1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: martedì 21 febbraio 2006, 8:35 

Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 16:18
Messaggi: 56
Località: Teglio Veneto
Tipo di Astrofilo: Fotografo
Alfonso ha scritto:
mi inserisco in questa interessante discussione

solo per dire che c' è un grande astroimager italiano

che acquisisce tutti i suoi filmati direttamente in divx.

e le sue immagini sono sempre ai massimi livelli

ciao

alfonso


E' Cristian Fattinanzi.

Comunque per vedere se si 'perdono' dei dati con la compressione in Divx si può fare una prova.

Si acquisisce un filmato normalmente e lo si elabora, scrivendo tutti i passaggi e i settaggi. Poi si comprime il filmato trasformandolo in Divx e successivamente lo si rielabora come prima.
Una volta ottenute le due immagini le si confrontano.

Se riesco una di queste sere provo a fare questo confronto. , tanto qui in Veneto c'è brutto da 5 giorni!!!

Ciao

Ivan

_________________
Ivan Mandelli
Gruppo M57
www.gruppom57.it


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: martedì 21 febbraio 2006, 10:16 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 16:45
Messaggi: 164
Località: Passons (UD)
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Io ho fatto la prova e non ho notato differenze, come parametri setto la qualità massima (la slider dei kBps, il valore mi pare 4000), che quindi mi da la compressione minima. in realtà uno potrebbe anche fare delle prove con diverse qualità e vedere a che punto si cominciano a vedere le "rogne" [/quote]

_________________
Lasciate che i fotoni vengano a me

Paolo Beltrame

Circolo AStrofili Talmassons

Sito web: http://astrosurf.com/matajur1976


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: martedì 21 febbraio 2006, 11:12 

Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 16:30
Messaggi: 107
Località: Roma
Personalmente ritengo che dopo aver speso migliaia di euro e aver atteso mesi per una notte degna di tale nome, l'ultima cosa la mondo a cui un astroimager dovrebbe rinunciare è la massima qualità dell'immagine.

Il DivX è un codec video che ha raggiunto una qualità e versatilità elevatissima, ma purtroppo, nel processo di compressione, l'unico modo per ridurre le informazioni da memorizzare è quello di eliminarne qualcuna.

Anche se, apparentemente, sembra ci siano ben poche differenze tra un filmato compresso e lo stesso non compresso, questo è dovuto essenzialmente alla capacità (o per meglio dire ai limiti) del nostro sistema percettivo, e non alla qualità intrinseca dei filmati. Del resto tutti conosciamo le differenze tra una immagine salvata in formato non compresso e l'equivalente JPEG.

Proprio come accade nel JPEG, durante il processo di compressione effettuato dal codec DivX, i valori di colore e luminosità dell’immagine vengono convertiti nei corrispondenti valori di frequenza video attraverso specifiche funzioni matematiche. In tale processo vengono eliminati:

- i dati che sono ripetuti nello stesso frame: in un fotogramma pixel vicini hanno generalmente caratteristiche di luminosità e colore simili. Il compressore sintetizzerà, quindi, queste informazioni eliminando la cosiddetta "ridondanza spaziale";

- i dati che sono ripetuti in fotogrammi adiacenti: in frame successivi c’è la probabilità di trovare zone d’immagine con colori e luminosità simili, per cui il compressore video accorperà questi dati, eliminando la ridondanza temporale;

- i dati di elementi del filmato non percepibili dall’occhio umano. Cosa è percepibile, e cosa non lo è, è stato definito statisticamente dal gruppo di lavoro che ha realizzato lo standard.

Poiché sono percepibili in maniera minore le alte frequenze (guarda caso i dettagli più piccoli), sono proprio questi ultimi ad essere eliminate attraverso il processo di quantizzazione.

Inoltre, tra gli effetti pratici della compressione ci sono pure due tipologie di artefatti ben noti a chi si occupa di video professionale:

- l'effetto "blocking", che si può notare in corrispondenza di sfumature di colori, che vengono approssimate con dei piccoli blocchi di colore (macropixel);

- l'effetto "ringing", che si può notare nei bordi delle immagini, ove vi sono cambi netti di colore, rappresentato da una serie di punti colorati che non sono invece presenti nell'originale.

Sebbene ci siano delle tecniche di "postprocessing" che possono ridurre questi due effetti, ritengo che quast'ultime non possano mai riportare il filmato al livello raggiungibile senza compressione. Non ce nessuna elaborazione che possa restituire poi i dettagli persi.

In altre parole, da un filmato compresso non si potrà mai estrarre una immagine con la medesima qualità (teorica) ottenibile dal non compresso.

Saluti,
Franco


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