1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

Il primo forum di astrofili per astrofili, nato nel 2000.
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Autore Messaggio
MessaggioInviato: mercoledì 14 giugno 2017, 10:26 
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Iscritto il: martedì 27 agosto 2013, 17:56
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davidem27 ha scritto:
Ovunque, da Nuovo Orione ai vari libricini per chi inizia, c'è scritto che la formula di Dawes è la 120/D. :uhm:

come scrive Andrea è un po' una questione di lana caprina però questo non è un buon motivo per esporla in modo scorretto come fanno tanti libriccini e soprattutto tanti siti web. Comunque la si voglia vedere, infatti, 120/D non è la formula di Dawes.

Il 120/D nasce nell'ambito dell'osservazione delle stelle doppie perché gli astronomi che le misuravano all'oculare del telescopio (oggi non si fa quasi più) adottavano per convenzione come definizione di potere separatore gli 85/100 del raggio del primo anello scuro della figura di diffrazione, e questo senza alcun riferimento a Mr Dawes e alla sua formula. Che poi alla fine convertendo quest'ultima per usarla coi millimetri oppure modificando la formula di Rayleigh si arrivi a numeri simili, questo è un altro discorso.

Molto immodestamente vorrei segnalare un piccolo articolo che ho scritto su questo argomento e altri correlati.

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Raf

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MessaggioInviato: mercoledì 14 giugno 2017, 10:47 
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Bell'articolo!

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MessaggioInviato: mercoledì 14 giugno 2017, 11:01 
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Che sia lana caprina non ci piove :)
Come d'altronde lo è questo thread :)

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MessaggioInviato: mercoledì 14 giugno 2017, 11:41 
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Iscritto il: lunedì 18 febbraio 2013, 13:55
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BENE !!!

Acclarato che il limite di Dawes è 4,56/D con D espresso in inches (pollici), la sua equivalenza per un diametro espresso in millimetri è (4,56*25,4)/D e cioé:

115,824 / D

ovvero empirica tout-court, e senza nessuna considerazione per la lunghezza d'onda della luce !

Personalmente considero questo un punto fermo.

Grazie Raf584 !

P.S. @davidem27: amo i thread di "lana caprina", sono gli unici che possono portare a qualche informazione certa, quando ce ne sono molti che sono poco più che caxxeggio ... e perdonate il francesismo ... :wink:

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MessaggioInviato: mercoledì 14 giugno 2017, 12:27 
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Iscritto il: mercoledì 15 ottobre 2008, 17:01
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Ehm, effettivamente nella formula che uso c'è 115,8... :mrgreen: Avevo approssimato a 116... :lol:

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Ciò che non ha termine non ha figura alcunaLeonardo da Vinci


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MessaggioInviato: mercoledì 14 giugno 2017, 13:39 
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Iscritto il: venerdì 10 febbraio 2006, 0:42
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Località: 41°N 16°E
Tipo di Astrofilo: Visualista
bardix ha scritto:
amo i thread di "lana caprina", sono gli unici che possono portare a qualche informazione certa, quando ce ne sono molti che sono poco più che caxxeggi

Spulciare un argomento e capirlo fino in fondo si chiama approfondimento.
E' la naturale evoluzione dell'hobby.
La linea comune che c'è dall'inizio e che porta avanti l'appassionato si chiama "curiosità".
Se questa cresce, porta dietro esperienza, coscienza e annaffia la motivazione.
A volte la "lana caprina" è quel pizzico di pepe che ci vuole ;)

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MessaggioInviato: mercoledì 14 giugno 2017, 14:56 
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Iscritto il: mercoledì 15 ottobre 2008, 17:01
Messaggi: 18194
Località: Firenze
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Debbo dire che concordo con Raffaele quando nell'articolo "Lo star test prima di Suiter" dice: Oltre ad offrire a tutti la possibilità di riconoscere e, quando possibile, correggere le magagne ottiche dei telescopi, il libro di Suiter ha avuto però anche dei risvolti negativi, in particolare fornendo combustibile alla strumentite acuta che affligge tanti astrofili in tutto il mondo: da metodo semplice e sensibile per verificare qualitativamente un’ottica astronomica lo star test ha finito pian piano col diventare spesso una sorta di ossessione, addirittura un incubo per molti possessori di strumenti, preoccupati anche dei più piccoli difetti visibili nell’immagine di diffrazione fornita dai loro adorati e sovente costosissimi telescopi.
Alla fine molti astrofili a volte più che delle vere e proprie osservazioni fanno dei test alla propria attrezzatura, cercando sempre il limite della risoluzione dei propri strumenti e se questi arrivino o meno a detto limite calcolato.
Il bello è che i neofiti spesso arrivano già "contaminati" da questa febbre e prima ancora di osservare qualcosa cominciano a smanettare col telescopio cercando di collimarlo (come purtroppo molti "esperti" consigliano loro di fare subito) con esiti alla fine disastrosi.

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MessaggioInviato: mercoledì 14 giugno 2017, 15:22 
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Mauro Narduzzi
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MessaggioInviato: giovedì 15 giugno 2017, 7:18 
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fabio_bocci ha scritto:
Alla fine molti astrofili a volte più che delle vere e proprie osservazioni fanno dei test alla propria attrezzatura, cercando sempre il limite della risoluzione dei propri strumenti e se questi arrivino o meno a detto limite calcolato.


Forse questo post è un po' O.T., ma mi viene voglia di aprire un altro thread specifico su questo argomento ...

@Mauro: mi sa che la tua sia una indispensabile "deformazione professionale", ma mi pare che siamo sulla stessa barca ... :wink: ...

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MessaggioInviato: giovedì 15 giugno 2017, 11:37 
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Iscritto il: mercoledì 2 gennaio 2008, 9:06
Messaggi: 5536
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Cita:
Buongiorno Fulvio,

premettendo tutto il rispetto che porto alla tua persona, alla tua esperienza ed a tutto l'impegno che profondi per l'astrofilia e per questo forum, però mi permetterei di darti una tiratina d'orecchio.
fulvio mete ha scritto:
Cita:
L'unica cosa che ancora mi è difficile "digerire" è l'uso dei 550 contro i 507 nanometri, anche se ne capisco la ratio.

Cita:
Secondo me i 550 nm derivano dal fatto che nell'osservazione delle stelle doppie normalmente si apprezzano i colori delle stelle. Quindi la visione è in questo caso fotopica

Si, perchè a 550 nm c'è il picco di sensibilità dell'occhio umano nella visione diurna (fotopica).

Se tu avessi fatto il piccolo sforzo di leggere tutti i post di questo argomento (non soltanto gli ultimi) avresti visto che le informazioni che porti in questo tuo intervento facevano parte del primo post:

Beh, penso di poter esprimere un parere

Cita:
bardix ha scritto:
Però 550 micron (o meglio 555, secondo alcune nuove misure) è la massima sensibilità dell'occhio umano alla luce diurna (visone fotopica) dovuta ai coni, ...

anche se ho sbagliato scrivendo micron al posto di nanometri.

Certo, errore plausibile
Cita:
Quello che invece non ho capito è questo:
Come Raf584 (ma anche altri autori) affermano
Raf584 ha scritto:
Il limite di Dawes è puramente empirico, ....
Solo a posteriori si vede che corrisponde a una certa percentuale del limite di Rayleigh, e agli osservatori di stelle doppie va bene così perché per loro il limite di Rayleigh è troppo tollerante.

il limite di Dawes sarebbe tout-cour pari a 120/D ottenuto esclusivamente in modo empirico.

Tu dici che
fulvio mete ha scritto:
Sicuramente: lambda è parte delle formule, sia di Raleigh che di Dawes.

e quindi, contrariamente a quanto sopra, tale limite non è empirico ma deriva dalla formula

1.025 * 550 * 0.206/D che, svolgendo, sarebbe pari a 116/D

come nella pagina che avevo linkato (http://www.cityastronomy.com/rez-mag-contrast.htm).

In questa stessa pagina, poi, si affermano entrambe le cose, sia che il limite di Dawes sia empirico sia che sia una percentuale (pari a 100*1.015/1.22 = 84%) di quello di Rayleigh ...

Concordo con quanto Raf ha detto, (spero di non sbagliarmi altrimenti le mie orecchie si allungano troppo) le formule di Raleigh e di Dawes sono distinte, ma quest'ultima è empirica in quanto basata su un gran numero di osservazioni di stelle doppie, che poi sia una percentuale di quella di Raleigh secondo me è una conseguenza casuale.Forse sono stato male interpretato, nel senso che, anche se la formula di Dawes non cita espressamente lambda, essa è stata tuttavia concepita in condizioni osservative con lambda intorno ai 550 nm, quindi non prescinde totalmente da lambda.

Cita:
Acclarato che il limite di Dawes è 4,56/D con D espresso in inches (pollici), la sua equivalenza per un diametro espresso in millimetri è (4,56*25,4)/D e cioé:

115,824 / D

ovvero empirica tout-court, e senza nessuna considerazione per la lunghezza d'onda della luce !

Personalmente considero questo un punto fermo.

Si, ma forse questo è il punto debole della formula di Dawes, concepita sulla base di osservazioni visuali e quindi per lambda nella regione verde-gialla dello spettro, che a mio avviso può dare risultati falsati nelle osservazioni CCD nelle regioni UV e IR.Per inciso, non credo che in ottica si possa mai prescindere dalla lunghezza d'onda della luce.

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Fulvio Mete
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