti del cielo profondo sia inutile, me ne guarderei bene, ma può solo avere valore puramente indicativo e di ausilio prima della risposta definitiva dello strumento professionale.Se il mio spettro di una SN di 16^ mag afferma che si tratta di una SN di tipo II, puoi essere certo che senza la conferma di Asiago -Cima Ekar, nessun professionista si fiderà (giustamente) del mio assunto.

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