1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
MessaggioInviato: domenica 11 agosto 2019, 22:26 

Iscritto il: giovedì 21 giugno 2018, 11:31
Messaggi: 446
Località: Santarcangelo di Romagna
Tipo di Astrofilo: Visualista aspirante Fotografo
Attualmente però ho stelle deformate ai bordi, nonostante gli 86mm raggiunti..di poco, ma verso i bordi, le stelle sono deformate, sembra che un lato venga quasi appiattito..
E comunque tutti ti dicono di stare dai 105 ai 110 mm.. Anche i negozianti..

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Emanuele


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MessaggioInviato: domenica 11 agosto 2019, 23:35 
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Iscritto il: mercoledì 2 gennaio 2008, 9:06
Messaggi: 6352
Località: Roma
Cita:
Se si parla dell'originale Celestron, tale distanza è 85-87 mm, e non 105: se monti una reflex full frame avrai vignettatura, certo, ma esaspererai anche il difetto evidenziato per distanze di lavoro sbagliate, così da capire bene cosa succede. Già con una APS-C, se ti metti a 105-110 mm, avrai una forte sovra-correzione, e le stelle ai bordi formeranno piccoli segmenti curvi centrati sull'asse ottico, sempre più ampi allontanandosi dal centro. Al contrario, se la distanza di lavoro è troppo esigua (sotto-correzione), noterai stelle come comete verso i bordi, proprio come il coma dei newton. N.B. Il fattore di riduzione cambia, seppur di poco, al variare della distanza di lavoro.

Non so dove tu abbia trovato questo dato: la distanza corretta tra ultima lente del riduttore e sensore confermo sia di 105-106 mm con i riduttori tradizionali Celestron http://www.astro.com.sg/astro/display_d ... dge%20Base
alcuni come gli Antares hanno un backfocus diverso , che si aggira appunto sugli 81 mm http://www.astrotarp.com/Focal_Reducer_ ... _Page.html .
Quanto alla curvatura delle stelle ai bordi del formato APS quella non dipende dal riduttore ma principalmente dalla curvatura del campo fisiologica per gli SC non HD o ACF.Inoltre è bene specificare che i 106 mm vanno sino al sensore e non sino all'attacco della reflex.
Tutto quanto precede vale per il riduttore applicato alla filettatura posteriore del tubo.Preciso, infine, che accostando il riduttore al sensore oltre la distanza di progetto provoca l'incremento del rapporto F/D che non sarà più 6.3, ma 7 od oltre.

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Fulvio Mete
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MessaggioInviato: lunedì 12 agosto 2019, 17:48 

Iscritto il: lunedì 15 agosto 2011, 9:32
Messaggi: 154
Località: Livorno
Tipo di Astrofilo: Fotografo
fulvio mete ha scritto:
Cita:
Se si parla dell'originale Celestron, tale distanza è 85-87 mm, e non 105: se monti una reflex full frame avrai vignettatura, certo, ma esaspererai anche il difetto evidenziato per distanze di lavoro sbagliate, così da capire bene cosa succede. Già con una APS-C, se ti metti a 105-110 mm, avrai una forte sovra-correzione, e le stelle ai bordi formeranno piccoli segmenti curvi centrati sull'asse ottico, sempre più ampi allontanandosi dal centro. Al contrario, se la distanza di lavoro è troppo esigua (sotto-correzione), noterai stelle come comete verso i bordi, proprio come il coma dei newton. N.B. Il fattore di riduzione cambia, seppur di poco, al variare della distanza di lavoro.

Non so dove tu abbia trovato questo dato: la distanza corretta tra ultima lente del riduttore e sensore confermo sia di 105-106 mm con i riduttori tradizionali Celestron http://www.astro.com.sg/astro/display_d ... dge%20Base
alcuni come gli Antares hanno un backfocus diverso , che si aggira appunto sugli 81 mm http://www.astrotarp.com/Focal_Reducer_ ... _Page.html .
Quanto alla curvatura delle stelle ai bordi del formato APS quella non dipende dal riduttore ma principalmente dalla curvatura del campo fisiologica per gli SC non HD o ACF.Inoltre è bene specificare che i 106 mm vanno sino al sensore e non sino all'attacco della reflex.
Tutto quanto precede vale per il riduttore applicato alla filettatura posteriore del tubo.Preciso, infine, che accostando il riduttore al sensore oltre la distanza di progetto provoca l'incremento del rapporto F/D che non sarà più 6.3, ma 7 od oltre.


Fulvio, ho trovato su molti forum utenti insoddisfatti della resa del riduttore/correttore Celestron; da qualche parte...ed ora non riuscirei mai a ritrovare il link...ho letto che la distanza di 105-110 mm è eccessiva, e che le stelle migliori su tutto il frame si ottengono con circa 85 mm, ed una leggera sotto-correzione. Ad ogni modo, ho voluto provare per conto mio, verificando la resa a varie distanze riduttore-sensore, utilizzando una reflex full frame invece di una aps-c: pur essendo inadatta su di un C9 ridotto, visto il cerchio immagine non sufficiente, è stata utile per evidenziare al massimo l'effetto sulle stelle una volta corrette.
Risultato? Se ci si mette a 105 mm si ha forte sovra-correzione e le stelle vengono stirate in archi con centro sull'asse ottico. Se ci si mette a circa 85 mm le stelle saranno simili a "comete" ai bordi estremi, ma ben corrette nel 90% del frame, e la riduzione passerà da 0.63X ad un accettabile 0,67X.
Sul link che ti allego sotto trovi un test ben eseguito con C9.25 e reflex aps-c...che già dimostra il "difetto" di autocorrezione su quel sensore a 100-101 mm di distanza.

https://astro.ecuadors.net/celestron-f6-3-reducercorrector-with-dslr-on-c9-25/

N.B. Il test considera la distanza misurata tra l'inizio della filettatura maschio e il sensore: se ti allontani di 105-106 dall'ultima lente del riduttore...sei pure più "lungo" :wink:

Per quanto riguarda la curvatura del campo degli SC...la conosco bene e non è legata al riduttore: mi premeva precisare che NESSUN riduttore (almeno non i Celestron e relativi cloni) riesce a correggerla...e non basta avere le stelle in asse a fuoco. E so bene che la distanza di backfocus si misura fino al piano del sensore :eh:

Ultima cosa. Ho provato e riprovato...e non mi schiodo dal mio valore di 85-86 circa. Semmai devo collimare più spesso il C9 :wave:

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Celestron C9.25 su Skywatcher AZ-EQ6, Sharpstar 107/700 APO, SW 70/500, EOS 5D Mark IV, ZWO ASI 1600MM-C PRO, ZWO ASI 224mc...e svariate lenti CANON.


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MessaggioInviato: lunedì 12 agosto 2019, 19:21 
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Sul link che ti allego sotto trovi un test ben eseguito con C9.25 e reflex aps-c...che già dimostra il "difetto" di autocorrezione su quel sensore a 100-101 mm di distanza.

https://astro.ecuadors.net/celestron-f6 ... -on-c9-25/

N.B. Il test considera la distanza misurata tra l'inizio della filettatura maschio e il sensore: se ti allontani di 105-106 dall'ultima lente del riduttore...sei pure più "lungo" :wink:

Conosco il link, ma non lo ritengo affidabile, per il semplice motivo che non spiega il metodo o la formula con cui ha ottenuto il fattore di riduzione alle varie distanze, io da anni metto il sensore alla distanza di progetto della Celestron (105-106 mm dal riduttore) e mi trovo bene, anche se non uso le reflex digitali .
Quanto alla collimazione, inutile dire che questa influisce in modo pesante sulla resa sull'intero fotogramma (non solo ai bordi) e che quindi per fare test del genere occorre essere assolutamente sicuri di avere una collimazione perfetta.

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MessaggioInviato: lunedì 12 agosto 2019, 20:48 

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fulvio mete ha scritto:
Cita:
Sul link che ti allego sotto trovi un test ben eseguito con C9.25 e reflex aps-c...che già dimostra il "difetto" di autocorrezione su quel sensore a 100-101 mm di distanza.

https://astro.ecuadors.net/celestron-f6 ... -on-c9-25/

N.B. Il test considera la distanza misurata tra l'inizio della filettatura maschio e il sensore: se ti allontani di 105-106 dall'ultima lente del riduttore...sei pure più "lungo" :wink:

Conosco il link, ma non lo ritengo affidabile, per il semplice motivo che non spiega il metodo o la formula con cui ha ottenuto il fattore di riduzione alle varie distanze, io da anni metto il sensore alla distanza di progetto della Celestron (105-106 mm dal riduttore) e mi trovo bene, anche se non uso le reflex digitali .
Quanto alla collimazione, inutile dire che questa influisce in modo pesante sulla resa sull'intero fotogramma (non solo ai bordi) e che quindi per fare test del genere occorre essere assolutamente sicuri di avere una collimazione perfetta.


Non voglio innescare stupide polemiche, e preferisco credere che ci siano diverse produzioni, e relative distanze di lavoro.
Ti basti però sapere che due diversi programmi di plate solving mi danno, come focale ridotta a quella distanza che uso io, 1482 mm: 2350*0,63=1480,5 :silent:
Se poi il mio C9 è nativamente di una focale parecchio diversa rispetto a quella nominale...beh...allora è un'altra storia...e i conti finiscono casualmente per tornare.
La battutina relativa alla collimazione del C9.25 era solo quello...una battutina: sistemare riduttori e correttori si fa solo con ottiche collimate, ovviamente.

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MessaggioInviato: martedì 13 agosto 2019, 17:56 
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Non voglio innescare stupide polemiche, e preferisco credere che ci siano diverse produzioni, e relative distanze di lavoro.

Potrebbe anche essere: la distanza canonica cui accennavo valeva sicuramente per i riduttori Celestron sino al trasferimento della produzione in Cina, ora sinceramente non so se quelli nuovi hanno la stessa focale e quindi lo stesso backfocus.In quelli Meade mi sembra ci sia una forte differenza tra quelli made in Japan e quelli made in China dell'ultimo periodo.
Comunque, io ne ho provati diversi, l'unico che dava una resa eccezionale con gli SC (ma non sull'APS) era l'Optec Nex Gen Widefield 0.5 X, per formati medi sino a 17.5 mm in diagonale.Peccato che avesse un Backfocus di soli 56 mm e per questo l'ho dato via, ma poi mi sono pentito.

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MessaggioInviato: martedì 13 agosto 2019, 18:14 

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In effetti, dai...56 mm di backfocus :wtf: Troppo poco per accessori nel treno ottico, come OAG o simili, almeno usando reflex aps-c.

Tra l'altro, dimenticavo di scrivere: all'inizio comprai raccordi per arrivare a 105 mm...e non ti dico lo schifo di resa...pareva di essere ubriachi :facepalm: :wave:

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MessaggioInviato: venerdì 16 agosto 2019, 13:38 
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Si doctor... condivido quello che scrivi, allora se il backfocus dichiarato è 85mm vuol dire che la distanza dalla battuta del filetto del correttore al sensore deve essere di 85mm. è sufficiente allora aggiungere una prolunga tra il correttore e la fotocamera, allora............. ( 85mm -46,5mm tiraggio nikon -10mm ringT2= 28,5 teoria raggiunta. In commercio troverai una prolunga T2/T2 da 30mm). Poi in pratica si possono aggiungere o togliere nel treno degli anelli di compensazione per ottimizzare il risultato. Comunque il risultato secondo me non vedrà un campo spianato come nei sistemi schmitd baker o derivati, resterà un residuo di aberrazione con stelle puntiformi al centro, ma che si "incometeranno" verso i bordi specialmente nei formati fullframe e bisogna accettare messa a fuoco tra il centro e il bordo come suggerisce doctor.
Emiliano.

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strumenti: canon eos 30D modificata, canon eos 7D,
ottiche: tecnosky 80mm f/4,3, Boren-Simon 150mm f/2.8, MTO 1100mm f/10,5, SC 300mm f/10, SC250mm f/10 Mitakon 85mm f/2, GSO r.c 150mm f/9 acromatico 120mm f/5


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