1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

Il primo forum di astrofili per astrofili, nato nel 2000.
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Autore Messaggio
MessaggioInviato: giovedì 15 giugno 2017, 7:57 
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Iscritto il: lunedì 18 febbraio 2013, 13:55
Messaggi: 328
Località: Trieste
Tipo di Astrofilo: Visualista aspirante Fotografo
Prendo spunto da questo post preso da un altro thread:
fabio_bocci ha scritto:
Debbo dire che concordo con Raffaele quando nell'articolo "Lo star test prima di Suiter" dice: Oltre ad offrire a tutti la possibilità di riconoscere e, quando possibile, correggere le magagne ottiche dei telescopi, il libro di Suiter ha avuto però anche dei risvolti negativi, in particolare fornendo combustibile alla strumentite acuta che affligge tanti astrofili in tutto il mondo: da metodo semplice e sensibile per verificare qualitativamente un’ottica astronomica lo star test ha finito pian piano col diventare spesso una sorta di ossessione, addirittura un incubo per molti possessori di strumenti, preoccupati anche dei più piccoli difetti visibili nell’immagine di diffrazione fornita dai loro adorati e sovente costosissimi telescopi.
Alla fine molti astrofili a volte più che delle vere e proprie osservazioni fanno dei test alla propria attrezzatura, cercando sempre il limite della risoluzione dei propri strumenti e se questi arrivino o meno a detto limite calcolato.
Il bello è che i neofiti spesso arrivano già "contaminati" da questa febbre e prima ancora di osservare qualcosa cominciano a smanettare col telescopio cercando di collimarlo (come purtroppo molti "esperti" consigliano loro di fare subito) con esiti alla fine disastrosi.

Succede un po' in tutti gli ambiti umani, anche i più inaspettati, non solamente quelli tecnologici: l'oggetto di cui trattiamo può essere considerato il fine del nostro studio (ricerca, vita, ecc. e diventare quindi "oggetto di culto") oppure è un mezzo che utilizziamo per raggiungere un altro scopo ?

Per esempio, nell'ambito della religione (leggasi nella Bibbia) si dibatteva del giorno del sabato (per gli ebrei); ovvero se il sabato fosse stato creato per gli uomini o gli uomini per il sabato; in altre parole, la "regola ferrea" di non lavorare il sabato era per costringere gli uomini a seguire il dogma o un giorno di riposo dal lavoro per dedicarsi alla propria spiritualità e religione ?

Allo stesso modo, in ambito audio (alta fedeltà), c'è la sindrome del Riccardone, il quale, invece che godersi l'emozionalità della musica, va a cercare le infinite sfumature dovute allo "smanettamento" in ambito tecnologico, a cercare lo 0,000001% di distorsione quando questa si può sentire a malappena se si supera 1% (ma quì è meglio non entrare nello specifico).

Anche i PC (personal computer) possono essere utilizzati come strumento per eseguire, più facilmente e più velocemente, altri lavori, oppure come fine, dove il piacere di smanettare nel loro interno, sia nella parte hardware che in quella software, per renderli sempre più veloci e performanti a parità di altre condizioni, diventa il gioco preferito e lo scopo principale dello smanettone (gli Hackers fanno ovviamente parte di questa stessa categoria se ci trasferiamo nell'ambito della telematica).

Veniamo a noi.

Devo premettere che per backgrond culturale andrei ad inserirmi nel gruppo degli smanettoni (diploma di perito in telecomunicazioni, ho il mio laboratorio dove curato le apparecchiature audio dei gruppi con cui suonavo, ho da oltre 35 anni il ruolo di tecnico in un ente di ricerca) e da quando sono stato nominato responsabile dell'osservatorio del CCAT di Trieste in mio incarico è proprio quello di mantenere funzionanti al meglio le apparecchiature del circolo per permettere a tutti (fra questi "tutti" ci sarei ovviamente anch'io) di godere del magnifico spettacolo della nostra volta celeste e dell'emozioni che questa va a smuovere; quindi, per il mio percorso di vita, il telescopio è principalemte un fine mentre rimane un mezzo soltanto per circa il 5% del tempo che vi dedico.

Secondo voi, in tutta sincerità, quanto conta il telescopio come fine e quanto come mezzo ?

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Cieli limpidi sopra menti serene.


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MessaggioInviato: giovedì 15 giugno 2017, 8:53 
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Iscritto il: mercoledì 15 ottobre 2008, 17:01
Messaggi: 18534
Località: Firenze
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Si capisce che la risposta è diversa per ognuno di noi. Personalmente sono attirato verso l'osservazione del cielo, ma anche l'aspetto tecnico mi piace, non per nulla ho diversi telescopi, tutti con caratteristiche ottiche diverse.

_________________
Ciò che non ha termine non ha figura alcunaLeonardo da Vinci


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MessaggioInviato: giovedì 15 giugno 2017, 8:59 
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Iscritto il: venerdì 27 luglio 2007, 23:20
Messaggi: 7980
Località: Milano
Tipo di Astrofilo: Visualista
la mia risposta è piuttosto semplice, ma personale ( e capisco che per altri possa essere una risposta diversa): come fine conta più o meno zero. non mi affeziono nemmeno agli strumenti... anche all'ottimo 8 " che ho usato per quasi dieci anni.
ma mi capita anche per gli strumenti che uso per lavoro: non mi interessano che come mezzi e non sono un conoscitore, nè un intenditore (curiosamente gli strumenti di mia moglie mi interessano di più anche come oggetti: un'arpa del 1790 ha un suo fascino autonomo, anche se non ci avremmo investito un euro se non fosse stata suonabile...)


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MessaggioInviato: giovedì 15 giugno 2017, 9:03 
Amministratore
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Iscritto il: venerdì 10 febbraio 2006, 0:42
Messaggi: 23173
Località: 41°N 16°E
Tipo di Astrofilo: Visualista
Ti parla un ex ocularomane pentito e redento.
Sono stato affetto anche da naglerite. E poi sono diventato un ethossico, insomma.

Guarito solo ed esclusivamente grazie all'osservazione (per fortuna continuativa) del cielo, questa è ormai la parte determinante del mio essere astrofilo.
Quando salto una luna nuova divento mestruato (e ultimamente purtroppo succede spesso): ho bisogno della debole luce del profondo cielo.

Gli strumenti che posseggo sono diventati il mezzo.
Il cielo è il fine.

Ma, sono sincero, la mia parte edonistica sguazza di piacere nell'avere un telescopio bello a vedersi.
Lo curo e lo tratto come fosse la mia Ferrari, anche perchè un telescopio curato rende di più sotto il cielo.

_________________
In attesa di uscire a riveder le stelle

volpetta.com


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MessaggioInviato: giovedì 15 giugno 2017, 9:35 
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Iscritto il: venerdì 27 luglio 2007, 23:20
Messaggi: 7980
Località: Milano
Tipo di Astrofilo: Visualista
vabbe' ma si può capire :)
io manco gli strumenti che suono li tratto così bene :) ma in quel caso sono sicuro che sarebbe meglio una sana via di mezzo (ho su di quegli accrocchi per farli funzionare...)


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MessaggioInviato: giovedì 15 giugno 2017, 10:24 
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Iscritto il: giovedì 9 febbraio 2006, 23:39
Messaggi: 1011
Località: Roma
Dipende, ma è una risposta ovvia.
In molti casi l'adorazione per lo strumento è inversamente proporzionale al talento in un dato ambito. C'è anche chi coniuga grande talento e grande passione per lo strumento in sé, ma non è molto comune. Rifuggirei comunque dagli eccessi, tipo "ho uno strumento da 50mila euro ma lo tengo in casa sennò si rovina" o "a che serve spendere soldi, io con un rifrattorino cinese da 300 euro faccio meraviglie, e chi spende di più è un babbeo".
Continuo a pensare che l'astronomia amatoriale sia un po' come la Formula 1, per ottenere risultati ci vogliono buona macchina e buon pilota, e solo in minima parte la bontà dell'una può sopperire alla scarsezza dell'altro, e viceversa.

M.


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MessaggioInviato: giovedì 15 giugno 2017, 10:41 

Iscritto il: lunedì 3 dicembre 2012, 20:09
Messaggi: 1273
In senso generico: un mezzo non può esistere senza un fine, altrimenti non sarebbe un mezzo. Un fine non si chiamerebbe tale se non ci fosse un mezzo per raggiungerlo. Mezzo e fine sono un binomio inscindibile.


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MessaggioInviato: giovedì 15 giugno 2017, 11:03 

Iscritto il: giovedì 10 novembre 2011, 9:25
Messaggi: 449
Località: viterbo
Tipo di Astrofilo: Visualista
Ciao bardix

Nel mio piccolo ti confermo sia il piacere dell' osservare sia il piacere dello strumento , l' uno implica l' altro.
Visto che sei appassionato di hifi come me ( :D )ti porto l' esempio più classico : un bel due telai Classe' e una coppia di 801...
La qualità paga sempre anche come mantenimento del valore nel tempo.
Nell' osservazione planetaria questo vale ancora di più
Sempre se uno vuole raggiungere certi risultati.
Strumenti.

_________________
Osservo con:
Officina stellare apo152f8,Celestron c9,1/4
Astro professional 152 f6
Montatura eq6pro,torretta baader maxbr.


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MessaggioInviato: giovedì 15 giugno 2017, 11:47 

Iscritto il: domenica 21 giugno 2009, 14:33
Messaggi: 1402
Località: Termoli (CB) Italy
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Come dicevano gli antichi: in medio stat virtus.
Occorre un pò l'una e un pò l'altra cosa, certo non puoi esagerare con la precisione dello strumento, altrimenti questo diventerà il fine di tutto, ma pure per godere delle meraviglie del cielo occorre un buon mezzo.
Per non parlare poi del cielo, avessimo quello dell'Arizona ...


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MessaggioInviato: giovedì 15 giugno 2017, 13:06 

Iscritto il: giovedì 21 gennaio 2016, 14:23
Messaggi: 152
Il telescopio per me è stato ed è, un mezzo temporaneo per un fine (che per il mio carattere) direi altrettanto temporaneo.

Sono perito in elettronica generale, e da tecnico quale sono sempre stato, ho sempre approfondito ogni aspetto tecnico della mia vita lavorativa. Cosa che è giunta a gratificarmi (nonostante la Grande Azienda privata) con una autonomia che mi ha permesso di divertirmi :crazy: lavorando :crazy: :crazy:, ma anche di ritenere ogni divertimento una cosa passeggera che sarebbe durata "fino al prossimo interesse"...Come una bella nuova fidanzata.

Non fa eccezione l'stronomia, iniziata la quale per aggiungere la pratica della osservazione alla lettura di testi e di "Le scienze" dalla uscita del primo numero, ho finito per (curiosità) di prendere la "deriva costruttiva" anche delle ottiche, registrando le mie esperienze e tentando con esse di aiutare altri a raggiungere un risultato soddisfacente nel loro "fai da te".

Ma le mie passioni sono storicamente un poco più profonde del normale, ma di relativamente breve durata.

Per cui quando dieci anni fa è stata ora di mollare il lavoro per andare in pensione, non ho avuto problemi ad affrontare la bella novità, per vivere come sempre alla MIA giornata in attesa di una nuova ispirazione.

Così è per il telescopio e l'astronomia..che come altro, prima o poi "passeranno" in "Deja vue"... (qualche anno fa ho appeso il Flicorno baritono al chiodo dopo 35 anni di servizio nella banda musicale, ma canto in un coro Alpino e faccio il bibliotecario, oltre a girare in camper per l'Europa, e nei posti con SQM sopra il 21).
Tutte cose tutt'al più da raccontare ai nipotini.

_________________
WWW.GRATTAVETRO.IT, blog del fai da te astronomico


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