1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Radioastronomia in VHF
MessaggioInviato: martedì 28 settembre 2021, 10:04 

Iscritto il: venerdì 21 marzo 2008, 9:26
Messaggi: 752
@ Ippogrifo > Ma quale pionierismo !! Forse un po di radiantismo (gergo dei radioamatori per indicare attività di costruzione/sperimentazione ora mai desueta).

@ Miyro > Se posso ti do volentieri una mano, se vuoi ci sentiamo in privato o quì sul forum.
Penso che tu possa sostituire il registratore con Arduino+PC se possiedi un PC anche obsoleto.
Posta lo schema del tuo RX e vediamo come risolvere.

E' ancora presto per verificare se l'oggetto si muove, sono 8gg dovrebbero essere circa 30' ne rilevo 15' però arriva più presto. Mi viene in testa quella di Pierino: <nonna c'è un capello nella minestra, tranquillo è solo una crepa nel piatto.
Nonna, la crepa si muove !!> Ciao, spero non vi contagi il virus <RAs-21> quello della Radioastronomia :facepalm:


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 Oggetto del messaggio: Re: Radioastronomia in VHF
MessaggioInviato: martedì 28 settembre 2021, 16:20 
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Iscritto il: sabato 22 maggio 2010, 14:49
Messaggi: 2575
Località: Verona
Virgilio ti ho inviato un MP.

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Paolo
Lunt 60-Ha--Lunt 60-CaII K - e....molto altro.


La nube Oscurantista avanza e noi qui a contar le stelle !


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 Oggetto del messaggio: Re: Radioastronomia in VHF
MessaggioInviato: mercoledì 29 settembre 2021, 7:36 

Iscritto il: venerdì 21 marzo 2008, 9:26
Messaggi: 752
Nel file allegato lo schema a blocchi del mio Rx, di una semplicità estrema.
Partiamo dalla parte registrazione: Arduino Uno è una schedina (12 Euro) a microcontrollore) che ha moltissime cose interessanti tra cui 6 input analogici da 8 bit, più che sufficienti al ns. scopo, colleghiamo a una il segnale amplificato che ci arriva dal cielo. Scriviamo un semplice programma su arduino <leggi la porta e memorizza nella variabile PIPPO>
Poi <effettua una uscita sul plotter seriale della variabile PIPPO> A questo punto avremo sul monitor il segnale PIPPO,
che si muove da sx a dx molto rapidamente. Se vogliamo una lettura/scrittura ogni 5 sec. inseriamo nel programma
<delay(5000);> Ora dobbiamo salvare quello che appare sul monitor per archiviare i dati. Scarichiamo dal web un programma di screen-capture (free). Verifichiamo in quanto tempo il monitor si 'riempie' e impostiamo sul programma di cattura ogni quanto tempo salvare e per quante volte. Il prog. che ho scaricato io salva in una cartella i file con il nome: giorno,mese,anno-ore,minuti,secondi.
Non scrivo di arduino perchè sul web ci sono tutorial e forum.
Ciao spero di non avervi tediato.


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 Oggetto del messaggio: Re: Radioastronomia in VHF
MessaggioInviato: mercoledì 29 settembre 2021, 11:00 
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Iscritto il: domenica 8 maggio 2011, 20:54
Messaggi: 13015
Località: (Bs)
Virginio Tonello ha scritto:
...> A questo punto avremo sul monitor il segnale PIPPO,
...

Sai che mi tenti?
Posso chiamarlo il "segnale IPPO"? :mrgreen:
(Bello il plot di Arduino :mrgreen: )

Mi sembra che ci sia una certa "ripetitività" confrontando le due serate. :think:

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Ippo (Costanzo)
"Una cosa ho imparato nella mia lunga vita: che tutta la nostra scienza è primitiva e infantile
eppure è la cosa più preziosa che abbiamo" (A. Einstein).

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 Oggetto del messaggio: Re: Radioastronomia in VHF
MessaggioInviato: mercoledì 29 settembre 2021, 16:19 

Iscritto il: venerdì 21 marzo 2008, 9:26
Messaggi: 752
@Ippo: non puoi scappare sarai contagiato :evil:

La radio più semplice è quella in allegato quella con la quale hanno iniziato i nostri nonni radioamatori dove il diodo era costituito da una punta flessibile accostata ad un pezzo di minerale di galena. Beh non era certo molto sensibile.
Vediamo come funziona in modo ultrasemplice: prima però dobbiamo pensare come andrebbe se al posto del diodo ci fosse un pezzetto di filo di rame. Il segnale che arriva dall'antenna è costituito da semionde positive e negative, bene quella positiva caricherebbe il condensatore e immediatamente dopo quella negativa lo scaricherebbe. Un circuito così non serve a niente!! Mettiamo il diodo, questi ha la caratteristica di lasciare passare (così come è messo) solo le semionde positive. Ora immaginiamo che il segnale che giunge dall'antenna sia un codice MORSE (quello
trasmesso con il tasto) che attiva il trasmettitore ogni volta che viene abbassato.
SEGNALE-PAUSA LUNGA SEGNALE-PAUSA LUNGA è la lettera E ripetuta. Quando c'è segnale il condensatore si carica e poi si scarica sulla resistenza durante la pausa. Risultato in cuffia sentiremo <TUT TUT> cioè due volte la lettera E.
Nota: il circuito accordato costituito da bobina e condensatore serve per ottenere il massimo segnale sulla frequenza sintonizzata. Poi si è pensato bene di porre un amplificatore prima e dopo il diodo. Dopo il diodo il segnale è a frequenza audio cioè udibile mentre prima del diodo è ad alta frequenza.
Ciao


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 Oggetto del messaggio: Re: Radioastronomia in VHF
MessaggioInviato: mercoledì 29 settembre 2021, 16:41 

Iscritto il: mercoledì 21 febbraio 2007, 12:50
Messaggi: 3094
Virginio Tonello ha scritto:
@Ippo: non puoi scappare sarai contagiato :evil:

cut

Nota: il circuito accordato costituito da bobina e condensatore serve per ottenere il massimo segnale sulla frequenza sintonizzata. Poi si è pensato bene di porre un amplificatore prima e dopo il diodo. Dopo il diodo il segnale è a frequenza audio cioè udibile mentre prima del diodo è ad alta frequenza.
Ciao


Ehh, sti' virus astronomici, quando ti colpiscono te li tieni a vita!

Passiamo alle cose serie: ci potresti dire le frequenze audio e quelle ad alta frequenza a cui ti riferisci?
Ciao e grazie.
Roberto Gorelli


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 Oggetto del messaggio: Re: Radioastronomia in VHF
MessaggioInviato: mercoledì 29 settembre 2021, 18:05 
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Iscritto il: domenica 8 maggio 2011, 20:54
Messaggi: 13015
Località: (Bs)
Virginio Tonello ha scritto:
...
dove il diodo era costituito da una punta flessibile accostata ad un pezzo di minerale di galena.....
..
Mettiamo il diodo, questi ha la caratteristica di lasciare passare (così come è messo) solo le semionde positive...

Nota: il circuito accordato costituito da bobina e condensatore serve per ottenere il massimo segnale sulla frequenza sintonizzata. Poi si è pensato bene di porre un amplificatore prima e dopo il diodo. Dopo il diodo il segnale è a frequenza audio cioè udibile mentre prima del diodo è ad alta frequenza.
...


Lucidissimo!!! :clap: :clap: :clap: :please:

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Ippo (Costanzo)
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 Oggetto del messaggio: Re: Radioastronomia in VHF
MessaggioInviato: mercoledì 29 settembre 2021, 19:48 

Iscritto il: venerdì 21 marzo 2008, 9:26
Messaggi: 752
@ Roberto: è solo lo schema di principio della radio. In allegato uno schemino della modulazione di ampiezza.
Bisogna partire da questo per capire poi il resto, penso !!.
Andiamo avanti, lo schema radio con un ampli davanti e uno dopo il diodo si dice a conversione diretta è stato abbandonato per alcuni motivi ma ora con le nuove tecnologie è ritornato in auge.
Invece ora si usa la conversione di frequenza con amplificazione a media frequenza, vediamo come si funziona.
Il componente principale è il mixer che ha 2 ingressi e una uscita. Se si inietta una frequenza diciamo 152MHz su inp1
e 162.7MHz su inp2 avremo in uscita la somma e la differenza 10.7 e 1070MHz. Se colleghiamo all'uscita un ampli accordato a 10.7MHz passerà amplificato solo il segnale a 10.7 (media frequenza). Quindi se manteniamo fissa l'uscita a 10.7 e colleghiamo inp1 all'antenna e iniettiamo con un oscillatore (VFO) inp2 capteremo dall'antenna il segnale che vale VFO +/- 10.7. Ora esistono dei VFO dove si può programmare la frequenza. Molto comodo perchè caricando un programma l'Rx può diventare una radio a tutti gli effetti con l'encoder che varia la frequenza o un analizzatore di spettro. Si possono ad esempio impostare 4 canali rispettivamente alle freq. 150-151-152-153 e visualizzarli sul monitor, se solo una traccia si alza è sicuramente una spuria, ma se si alzano tutte e quattro potrebbe essere un segnale dal cielo perchè questi ultimi sono a larghissima banda. Ciao.


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 Oggetto del messaggio: Re: Radioastronomia in VHF
MessaggioInviato: giovedì 30 settembre 2021, 8:45 

Iscritto il: venerdì 21 marzo 2008, 9:26
Messaggi: 752
Ma come vengono generate le onde che arrivano all'antenna? Ovviamente da un Tx (trasmettitore), il più semplice è lo spinterogeno dei motorini. Ma su quale frequenza 'trasmettono i motorini?' Su TUTTE CONTEMPORANEAMENTE dai kHz ai molti MHz un tempo quando non c'era il digitale i motorini si ascoltavano in radio e si vedevano (righe) in TV. Ma quale informazioni si possono trasmettere con un Tx così? Solo CW=morse cioè acceso/spento. Ma se uno usa un Tx così che occupa tutto l'etere (=definizione di spazio dove si muovono le onde elettromagnetiche) non c'è spazio per altri.
Per ovviare al problema si usa un circuito accordato detto anche volano (DISEGNINO All.) Il generatore crea un specifica frequenza sulla quale il volano viene regolato e l'antenna irradia. Come è fatto un generatore di frequenza?
Il principio è far invertire il senso di marcia agli elettroni da poche a moltissime volte al secondo.
Vediamo un esempio di oscillatore a frequenza audio: prendiamo un amplificatore con microfono, accostiamo il microfono davanti all'altoparlante, udiremmo un fischio. E' l'effetto Larsen cioè parte del segnale in uscita ritorna all'ingresso subendo un amplificazione elevatissima e quindi si dice oscilla.
SEGNALI DAL CIELO. Dal cielo arrivano 2 categorie di segnali.
1) nel continuo cioè a larghissima banda e si dividono a loro volta in SINCROTRONE (resti di supernovae) e TERMICO.
2) di righe spettrali, H2O-CO-IDROGENO NEUTRO questi emettono su frequenze ben determinate.
SU QUESTE ULTIME COSE PERO' NON DICO NIENTE PERCHE' NON VORREI DIRE FESSERIE, ciao


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 Oggetto del messaggio: Re: Radioastronomia in VHF
MessaggioInviato: giovedì 30 settembre 2021, 10:42 
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Iscritto il: domenica 8 maggio 2011, 20:54
Messaggi: 13015
Località: (Bs)
Ciao, Virginio. :wave:
Fai benissimo a esporre e mettere in risalto i principi fondamentali su cui si basano l'emissione e la ricezione di onde elettromagnetiche. Ci siamo. Cariche che oscillano in un circuito (accelerando e decelerando) emettono onde elettromagnetiche che si propagano nello spazio e che, a loro volta, inducono oscillazioni di cariche nel circuito ricevente. E poi c’è tutta la codifica dei segnali e così via …

I nostri ragazzi le sanno ancora queste cose? Rischiamo di impantanarci nelle app degli smart e dimentichiamo allegramente tutto ciò che c’era all’origine. (Sono quasi preoccupato, in tutta sincerità).

Comunque, in questo modo si apre un campo d'indagine molto vasto, poco accessibile a chi è abituato ad indagare nel Cielo principalmente nella piccola finestrella del visibile. Sappiamo del resto che la vera Astronomia spazia su tutto il range delle onde elettromagnetiche. E quante cose sono state scoperte, storicamente, fuori dalla minuscola finestrella di onde che i nostri occhi possono percepire!

Per pura curiosità, forse anche un po' OT, aggiungo questa tabella che mi ha sorpreso.
FreqRA.pdf (radioastrolab.it)

A questo punto, però, sorgono spontanee delle domande.
Forse se n’è già parlato, perdonatemi se non ho studiato attentamente tutti i post precedenti.

Per dare corpo all’indagine (o anche semplicemente per chiarire se ci sono possibilità di successo) alcune cose essenziali andrebbero ribadite.
Quanto è piccolo (o grande) il segnale che andiamo a sondare? Quanto emerge rispetto al rumore di fondo? Che metodo possiamo usare per essere sufficientemente sicuri di identificare la fonte del segnale? :wtf:

La discussione, ribadisco, è straordinariamente interessante anche solo per cominciare a parlare di questo argomento "misterioso" (parlo per me stesso). :matusa:

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