1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Spaziato aria VS spaziato olio
MessaggioInviato: giovedì 9 febbraio 2006, 15:41 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 16:12
Messaggi: 389
Località: Settimo di Pescantina VR
Tipo di Astrofilo: Visualista
vorrei sentire dai rifrattoristi pregi e difetti della spaziatura in aria rispetto a quella in olio.
Visto che tutte le casa produttrici di apo di alta qualità spaziano in aria eccetto la TEC, a quanto mi risulta, che spazia in olio, mi chiedevo se in TEC hanno inventato l'acqua calda o che cosa?
Magari ne avrete già dibattuto nel vecchio forum ma credo sia comunque un argomento di interesse, per così dire, accademico.

Da ignorante in materia mi verrebbe da pensare che lo strato d'olio per quanto sottile rappresenta un ulteriore ostacolo per la luce che già deve oltrepassare un tripletto di lenti.
Come pro, mi verrebbe da pensare che l'olio protegge le superfici interne delle lenti dal degrado mentre l'aria ha comunque una seppur piccola azione ossidante.

Ma ripeto sono solo mie supposizioni, è per questo che chiedo lumi a chi conosce la materia.

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ciao Andrea.

"Look mummy, there's an airplane up in the sky" R.W.


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MessaggioInviato: giovedì 9 febbraio 2006, 16:38 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 19:28
Messaggi: 1656
Località: Prov. di Alessandria
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Se non sbaglio anche AP ha (o aveva) tripletti spaziati in olio
Secondo me e' un problema in fase di assemblaggio...non e' facile mettere lo strato di olio giusto, inserire la guarnizione e chiudere tutto in maneira ottimale...inoltre con sbalzi termini la guarnizione potrebbe lasciar passare dell'olio e sarebbe un bel problema
Anche io ho un tripletto spaziato in olio fatto da Zen e per fortuna ( tocca ferro ) non ha problemi.....pero' attualmente Zen ha sostituito il suo tripletto spaziato in olio con uno spaziato in aria


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MessaggioInviato: giovedì 9 febbraio 2006, 17:37 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 16:29
Messaggi: 5841
Località: Truccazzano (MI)
Tipo di Astrofilo: Fotografo
Per quel che ne so io (poco!), la spaziatura ad olio permette di avere una maggior libertà in fase di progettazione per il diverso indice di rifrazione di questa sostanza rispetto all'aria. Ciò permetterebbe una più accurata correzione cromatica ma, oggi, con il numero di vetri disponibili penso sia possibile ottenere i medesimi risultati optando per vetri dalle caratteristiche idonee allo scopo (magari più costosi di quelli necessari per lo stesso risultato ma con spaziuatura ad olio). Sono molto curioso anch'io, se qualcuno sapesse qualcosa di più...


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MessaggioInviato: giovedì 9 febbraio 2006, 18:16 
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Iscritto il: giovedì 9 febbraio 2006, 18:08
Messaggi: 1383
A mio parere la spaziatura in Olio non è certamente duratura come quella in aria , non per nulla le più blasonate case costruttrici di Apocromatici (AP , Pentax e TMB) hanno puntato decisi verso un prodotto caro ma perfetto in ogni sua componente nonchè longevo ; se TEC fosse stato spaziato in aria credo l'avrei già acquistato.

Cieli sereni


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MessaggioInviato: giovedì 9 febbraio 2006, 19:42 
Operatore Commerciale
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Iscritto il: giovedì 9 febbraio 2006, 19:35
Messaggi: 530
Località: Carpi (MO)
Mi ripresento, sono Maurizio Forghieri e ho scritto diverse volte mesi fa sul vecchio forum.
entro subito in argomento.
La spaziatura in olio è piuttosto importante.
Primo perché elimina le riflessioni interne da tutti i passaggi vetro-aria-vetro, secondo perché il suo utilizzo nelle superfici interne dei rifrattori elimina eventuali piccoli errori di lavorazione.
La spaziatura in aria serve essenzialmente per avere un grado di libertà in più per le correzioni delle aberrazioni geometriche oltre ad avere la possibilità di giocare su due raggi di curvatura anziché uno ( le superfici a contatto in olio devono avere lo stesso raggio di curvatura).
Quindi il progettista ha una maggiore possibilità di scelta nei vetri, mentre con le superfici interne a contatto (si esso doppietto, tripletto a anche quadrupletto) è necessaria una maggiore abilità e pazienza nella ricerca dei vetri idonei per ottenere le stesse correzioni geometriche.
Alla fine però è come avere una lente unica con i vantaggi che ho elencato sopra.
Maurizio F.:


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MessaggioInviato: venerdì 10 febbraio 2006, 10:50 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 17:47
Messaggi: 116
Località: Aprilia -LT-
Io presi il TEC appunto per i vantaggi che offre la spaziatura in olio rispetto a quella in aria proprio come ha elencato Forma55 che in due parole ci ha spiegato esaustivamente l'argomento evitandoci ore di ricerca su internet.

grazie forma55
r.

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MessaggioInviato: venerdì 10 febbraio 2006, 11:02 
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Iscritto il: giovedì 9 febbraio 2006, 18:08
Messaggi: 1383
riccardo ha scritto:
Io presi il TEC appunto per i vantaggi che offre la spaziatura in olio rispetto a quella in aria proprio come ha elencato Forma55 che in due parole ci ha spiegato esaustivamente l'argomento evitandoci ore di ricerca su internet.

grazie forma55
r.


Ok i vantaggi ma i possibili effetti a posteriori di una spaziatura in olio quali sarebbero ?
I timori espressi da Giuliano sopra sono fondati ?
Il problema è che , quando si affronta una spesa assolutamente importante si deve necessariamente valutare sia i pro che i contro della tecnologia impiegata e la relativa durabilità oltre che eventuali costi di manutenzione.

Ciao :wink:


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MessaggioInviato: venerdì 10 febbraio 2006, 12:23 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 17:47
Messaggi: 116
Località: Aprilia -LT-
non credo che sbalzi termici o piccoli urti possano addirittura provocare la fuoriuscita dell'olio.
Daltronde se gli sbalzi termici provocassero dei danni del genere allora ne sarebbero affetti anche i rifrattori spaziati in aria. probabilmente le lenti si disasserebbero con ovvie conseguenze.
Forse sto dicendo castronerie ma se succedesse una cosa del genere mi metterei a piangere e singhiozzare in tutte le lingue del mondo.
Credo che siano garantiti per un certo numero di anni contro questi inconvenienti.
Se fra 50 anni il mio tec perderà olio...ai posteri l'ardua sentenza.
r.

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MessaggioInviato: venerdì 10 febbraio 2006, 13:40 
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Iscritto il: giovedì 9 febbraio 2006, 19:35
Messaggi: 530
Località: Carpi (MO)
Io mi sento di dire che tutti i possessori di rifrattori a contatto in olio possono dormire sonni tranquilli.
Quelli che mi sono autocostruito sono a contatto in olio e fin ad oggi non mi hanno mai dato problemi di deterioramento.
Posso aggiungere che mio suocero possiede un Astrophysique da 180mm in olio da quasi 20 anni, è ancora oggi come se fosse appena uscito dalla fabbrica, a parte quel po di polvere che si può depositare sulla lente frontale.
Maurizio F.

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tripletto apo 155 f. 7 a contatto
oculari clave': 5,6,8,12,16,20,25,35,45
zoom vixen 8-24; zoom hyperion 8-24
erfle 40mm, wide scan II 30mm, leica 14mm wa
pentax xl: 21-10.5-5.2, radian 3mm
prisma di Herschel 2"
canon 550d
losmandy g 11


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MessaggioInviato: venerdì 10 febbraio 2006, 15:10 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 16:12
Messaggi: 389
Località: Settimo di Pescantina VR
Tipo di Astrofilo: Visualista
ForMa55 ha scritto:
a parte quel po di polvere che si può depositare sulla lente frontale.
Maurizio F.


non la può togliere?
Te lo chiedo perchè prima o poi dovrò pulire la lente del mio Taka128 e mi chiedevo come fare, prima di fare cazzate.
Ho ordinato il Baader optical sia liquido che panno, che dicono vada molto bene, ma prima di usarlo sul Taka vorrei essere sicuro.
Il tecnico mi ha detto di soffiare via prima la polvere in eccesso e poi di usare i prodotti della Baader che vanno benissimo.

Chi ha suggerimenti per la pulizia di lenti del genere?

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ciao Andrea.

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