1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
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MessaggioInviato: giovedì 16 febbraio 2006, 19:35 
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Iscritto il: giovedì 9 febbraio 2006, 19:35
Messaggi: 530
Località: Carpi (MO)
Sostanzialmente l’unica differenze che riscontro è il cromatismo.
Nel tripletto è completamente assente mentre nel doppietto rimane un leggero alone viola nelle immagini più luminose. Per entrambi il contrasto sui pianeti è molto buono e gli ammassi si risolvono molto bene già a bassi ingrandimenti; per quanto riguarda l’osservazione di nebulose siamo ai livelli di un 20 – 22 cm a specchio.
Per esempio nel settembre 2005 allo star party di Saint Berthelemy dove il cielo era abbastanza limpido
con l’apo f. 7 sono riuscito a vedere la nebulosa velo del cigno (la parte più luminosa) senza l’ausilio di nessun filtro nebulare (non hai livelli di un 25 – 30 cm ma comunque visibile).
Per quanto riguarda la progettazione il tripletto è composto da fluorite sintetica protetta da due crown a bagno d’olio.
Per il doppietto ho ricercato due tipi di vetro che mi permettessero di ottenere i raggi di curvatura interni identici per porterlo realizzare in bagno d’olio e che nello stesso tempo mi rispettasse le condizioni di aplanaticità che hanno i doppietti spaziati.
Maurizio F.

_________________
tripletto apo 155 f. 7 a contatto
oculari clave': 5,6,8,12,16,20,25,35,45
zoom vixen 8-24; zoom hyperion 8-24
erfle 40mm, wide scan II 30mm, leica 14mm wa
pentax xl: 21-10.5-5.2, radian 3mm
prisma di Herschel 2"
canon 550d
losmandy g 11


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MessaggioInviato: venerdì 17 febbraio 2006, 8:55 
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Iscritto il: giovedì 9 febbraio 2006, 18:08
Messaggi: 1383
ForMa55 ha scritto:
Sostanzialmente l’unica differenze che riscontro è il cromatismo.
Nel tripletto è completamente assente mentre nel doppietto rimane un leggero alone viola nelle immagini più luminose. Per entrambi il contrasto sui pianeti è molto buono e gli ammassi si risolvono molto bene già a bassi ingrandimenti; per quanto riguarda l’osservazione di nebulose siamo ai livelli di un 20 – 22 cm a specchio.
Per esempio nel settembre 2005 allo star party di Saint Berthelemy dove il cielo era abbastanza limpido
con l’apo f. 7 sono riuscito a vedere la nebulosa velo del cigno (la parte più luminosa) senza l’ausilio di nessun filtro nebulare (non hai livelli di un 25 – 30 cm ma comunque visibile).
Per quanto riguarda la progettazione il tripletto è composto da fluorite sintetica protetta da due crown a bagno d’olio.
Per il doppietto ho ricercato due tipi di vetro che mi permettessero di ottenere i raggi di curvatura interni identici per porterlo realizzare in bagno d’olio e che nello stesso tempo mi rispettasse le condizioni di aplanaticità che hanno i doppietti spaziati.
Maurizio F.


Ottima descrizione , in effetti il cromatismo nei doppietti è praticamente ineliminabile mentre il tripletto restituisce immagini più "pure".
Greazie ancora. :wink:

Alessandro


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MessaggioInviato: venerdì 17 febbraio 2006, 13:06 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 19:28
Messaggi: 1656
Località: Prov. di Alessandria
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Per eliminare il cromatismo con un doppietto non si dovrebbe usare lo schema ottico dei takahashi? Elemento alla fluorite naturale davanti?


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MessaggioInviato: venerdì 17 febbraio 2006, 16:25 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 16:12
Messaggi: 389
Località: Settimo di Pescantina VR
Tipo di Astrofilo: Visualista
per quanto ne so la fluorite dei Taka dovrebbe essere sintetica, non naturale. Non ho mai osservato attraverso un tripletto quindi non posso fare paragoni, cmq credo che vedrò lo spettro residuo nel mio Taka solo il giorno che potrò metterlo in parallelo con un tripletto AP, TEC o TMB.

_________________
ciao Andrea.

"Look mummy, there's an airplane up in the sky" R.W.


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MessaggioInviato: venerdì 17 febbraio 2006, 19:37 
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Iscritto il: giovedì 9 febbraio 2006, 19:35
Messaggi: 530
Località: Carpi (MO)
Il doppietto che ho realizzato è un “acromatico”.
Si possono realizzare anche dei doppietti semi-apocromatici ma utilizzando vetri esotici che non sono l’FPL53 o la fluorite naturale.
Invece tutti i doppietti apocromatici come i takahashi, la fluorite può essere messa davanti oppure dietro, è solo una scelta progettuale ma la correzione finale è la stessa, che però è certamente minore che in un tripletto.
Una correzione un "po’" più spinta si può ottenere con obiettivi a quadrupletto ma la realizzazione e il relativo assemblaggio diventano "molto" più impegnativi.
Maurizio F.

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MessaggioInviato: venerdì 17 febbraio 2006, 22:17 

Iscritto il: mercoledì 15 febbraio 2006, 23:53
Messaggi: 39
Alcune sere fa ho osservato con un amico marte, saturno (bellissimo), la luna quasi piena e qualche doppia con il taka 128 e oculari takahashi 18 - le 5 - le 2,8 sinceramente non ho osservato nessun residuo cromatico anzi, paragonandolo ad un astro-physics 180 EDT (un eccellente apocromatico a tre elementi) mi è parso di vedere nel taka un fondo cielo leggermente più scuro, forse la spiegazione sta nel fatto che le due lenti assorbono meno luce che nell'astro-physics.


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MessaggioInviato: venerdì 17 febbraio 2006, 23:50 
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Iscritto il: giovedì 9 febbraio 2006, 19:35
Messaggi: 530
Località: Carpi (MO)
il fatto di avere fisto il fondo cielo più scuro nel taka è sicuramento dovuto al diametro minore rispetto all'Astro physics.
Per quanto riguarda l'assorbimento di luce in più del tripletto rispetto al doppietto sono pienamente d'accordo ma la perdita è in una percentuale veramente bassa.
Maurizio F.

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