1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
MessaggioInviato: lunedì 1 agosto 2016, 15:01 
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Iscritto il: venerdì 23 giugno 2006, 13:32
Messaggi: 4790
Località: Canossa (RE)
Tipo di Astrofilo: Visualista
Qualche volta, la febbre d'apertura può causare un caso severo di danni al cervello. Il tipo che ti costringe a fare un acquisto che secondo tutti gli standard accettabili andrebbe considerato pazzo. Ecco il caso di quelli che decidono di comprare un binoscopio gigantesco. Già molto è stato detto sui grandi svantaggi del binodobson. Insomma, ci dev'essere una ragione perché quasi nessun'azienda di telescopi li offre. Ma questi pregiudizi sono veri o sono soltanto basati su assunzioni senza l'esperienza vera per confermarli? Per scoprirlo, ho portato il mio nuovissimo binodobson da 18" al Panarotta dove i nostri amici Trentini hanno organizzato un bellissimo Star Party lo scorso weekend. Inanzitutto vorrei ringraziare tutti loro per la loro ospitalità, la loro gentilezza e l'entusiasmo con cui mi hanno accolto. Mi piacerebbe anche tanto di sentire i commenti su questo articolo di tutti coloro che erano lì. Così l'articolo diventerà più completo e più corretto.

Questo binodobson è stato costruito in Olanda dal costruttore conosciuto il Sig. Arie Otte. Il lavoro su questo gioiello gli ha preso non meno di 15 mesi e potete immaginarvi quant'ero emozionato quando l'ha finalmente consegnato un mese fa. Come sapete, ho trovato l'osservazione con un solo occhio sempre più faticoso e ho posseduto o provato quasi ogni torretta binoculare sul mercato, da una cinesina, al magnifico Denk II fino ad un'incredibile Siebert da 2". Sfortunatamente nessuna di queste mi ha impressionato davvero alla fine. Vignettatura, un ingrandimento addizionale e una costante perdita di luce (anche nel modello da 2") mi hanno sempre più frustrato. Quindi c'era solo un'ultima soluzione: un grande binoscopio. Non c'è tanta informazione affidabile in giro, ma tutti gli articoli e tutte le testimonianze che ho trovato parlavano in superlativi quindi ne ho ordinato uno. Era un salto spaventoso nel buio perché un binodobson non è veramente uno strumento economico e non ho avuto l'occasione di provarne uno, a parte un'occhiata brevissima nel mostruoso 24" di Andrea Boldrini, prima che arrivassero le nuvole. Ma il buon Sig. Otte ha sempre risposto con grande pazienza e argomenti scientifici solidi a tutte le mie domande, quindi ho preso il salto.

Prima, parliamo di numeri. Il binodobson è largo 145cm, alto 220cm e pesa intorno 150kg. Quindi è grande... molto grande. Le ottiche sono due specchi da 18" fatti da Nichol in Inghilterra, curvati a f/5. Dei focali più spinti farebbero la collimazione troppo critica e come vedremo la collimazione di un binodobson non è un gioco da ragazzini. Il telescopio arrivava completo con delle ventole (anche per il "boundary layer"), Telrad, ruote, impianto anti-appanamento per i secondari, Argo Navis e ServoCat che vengono nutriti da tre batterie ricaricabili interni. Il tutto sta perfettamente montato nel carrello che ho comprato apposto.

Una parola sulla collimazione. Come ho già scritto in altri post, un binodobson richiede la collimazione di due tubi ottici al posto di uno. Per fortuna il Sig. Otte ha previsto dei bastoni lunghi che permettono la collimazione dei primari all'oculare. Questi servono anche per l'allineamento dei tubi, ma parlerò di questo dopo. In più, un binodob ha due specchi terziari che possono essere collimati facilmente con dei viti sotto la loro montatura. Una volta fatta, normalmente non richiedono la collimazione ogni volta. Poi si aspetta il buio per vedere se le stelle nelle due immagini si fondono. Nel caso di no, devi aggiustare l'allineamento girando i bastoni di collimazione di uno dei primari, perciò leggermende scollimandolo. In genere quest'errore rimane invisibile. Nel caso invece che diventasse comunque visibile, devi ricollimare il primario in questione spostandolo lateralmente. In un colpo di genio, il Sig. Otte non ha fissato i primari con una cinghia, stile Kriege, ma con due cuscinetti a sfera. (S)vitandoli, il primario si sposta e la collimazione perfetta è ristabilita. Anche questa è una cosa che normalmente si deve fare solo una volta e poi rimarrà apposta per molto tempo. Insomma, la collimazione intera del binodobson non richiede più di... 5 minuti!

Adesso arriviamo al sodo. Come sono le prestazioni di un binoscopio confronto ad un telescopio classico? In teoria, un binoscopio offre le stesse prestazioni di un monoscopio con 1,42 volte il diametro. Nel caso del mio 18" per es., sarebbe confrontabile con un 25" monoscopio. Ma questa è soltanto la teoria ottica quando si parla di risoluzione e raccolta di luce. Nella pratica un binoscopio offre un contrasto molto superiore, confrontabile ad un telescopio fino a 1,8 volte il diametro! Nel mio caso sarebbe un Dobson da 32"! La ragione per questo è che quando si osserva ai limiti, l'occhio accetta tanti segnali di luce "falsi" come se fossero "veri". Ma la possibilità che un tale segnale falso viene accettato da due occhi simultaneamente è ovviamente molto inferiore. Questo risulta in uno sfondo più scuro nell'osservazione binoculare ed il contrasto aumenta sensibilmente.

Per scoprire quanto sensibilmente, i miei amici hanno messo il binodobson da 18" di fianco a due Dob classici da 20" e di altissima qualità: un f/5 Starsplitter II con ottiche Galaxy dell'associazione locale e un incredibilmente bello f/3,7 tutto fatto a mano da un artista il nome di cui ho sfortunatamente dimenticato ma il suo lavoro straordinario rimarrà sempre nella mia memoria. La location era il monte Panarotta ad un'elevazione di oltre 1.700m e un cielo con SQM di sicuramente 21,2. Infine, non c'era confronto. Preferirei che i miei amici lo confermassero per non sembrare sprezzante, ma il binodob ha tirato fuori dei dettagli che nei 20" si poteva solo sognare, senza voler minimizzare lo spettacolo che anche questi strumenti offrivano. Un esempio era la piccola planetaria NGC6905 nel Delfino, la quale mostrava tutta la sua struttura interna, tutti i filamenti più delicati, proprio come una foto. Il grande Fede (che conoscete tutti suppongo) commentava dopo che questa planetaria era la cosa più bella che avesse visto quella sera. Tutti erano d'accordo che il contrasto era talmente superiore e menzionavano con grande entusiasmo sull'effetto 3D che il binoscopio offriva. Per la prima volta ho l'impressione che l'osservazione visuale si avvicina proprio alla fotografia ad alta risoluzione. Non c'è più bisogno della visione distolta. Quando stavo cercando il Quintetto di Stephan, l'Argo Navis non era ancora allineato a modo e finivo per caso su una galassietta chiarissima, chiamata NGC7315. Dopo risultava di essere mag. 14. Non potevo crederlo prima perché l'avevo stimato almeno mag. 12 prima all'oculare. Questo è il potere di cui stiamo parlando. Il Quintetto stesso era così chiaro che tutti i 5 membri saltavano fuori senza la minima fatica e con delle strutture evidenti in essi. Dopo ho dovuto tornare su questo oggetto altre due volte per dare l'opportunità ad altri di vederlo perché non volevano credere quello che i loro amici li avevano raccontato. Qualcuno mi diceva che il binodobson aveva superato a gran lungo tutte le sue aspettative. Posso aggiungere che ha superato anche tutte le mie. La visuale che batte la fotografia (per la maggior parte in bianco e nero ovviamente).

Per quanto riguarda la risoluzione, non ho ancora avuto l'opportunità di fare un vero test sui pianeti, Marte e Saturno essendo dietro gli alberi. Ma non ho mai visto delle doppie così nitide e ben separate. I globulari si risolvono con una facilità che ti toglie il fiato e appaiono come delle sfere, piuttosto che dei dischi granulosi.

Un grande svantaggio devo menzionare però, ed è la difficoltà di osservare allo zenit. Il sig. Otte ha preferito di mettere gli oculari tra i tubi stessi per permettere l'osservazione anche vicino all'orizzonte. Ma questo rende l'osservazione allo zenit quasi impossibile perché si deve inchinare molto in avanti e su una scala già abbastanza alta. Ma diciamo che fino ad 80° si osserva comodamente, anche se si deve sempre stare su una scala.

Un'ultima parola sul costo. Un binodobson viene spesso scartato perché si crede che sia troppo caro. E' vero che questo 18" ha costato un po' di soldi. Ma sorprendentemente... dei migliaia di $ in meno confronto ad un 25" Obsession con Argo e ServoCat, se conti anche la spedizione e la dogana. Ed è almeno uguale, se no superiore. Uno svantaggio invece è che devi sempre comprare delle coppie di oculari e filtri e questo aggiunge parecchio al costo totale. Devi anche stare attento a quali oculari che scegli perché usare una coppia di 22mm Nagler è possibile per quasi tutti ma per la maggior parte di noi i 24mm Explore Scientific da 82° sono troppo grossi. Dall'altro lato, la ricompensa semplicemente non ha prezzo. Personalmente non esiterei nemmeno un secondo se dovessi scegliere tra un 25" Obsession o il 18" bino. Per alcuni invece può essere diverso perché non tutti osservono così facilmente con due occhi.

Insomma, posso ancora capire perché ci sono così pochi binodob in giro. La maggior parte degli argomenti pratici risultano di essere falsi perché usare questo 18" è sorprendentemente facile, una volta che si ottiene un po' d'esperienza con la procedura di collimazione. Ma la costruzione è così complesso che anche dopo aver costruito numerosi binodobson il Sig. Otte ha incontrato una lunga seria di difficoltà con il mio. Ma la sua passione ha sempre prevalso e mi sento estremamente onorato e privilegiato che ho potuto diventare il custode della sua ultima opera d'arte. Ultimamente mi ha fatto sapere che continuerà comunque con la sua attività e questo è un bene impagabile per noi astrofili in tutto il mondo perché è solo grazie alle persone come lui che noi possiamo davvero godere lo spettacolo del cielo notturno. Vorrei ringraziarlo ancora una volta per la sua professionalità, la sua dedicazione e la sua amicizia e non smetterò di consigliare i suoi telescopi a tutti.

http://arieotte-binoscopes.nl/

Peter


Allegati:
Commento file: Un 20" Starsplitter II trasportato... in una Panda... :-)
20160729_152916 (copy).jpg
20160729_152916 (copy).jpg [ 378.37 KiB | Osservato 1888 volte ]
Commento file: Il magnifico 20" f/3,7 autocostruito...
20160729_200431 (copy).jpg
20160729_200431 (copy).jpg [ 373.21 KiB | Osservato 1888 volte ]
Commento file: Il 18" Otte con il 20" Starsplitter nello sfondo...
20160729_162354 (copy).jpg
20160729_162354 (copy).jpg [ 340 KiB | Osservato 1888 volte ]

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18" f/5 Arie Otte binodobson
2 x 36mm Siebert Observatory, 2 x 22mm Nagler t4, 2x 12mm Nagler t4,
2 x 9,9mm Siebert Starsplitter, 2 x 8mm Delos, 2 x 4,5mm Delos
RP Optix 23-41x100 con 2 x 21mm Siebert Ultrawide
http://www.astronomydrawings.com
http://astronomydrawings.blogspot.it/
Facciamola finita con le luci stradali: https://www.youtube.com/watch?v=l_5ycdkhH8o


Ultima modifica di Peter il martedì 2 agosto 2016, 11:56, modificato 3 volte in totale.
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MessaggioInviato: lunedì 1 agosto 2016, 18:54 

Iscritto il: giovedì 29 agosto 2013, 9:23
Messaggi: 192
Località: Parma
Tipo di Astrofilo: Visualista
Stupendo, Peter, e descrizione affascinante! Complimenti


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MessaggioInviato: martedì 2 agosto 2016, 10:48 
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Iscritto il: sabato 11 febbraio 2006, 12:43
Messaggi: 15094
Località: Milano
Tipo di Astrofilo: Visualista
Gran belle "prime impressioni", ora attendiamo che integrerai questo con le future osservazioni. :wink:



Ps.: Aggiunto in lista nel 3D dei test.

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Associazione Astronomica Mirasole (Astromirasole).
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Newton: Barile 400/1830 mm; Obice 200/1650 mm; Bidoncino 114/1300 mm con primario disalluminato. ••• Rifrattori: Nano apo 80/480 mm; Milo acro 76/1400 mm; 60ino acro 60/700 mm. ••• Binocoli: Vixen Ark 30x80, Vixen Ultima 8x56, Vortex Diamonback 8x42, Canon 10x30 IS II, Vortex Vanquish 8x26, Pentax Papilio 6,5x21.


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MessaggioInviato: martedì 2 agosto 2016, 11:40 
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Un racconto ottimo per sognare ad occhi aperti *_*

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MessaggioInviato: martedì 2 agosto 2016, 12:18 
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Ho osservato NGC 6905 due volte con il 60 cm. Da Casera Razzo il 27/8/2011 SQM 21.4. Era piccola a 160x mentre a 265x si vedeva un guscio ellittico con la stella centrale. Da Prato Piazza il 17/8/2012 SQM 21.5. Assomigliava a una caramella con un corpo centrale tozzo e due orecchie (come una M27 in miniatura). Non ho annotato la visione di alcun filamento interno (ma può essere che l'interno fosse visibile con qualche irregolarità).

Vedi se hai osservato altre cose di quelle che ho annotato qua.
http://dobsoniani.forumfree.it/?t=62771987


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MessaggioInviato: mercoledì 3 agosto 2016, 11:22 
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Iscritto il: venerdì 23 giugno 2006, 13:32
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Località: Canossa (RE)
Tipo di Astrofilo: Visualista
Grazie a tutti per i bellissimi commenti!

@Xenomorfo: Nel binodob a 285x la Blue Flash mostrava proprio dei filamenti interni, come sulle foto! :look:

Ciaooo!

Peter

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MessaggioInviato: mercoledì 10 agosto 2016, 16:11 
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Ecco come ho visto la Blue Flash nel binocolone...

Peter

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MessaggioInviato: mercoledì 10 agosto 2016, 20:00 
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Iscritto il: mercoledì 2 gennaio 2008, 9:06
Messaggi: 6426
Località: Roma
Complimenti per la descrizione, le osservazioni e la bella realizzazione, ti auguro di potertici divertire a fondo e con soddisfazione.

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Fulvio Mete
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http://www.lightfrominfinity.org

http://www.pno-astronomy.com


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MessaggioInviato: giovedì 11 agosto 2016, 11:42 
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Iscritto il: venerdì 23 giugno 2006, 13:32
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Grazie mille, Fulvio!

Peter

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MessaggioInviato: venerdì 12 agosto 2016, 17:50 
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Iscritto il: lunedì 19 gennaio 2009, 21:32
Messaggi: 2608
Località: LV426/Acheron
Mi piacerebbe fare un confronto fianco a fianco, anche per capire se e quale "equivalenza" possa essere fatta. Mi sa però che per il prossimo anno non se ne parla (sarò negli USA).

Dar disegno (che è molto più chiaro della descrizione) strutture come quelle che hai disegnato generalmente le vedo nelle planetarie, però a memoria non saprei dire che cosa ho visto "dentro" la 6905. Invece io ho segnato di aver visto le due "orecchie", che però tu non hai disegnato. Quindi boh... sarebbe utile un confronto per capire che equivalenza c'è.

I due 18" come superficie fanno più di 60 cm, poi va contato che il sistema visivo binoculare è fatto apposta per ridurre il rumore di un occhio solo e quindi è credibile che le immagini siano percepite con maggior contrasto. Magari viene fuori che un bino d 16" è meglio di un mono da 24".
In termini di peso il mio sta sui 90 kg e il mirror box sui 75x75 che ci sta nella Rav4. La valutazione andrebbe fatta anche su questo aspetto (ho pensato più volte di salire ancora di diametro ma come lo trasporto?) oltre che sul costo totale. Però sarebbe utile sapere se conviene dividere il tubo in due, a parità di peso ingombro e costo (e quindi prima andrebbe capito quale sia l'apertura equivalente).


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