1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
MessaggioInviato: venerdì 20 aprile 2018, 10:51 
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Iscritto il: lunedì 18 febbraio 2013, 13:55
Messaggi: 389
Località: Trieste
Tipo di Astrofilo: Visualista aspirante Fotografo
Buongiorno a tutti,

è da poco che mi sono approcciato all'astrofotografia (solitamente "viaggio", in questo forum, su altri canali) a banda stretta, con preferenza per i soggetti del cielo profondo.

Dopo una "breve" ricerca ho acquisito i "soliti" tre filtri della Astronomik (Sii, Halfa, Oiii) ma (seppure considerato obsoleto e, con le nuove tecniche, ormai "sintetizzato") volevo sperimentare anche il canale Hbeta.

Consapevole che il filtro Hbeta CCD della Astronomik non viene più prodotto, ho cercato di capire le alternative possibili ed ho trovato queste:
- https://www.teleskop-express.de/shop/pr ... raphy.html
- https://www.teleskop-express.it/filtri- ... arium.html

Ora però, non riesco a capire i dati del secondo; confrontando grafico e testo sembra che il picco del Baader sia 76% se guardo il grafico, ma nel testo è dichiarato che il picco si trova al 93%, inoltre la banda passante dichiarata è di 8,5 nm ma, per entrambi i filtri, viene descritta come: "inizia a trasmettere luce a 470nm" e "La trasmissività termina a 493nm".

Ora, se la matematica non è un opinione, 493 - 470 = 23 e quindi la banda sarebbe di 23 nm.

Posso immaginare che l'incongruenza sulla banda passante sia dovuta al punto di misura (23 nm al 5% della trasmissione e 8,5 nm al 70% della trasmissione) ma per quanto riguarda quella del picco di trasmissione, tra testo e grafico (rispettivamente 93% e 76%) non riesco proprio a capacitarmene.

C'é qualcuno nel forum che sia a conoscenza (più che dell'esistenza di questa incongruenza) della sua spiegazione ?

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MessaggioInviato: venerdì 20 aprile 2018, 13:29 
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Iscritto il: domenica 23 aprile 2006, 22:02
Messaggi: 7728
Tipo di Astrofilo: Fotografo
Ciao, mi scuso già perché non risponderò in effetti alla tua domanda, ma vorrei fare una considerazione generale:

Quando l'idrogeno viene ionizzato emette luce sempre e solo alle lunghezze d'onda tipiche della serie di Balmer. Quindi laddove si può registrare luce H Alfa se ne registrerà sempre anche H Beta, H Gamma e via così (con intensità via via decrescente). È interessante riprendere le nubi d'idrogeno ionizzato con un filtro H Alfa perché questo lascia passare la luce della riga più intensa della serie di Balmer attenuando le altre lunghezze d'onda provenienti ad esempio dalle stelle e anche purtroppo dall'inquinamento luminoso riflesso dalla nostra atmosfera. Riprendere con un filtro H Beta quindi non mostra nulla di diverso da quanto si vede con un filtro H Alfa e perdipiù l'immagine sarà meno contrastata perché l'emissione H Beta è più debole. A questo punto potresti domandarti perché quindi esista e venga commercializzato il filtro H Beta; la risposta è che il nostro occhio è più sensibile alla lunghezza d'onda dell'H Beta che dell'H Alfa e quindi IN VISUALE potrebbe essere sarà più facile vedere le nubi di idrogeno con un filtro H Beta che con uno H Alfa. Il discorso cambia radicalmente se effettuiamo una ripresa in quanto le camere CCD sono spesso più sensibili all'H Alfa che all'H Beta e, anche nel caso tu abbia un sensore che guadagna di più a 4861Å che a 6563Å difficilmente questo guadagno compenserà la minore intensità della luce H Beta. Tutto questo pippone per dire che il fotografia il filtro H Beta è totalmente inutile in quanto produce un'immagine identica al filtro H Alfa, ma molto meno intensa.


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MessaggioInviato: venerdì 20 aprile 2018, 13:54 
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Iscritto il: lunedì 18 febbraio 2013, 13:55
Messaggi: 389
Località: Trieste
Tipo di Astrofilo: Visualista aspirante Fotografo
Ciao Ivaldo,

il ragionamento che fai è genericamente corretto, difatti è noto che l'intensita della linea Hbeta è circa il 30% di quella Halfa tanto che una delle possibili palette della fotografia a banda stretta prevede di sintetizzare il blu (in varie maniere).

Però se il filtro Hbeta rende meglio su certi oggetti piuttosto che su altri dovrebbe significare che la proporzione citata potrebbe non essere la stessa per tutti gli oggetti ... e questo è quello che vorrei sperimentare tramite la fotografia.

Anche se nessuno se ne occupa, sei ancora convinto che il filtro Hbeta CCD non serva proprio a nulla ?

Tieni ancora presente che la versione CCD la puoi usare al posto di quella normale, mentre viceversa devi mettere in serie Hbeta e IRcut, e nel mio caso non ci stanno nella ruota porta filtri.

... e resta il problema della discrepanza ...

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MessaggioInviato: sabato 21 aprile 2018, 1:48 
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Iscritto il: domenica 23 aprile 2006, 22:02
Messaggi: 7728
Tipo di Astrofilo: Fotografo
bardix ha scritto:
Però se il filtro Hbeta rende meglio su certi oggetti piuttosto che su altri dovrebbe significare che la proporzione citata potrebbe non essere la stessa per tutti gli oggetti ... e questo è quello che vorrei sperimentare tramite la fotografia...

La proporzione è essere sempre la stessa, se così non fosse si andrebbe contro alle leggi della fisica. Qui non è questione di opinioni.


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MessaggioInviato: lunedì 23 aprile 2018, 7:44 
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Iscritto il: lunedì 18 febbraio 2013, 13:55
Messaggi: 389
Località: Trieste
Tipo di Astrofilo: Visualista aspirante Fotografo
Riciao Ivaldo,

se segui il link a wikipedia che hai linkato, vai al titolo "Ruolo in astronomia", inizio del secondo capoverso:

"La classificazione spettrale delle stelle, che porta alla determinazione della temperatura superficiale, è basata sull'intensità relativa delle righe spettrali, e quelle di Balmer sono in questo senso molto importanti."

Direi che non siete d'accordo ...

... e comunque siamo sempre OT.

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MessaggioInviato: lunedì 23 aprile 2018, 17:43 
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Iscritto il: domenica 23 aprile 2006, 22:02
Messaggi: 7728
Tipo di Astrofilo: Fotografo
Immagino ci si riferisca all'intensità relativa delle righe dell'idrogeno con righe di altri elementi, comunque hai ragione siamo OT e la colpa è mia.
Forse sono apparso un po' spocchioso, e me ne scuso, ma il mio intento era solo quello di evitarti l'inutile acquisto di un filtro H Beta per riprese CCD.


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MessaggioInviato: lunedì 23 aprile 2018, 17:58 
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Iscritto il: lunedì 18 febbraio 2013, 13:55
Messaggi: 389
Località: Trieste
Tipo di Astrofilo: Visualista aspirante Fotografo
Figurati, nessun problema.

Potremmo, se lo credi, aprire un altro 3d sull'argomento "Intensità relativa delle linee di Balmer" ...

Per quanto riguarda il filtro, la versione CCD costa poco di più della versione visuale e può essere usata (diversamente dalla seconda) in entrambi i contesti.

Quale che sia la realtà (intensità relativa costante o meno) sarebbe mio interesse esplorarla per puro diletto e curiosità ... chissà, oggi sono convinto di una cosa ma domani potrei scriverti che avevi ragione tu ... ma lo saprò soltanto a posteriori …

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MessaggioInviato: lunedì 23 aprile 2018, 18:21 
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Iscritto il: mercoledì 15 ottobre 2008, 17:01
Messaggi: 20566
Località: Firenze
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
In linea di principio sarei d'accordo con Ivaldo. Nel senso che la diversa intensità delle righe di emissione dipende dalle probabilità che un elettrone possa fare un certo salto quantico, e questa probabilità non dipende da fattori esterni. Non sarei però sicuro che gli stati energetici non possano venire influenzati da condizioni molto diverse da quelle che si hanno sulla Terra, ossia in gas estremamente rarefatti ad energie molto elevate, come vi possono essere negli spazi interstellari di nebulose ad emissione oppure su stelle molto calde e dense.

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MessaggioInviato: lunedì 23 aprile 2018, 18:32 
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Iscritto il: lunedì 18 febbraio 2013, 13:55
Messaggi: 389
Località: Trieste
Tipo di Astrofilo: Visualista aspirante Fotografo
Ma dai, Fabio, ti ci metti anche tu OT ?

Apriamo un altro 3d su questo argomento ... oppure cambiamo il titolo a questo ... :angel:

Possibile mai che debba io richiamare persone esperte come voi ? Suvvia ...

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MessaggioInviato: lunedì 23 aprile 2018, 20:04 
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Iscritto il: mercoledì 15 ottobre 2008, 17:01
Messaggi: 20566
Località: Firenze
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Beh non siamo tanto fuori tema. Comunque puoi anche cambiare titolo a questo, tanto non è intervenuto nessuno a spiegare l'incongruenza dei dati Baader. Forse l'incongruenza deriva dal fatto che qualche volta è stata usata la larghezza della banda di trasmissione a metà altezza e qualche volta più in basso. Poi magari le traduzioni dal tedesco, ecc. hanno fatto il resto.

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