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MessaggioInviato: venerdì 3 agosto 2012, 14:13 
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OK. Ritorno su questi punti con argomenti un po' più precisi.

gvnn64 ha scritto:
Il motivo, anzi i motivi (almeno due) sono presto detti: e si tratta sempre di una questione di S/N:
1) quando esegui un'immagine CCD, per registrare le sorgenti più deboli, devi superare una certa soglia critica, altrimenti i fotoni della sorgente debole si perdono nel rumore e non vengono registrati in maniera statisticamente significativa dal fotosensore. Perciò se io faccio una posa singola da 60 secondi, riesco a raggiungere un certo S/N sulle sorgenti deboli, mentre se faccio una posa più lunga, mettiamo di 10 minuti, miglioro il S/N della medesima sorgente debole in ragione di n^0.5, ovvero di un fattore 3,2 circa (trattandosi di un rumore causale). L'effetto pratico, è che per le sorgenti più deboli io potrei potenzialmente sommare n pose da 60 sec, ma non riuscire ancora a raggiungere la soglia minima di dettezzione sul fotosensore, quindi quella sorgente NON la vedo, stop.
2) il redout noise: questo rumore è una delle sorgenti principali di rumore nelle riprese CCD. Si registra ad ogni scarico dell'immagine, ed è un rumore casuale. Ragion per cui, fare 100 pose da 60 secondi NON è affatto equivalente a farne, per esempio, 1 da 100 minuti (nel primo caso il contributo del redout noise esce 100 volte, nel secondo caso una soltanto). Perciò, da questo punto di vista, il S/N di 100 pose da 1 minuto è significativamente inferiore rispetto a quello di una singola posa di 100 minuti.

OK, adesso tocca a te spiegare perchè 100 pose da 1 minuto sarebbero equivalenti ad una singola posa da 100 minuti. :)


ras-algehu ha scritto:
... te l'ho detto visto che ti piace tanto leggere fatti una cultura su siti dove ci sono riviste professiuonali e poi, quando saprai qualcosa, ne riparliamo.
Quando vuoi le cose le trovi, vatti a cercare Sub-exposure time and signal-to-noise considerations di John C. Smith.


Comincio intanto con far osservare a Ras che è alquanto ingeneroso e anche un po' offensivo. Non avrò mai fatto fotografie, ma ho esperienza in attività sperimentale di tipo professionale e un CCD altro non è che un sistema di misura (della luce). Quindi ho ben chiaro come funziona. Ho avuto a che fare con problemi di misura molto simili (e tanto per la cronaca recentemente abbiamo misurato lo spostamento di un pendolo con la precision di 0.1 A (un decimo di atomo)).

Io avevo fatto dei calcoli simili a quelli di Smith. Uso i miei simboli. Partiamo dal rapporto fra segnale e rumore:

Immagine

Questa è praticamente la stessa formula di Smith, dove Q è l'efficienza quantica del sensore, P il flusso di fotoni sul pixel (Eobj secondo Smith), B il flusso di fotoni del fondo cielo (Esky), t il tempo di esposizione, Dc la corrente di dark (Smith presume che sia trascurabile), R il rumore di lettura.
Giocando un po' con i numeri è possibile rappresentare graficamente il rapporto s/n. Prendiamo a puro titolo esemplificativo Q=0.5 (efficienza quantica), P = 5 fotoni al secondo, B = P (cioè cielo di intensità paragonabile all'oggetto), Dc = 0.3 elettroni al secondo, R = 13.5 elettroni.

Prima di fare il grafico dobbiamo calcolare il tempo massimo di esposizione. Immaginiamo di voler raggiungere il livello di 10 000 elettroni (a titolo di esempio). Il tempo necessario è T = 10000/(P+B)/Q = 2000 secondi. Il grafico che segue mostra il rapporto s/n calcolato per tempi di esposizione t che vanno da 0.01 T a T.
Immagine
In effetti, dato che il numeratore della formula precedente (che rappresenta il segnale) cresce linearmente con il tempo di esposizione, mentre il denominatore (che rappresenta il rumore totale) cresce secondo la radice quadrata del tempo, più tempo si usa e meglio è. Ovviamente fino al raggiungimento del tempo massimo T.


Perfetto? Tutto chiaro? Allora è vero che non è la stessa cosa dividere l'esposizione in parti? No. Per due motivi:
a) è vero che riducendo il tempo di esposizione il rapporto s/n peggiora, ma nello stesso tempo si possono raccogliere più immagini che possono essere combinate con tecniche abbastanza avanzate di stima e reiezione degli outlier. Questo punto è trattato da Smit e non lo approfondisco per ora.
b) un conto è ridurre il tempo sullo stesso telescopio altro è ridurre il tempo di esposizione in combinazione con un aumento di apertura. Questo è proprio il caso che ci interessa. Per esempio un 24" ha una apertura 3 volte maggiore di un 8 pollici. Questo significa che, a parità di scala immagine, i flussi P e B saranno 9 volte superiori per un telescopio di apertura tripla. Non solo, ma il tempo per !riempire" il CCD è ridotto di un fattore 9 a 222.2 secondi.
Immagine
Se allora facciamo il grafico dei due telescopi a confronto otteniamo un risultato diverso: il telescopio grande satura prima del piccolo (e quindi ha naturalmente bisogno di tempi più piccoli). Inoltre, l'importanza relativa della corrente di Dark diminuisce e abbiamo così un altro piccolo vantaggio.
Di fatto otteniamo lo stesso rapporto segnale rumore in un decimo del tempo. Possiamo anche osservare che per una esposizione di "soli" 20 secondi la grande apertura (in questo esempio) produce un s/n di circa 12 (contro 1.5 del piccolo). Ma di scatti da 20 secondi, in 2000 secondi, ce ne stanno 100, che combinandoli assieme innalzano il rapporto s/n di un fattore dieci a circa 120, cioè quasi il triplo della piccola apertura con esposizione singola di 2000 secondi.

PS N.B. so usando la stessa "teoria" che mi è stato consigliato di approfondire prima di parlare. Sarei alquanto sorpreso di scoprire che andava bene quando era utile per confutare le mie idee e ora invece non vada più bene perchè "la pratica è diversa". Allora non si doveva chiamarla in causa prima.


Ultima modifica di xenomorfo il venerdì 3 agosto 2012, 14:27, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: venerdì 3 agosto 2012, 14:26 
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Discussione sicuramente interessante, così come al tecnica senz'altro perfettibile, ma già capace di tirar fuori dettagli interessanti.
Personalmente non vedo un grande futuro nel breve medio periodo, almeno per chi cerca foto qualitativamente appaganti.
Ho guardato con interesse anche al confronto tra lo scatto singolo del dobson e una foto presa probabilmente a caso dal forum , di 33x300s fatta con un 20cm f/4.
Certamente si potrebbero postare infiniti altri confronti, ma trovo almeno più opportuno mettere due immagini singole :)
Nel mio modesto database di foto scattate, ne ho solo una della trifida e purtroppo di ben 600s, però scattata con una vecchia reflex digitale di oltre 6 anni fa attraverso un tele da 20cm f/6,4, il tutto del valore compresa montatura e guida inferiore ai 2200 euro, che dovrebbero in parte compensare i 22000 dollari della soluzione dobson e soprattutto l'utilizzo di una moderna e raffinata Canon 60Da, sebbene solo a 15secondi

Ecco la solita foto fatta con il dobson:
Allegato:
trifidadobson.jpg
trifidadobson.jpg [ 306.09 KiB | Osservato 1758 volte ]


E questa fatta con il 20cm su una montatura cinese:
Allegato:
trifida.jpg
trifida.jpg [ 376.15 KiB | Osservato 1758 volte ]


Ora si può discutere sulla magnitudine limite raggiunta (ad occhio piuttosto simile) o alla resa dei colori, soprattutto sulle stelle, così come sulla definizione.
La soluzione Dobson è senza alcun dubbio una buona idea per "foto ricordo" di una serata di osservazione visuale, al momento, ma da qui a diventare una valida alternativa per la cattura di immagini esteticamente gratificanti del profondo cielo, ha ancora diversa strada da percorrere :wink:

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MessaggioInviato: venerdì 3 agosto 2012, 14:30 
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L'idea della "istantanea" è simpatica. Però è troppo limitativa. In un Dobson senza inseguimento fare foto è piuttosto difficile. Perchè con la macchina attaccata si vede ben poco. Con un sistema di inseguimento la cosa migliora, però la maccanica di tutto l'ambaradan non è tanto eccezionale. Perchè non è vero che le montature altoazimutali dei grossi telescopi sono delle montature da Dobson, nient'affatto, quelle professionali girano lisce che è una bellezza ed hanno una rigidità e precisione di movimento a tutta prova... Un Dobson non ha la rigidità strutturale per fare foto con pose un pò lunghe. Poi fare somme di foto non è tanto semplice se l'inseguimento non è molto buono, su soggetti che visualmente non si vedono potrebbe diventare un terno al lotto...

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MessaggioInviato: venerdì 3 agosto 2012, 14:33 
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Sì, ma in 600 secondi ne avrebbe potute sommare 40. Io gli ho chiesto di farlo. Tra l'altro l'implicazione di questa tecnica è che la corrente di dark diventa non significativa (e con essa le celle di Pltioer) mentre diventa più conveniente ridurre il rumore di lettura. In altre parole i sensori di adesso sono ottimizzati per lunghe esposizioni mentre su grandi telescopio potrebbe convenire un diverso bilanciamento.


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MessaggioInviato: venerdì 3 agosto 2012, 14:38 
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xenomorfo ha scritto:
Sì, ma in 600 secondi ne avrebbe potute sommare 40. Io gli ho chiesto di farlo.

Sarei proprio curioso di vedere il risultato! Spero tu ci tenga aggiornati al riguardo :wink:
Come ho scritto, purtroppo io avevo a disposizione solo una posa da 600s, ma sono convinto che anche una posa di durata ben inferiore, anche solo 180secondi ma realizzata con una reflex moderna come quella utilizzata da Chris Ford avrebbe portato a risultati ancora del tutto comparabili, ma sempre con una facilità di realizzazione e un prezzo complessivo di circa un ordine di grandezza inferiore a quella necessaria per la configurazione dobson

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MessaggioInviato: venerdì 3 agosto 2012, 14:44 
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valerio ha scritto:
La soluzione Dobson è senza alcun dubbio una buona idea per "foto ricordo" di una serata di osservazione visuale, al momento, ma da qui a diventare una valida alternativa per la cattura di immagini esteticamente gratificanti del profondo cielo, ha ancora diversa strada da percorrere :wink:


Ma vuoi mettere la soddisfazione di riuscire ad emulare un telescopio cinese da 20-cm spendendo 10 volte di più? :lol:
Ragazzi fa caldo: stacco da questo topic per sopraggiunto smarronamento. Buon week-end a tutti...

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MessaggioInviato: venerdì 3 agosto 2012, 14:51 
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valerio ha scritto:
Sarei proprio curioso di vedere il risultato! Spero tu ci tenga aggiornati al riguardo :wink:


Glielo ho chiesto. Tra l'altro lui era un astrofotografo quindi può essere che abbia intenzione di esplorare le possibilità. Altrimenti non si spiegherebbe la particolare soluzione usata per il controllo e il movimento (il mio costa un terzo e anche un Obssesion costa la metà).
Puoi sempre rafforzare la richiesta su CN. Comunque anche lo stesso Smith conclude che ci sono dei vantaggi a spezzare le pose, specie nel caso di rumore di tipo non gaussiano.


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MessaggioInviato: sabato 4 agosto 2012, 22:41 
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Voglio concludere la questione dei sub-frames completando quanto già detto qua: viewtopic.php?f=5&t=73787&start=77

Lo scopo del thread era mostrare la qualità un singolo frame in 15 secondi. Ora, mi sembrava evidente che lo scopo non fosse quello di fare prima, ma quello di raccogliere un maggior numero di frame nello stesso tempo.
Ogni strumento va usato nel suo modo migliore. Da questo punto di vista si trattava di capire che c'è una possibile strada da esplorare, e che questa strada è fatta di metodi che non sono gli stessi della tradizione, anzi in qualche caso opposti. Qualcuno l'ha capito, qualcuno si è limitato a confrontare il singolo frame di 15" con risultati di integrazioni due ordini di grandezza più lunghi.

Pazienza. Ora la questione è spiegare perchè con una piccola apertura conviene fare pochi subframes lunghi, mentre con una maggiore è possibile farne di molto più brevi, e quali conseguenze questo differente modo di uso comporta.

In un certo senso il 24" va usato nel deep un po' come si fa in alta risoluzione. E' stato detto "non è possibile perché tutti sanno che bisogna integrare il più a lungo possibile perché solo così il rapporto s/n migliora". Invece le cose, a guardare meglio, non stanno proprio così.

Comincio proprio con l'articolo di Smith http://www.hiddenloft.com/notes/SubExposures.pdf

Per spiegare la cosa in maniera semplice, Smith osserva che il segnale raccolto è proporzionale al numero di fotoni, mentre il rumore è proporzionale alla radice quadrata dei fotoni (con una piccola aggiunta che dopo dico). Quindi conviene raccogliere il massimo numero di fotoni che ci stanno nel CCD per massimizzare questo rapporto. In realtà però questo vale se si considera un singolo frame. Ma che cosa succede se usiamo lo stesso tempo dividendolo in due? Che avremo due immagini ciascuna delle uali, essendo stata esposta per metà tempo avrà un rapporto segnale/rumore diminuito di un fattore radice di due. Già, ma poi le due immagini si sommano e la somma aumenta il segnale/rumore di un fattore radice due. In altre parole, grossomodo, quello che si perde dividendo in due il tempo di esposizione, lo si riprende quando si combinano i due fotogrammi. E non potrebbe essere altrimenti perchè, di fatto, la quantità di informazione raccolta è pari al numero totale di fotoni raccolti.
A guastare la festa c'è solo il fatto che il rumore di lettura è costante e quindi oltre un certo numero di suddivisioni si perde di più a dividere il tempo di esposizione in sub frames di quanto si guadagna poi combinando i sub frames. Smith considera diversi modi di combinare i subframes e mostra che c'è un certo vantaggio nel caso in cui part del rumore non sia gaussiano. Per farla breve ripetiamo il calcolo di Smith con gli esempi introdotti qua: viewtopic.php?f=5&t=73787&start=77

La tabella che segue riporta diversi modi di utilizzare i 2000 secondi di esposizione: a partire da 1 frame di durata 2000 s, oppure 2 di 1000, e così via fino a 100 frames di 20 secondi.
Nella seconda colonna si calcola il rapporto segnale/rumore di un singolo frame (con la formula di Smith o quella usata nel post linkato sopra). Si vede come, riducendo la durata della esposizione da 2000 a 1000, 400 ecc. il rapporto segnale rumore peggiora. Nella terza colonna si calcola il rapporto s/n combinando i frames che sono disponibili per quel caso (1, 2, 5 ecc.).
E' la terza colonna quella che conta perchè ci dice quale sarà 'l'effetto finale. Così possiamo vedere che il rapporto s/n scende abbastanza poco fino a circa 10-20 subframes.

Immagine

Da notare anche come un singolo frame della durata di 20 secondi in questo caso (telescopio di 8") abbia un segnale/rumore molto basso (in pratica non si vede nulla). Un telescopio di piccola apertura viene dunque usato con pochi subframes. Questo comporta tempi di esposizione per singolo frame lunghi, che a sua volta comporta la necessità di inseguire bene e anche la necessità di avere sensori con corrente di dark molto limitata, da cui in cascata la necessità di raffreddarli, le celle di peltier e quant'altro. Detto così si tratta di "patches" che nascono da un solo problema: il flusso di fotoni è piccolo perchè la apertura è piccola e serve quindi molto tempo per "riempire" il ccd. Se fosse possibile combinare fotogrammi di 20 secondi non servirebbero le pose guidate, non sarebbe importante la corrente di dark, non servirebbero le finestre ottiche le celle di peltier ecc ecc.

Ora è il momento di notare che il fattore determinate per il rapporto segnale rumore è il numero di fotoni raccolto, non il tempo di esposizione. Il tempo è una conseguenza di quanti fotoni si vogliono raccogliere e del flusso che lo strumento fornisce.
Come già spiega, a parità di scala immagine (pixel per secondi d'arco), un 24" raccoglie fotoni 9 volte più in fretta di un 8". Dunque raggiunge il livello desiderato nel CCD in 9 volte meno tempo e in quel momento ha anche lo stesso rapporto s/n.

Ora possiamo ripetere il ragionamento di Smith per il telescopio con apertura tripla. Osserviamo che sturiamo il sensore in 222 secondi. Quindi possiamo avere 9 frames in 2000 secondi e ciascuno di questi 9 frames sarà completamente esposto. La tabella che segue considera altre ipotesi oltre a questa. Per esempio possiamo avere 18 frames da 111 secondi. Questo caso è l'analogo del 2x1000 precedente, solo che ora abbiamo 18 frames da combinare (contro i due di prima) che produce un s/n complessivo pari a 147 (contro 47.8 di prima). In altre parole il telescopio grande non sta producendo singoli frames migliori, ma ne sta producendo in numero maggiore.

Immagine

Guardiamo le righe successive della tabella. Quale scelta ci conviene? In termini assoluti sarebbe meglio fare 9 frames da 222 (saturare il CCD). Tuttavia 90 frames a 22.2 secondi perdono molto poco. Siamo pur sempre a s/n =138 (contro 48 dell'8" a frame singolo). A questo punto è chiaro che questa seconda a strada (di combinare tante esposizioni relativamente brevi nelle quali si raggiunge comunque un buon segnale) potrebbe convenire per una serie di motivi:

a) è già dimostrato che si possono fare frames singoli non guidati di questa durata.
b) sarà possibile scartare i frames peggiori, per esempio se durante la sessione passano nuvole, aerei, un compagno accende la luce, si dà una botta al telescopio, il seeing peggiora, basterà buttare solo i frames compromessi.
c) la disponibilità di molti frames consente di usare tecniche di composizione più sofisticate della semplice media (vedi Smith) e con questo gestire rumore di tipo non gaussiano.
d) frames di 20 secondi non richiedono guida e sono meno problematici per la struttura del telescopio.
e) franes di 20 secondi non pongono problemi in termini di correnti di dark, quindi non serve peltier e tutto l'ambaradan (anzi i sensori ottimizzati per questo tipo di uso è prevedibile che siano molto diversi).


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MessaggioInviato: sabato 4 agosto 2012, 23:14 
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Iscritto il: giovedì 28 febbraio 2008, 19:46
Messaggi: 2956
Località: ROMA
Tipo di Astrofilo: Fotografo
Ciao,

Teoricamente molto interessante, e l immagine mi ha comunque lasciato sorpreso. Ma non si può verificare il tutto praticamente facendo una serie di immagini e sommarle invece della singola? Nom so se è stato già scritto ma il topic è corposo!
ciao
Fabiomax

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http://www.astrofabiomax.it
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"tre cose sono necessarie per un buon pianista: la testa, il cuore e le dita". W.A.Mozart


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MessaggioInviato: sabato 4 agosto 2012, 23:58 
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Iscritto il: lunedì 19 gennaio 2009, 21:32
Messaggi: 2919
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Ho chiesto all'autore perché ne ha fatto solo una. Mi ha risposto che avrebbe potuto anche farne altre e sommarle. Ne ha fatte diverse su diversi soggetti ma nessuna sequenza sullo stesso. Lui dice però che si diverte a scattare la foto e vederla apparire sul display immediatamente!

Comunque vediamo. Comunque su CN c'è un esempio di combinazione di 77 frames da 200 secondi l'uno (*) (4 ore e mezza totali) con un 20 cm (tradizionale). Non c'è purtroppo il frames singolo che renderebbe bene l'idea di come si migliora combinandone 77.

http://www.astrophotogallery.org/data/5 ... g_copy.jpg

http://www.cloudynights.com/ubbthreads/ ... ll/fpart/1

(*) quindi grossomodo con lo stesso s/n di uno scatto da 20 secondi con un 24", solo che con il 24" si avrebbero 800 frames nello stesso tempo!


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