1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Lucidatura doppietto
MessaggioInviato: domenica 14 aprile 2019, 8:51 

Iscritto il: lunedì 22 maggio 2017, 20:41
Messaggi: 99
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Salve a tutti, vorrei capire come riconoscere la bontà della lucidatura delle lenti di un doppietto acromatico, c'è una tecnica particolare che si può fare a casa o bisogna per forza andare su un banco ottico?

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 Oggetto del messaggio: Re: Lucidatura doppietto
MessaggioInviato: domenica 14 aprile 2019, 13:17 

Iscritto il: giovedì 21 gennaio 2016, 14:23
Messaggi: 382
Tipo di Astrofilo: Visualista
La bontà della lucidatura consiste nella desiderata assenza, o almeno minima presenza di crateri residui (Digs) non totalmente asportati da una interrotta o mal fatta lucidatura, causati dalle ultime grane abrasive utilizzate nella affinatura delle due superfici di ogni lente di un obiettico rifrattore; oppure sulla superficie di uno specchio obiettivo riflettore.

Siccome la presenza di residui crateri diminuisce il contrasto delle immagini offerte dall'obiettivo che le possiede; Esistono test (come il test di Roddier) in grado di dare "un voto" alla qualità ottica di un telescopio intero, messo sotto esame, MA non è quindi possibile quantificare quale percentuale di danno sia inputabile alla presenza di crateri o rigature presenti sulle superfici dell'obiettivo.

PER CUI l'unica possibilità è quella di una verifica su tali superfici, da eseguire ad occhio (se i crateri sono molti) o meglio con lenti (va anche bene un oculare o un obiettivo di macchina fotografica, usati come lenti, tenendoli in mano rovesciati) oppure meglio ancora, con un microscopio da 100 ingrandimenti da pochi euro, per vedere quale sia il numero dei puntini dimenticati.

La macchinosa norma di riferimento di qualità, più utilizzata per classificare gli obiettivi in funzione della presenza di righe (scratch) e i crateri (digs), è la seguente:
http://universalphotonics.com/Portals/0 ... hdigRL.pdf

Le lenti sono tutte lucidate a macchina, ed è moralmente ingiustificabile la presenza di residui crateri, essendo dovuta (escludendo possibili bollicine di soffiatura nella massa del vetro) solo a problemi di interruzione del lavoro non finito. Succede però che talvolta siano acquistabili sul web o da importatori "paralleli" , telescopi o binocoli con quel danno (che in un binocolo zoom ho visto a occhio nudo).

Il metodo che uso io per controllare i miei specchi col microscopio è attuabile anche sulle lenti allo stesso modo, ed è descritto in questo testo:
https://www.grattavetro.it/controllo-cr ... croscopio/

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 Oggetto del messaggio: Re: Lucidatura doppietto
MessaggioInviato: domenica 14 aprile 2019, 18:37 

Iscritto il: lunedì 22 maggio 2017, 20:41
Messaggi: 99
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Grazie Giulio T, pensavo si potesse in qualche modo verificare anche solo puntando una torcia all'interno del tubo... mi sono capitati strumenti ultra nitidi e altri apparivano tipo ofuscati internamente. Sempre con la torcia puntata di sbiego ho notato su certi strumenti delle "raggiature" di luce mentre in altri la luce era perfettamente puntiforme

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 Oggetto del messaggio: Re: Lucidatura doppietto
MessaggioInviato: domenica 14 aprile 2019, 20:35 

Iscritto il: giovedì 21 gennaio 2016, 14:23
Messaggi: 382
Tipo di Astrofilo: Visualista
Matteo.tv ha scritto:
Grazie Giulio T, pensavo si potesse in qualche modo verificare anche solo puntando una torcia all'interno del tubo... mi sono capitati strumenti ultra nitidi e altri apparivano tipo offuscati internamente. Sempre con la torcia puntata di sbieco ho notato su certi strumenti delle "raggiature" di luce mentre in altri la luce era perfettamente puntiforme


Anche il metodo dell'incidenza di un raggio di luce è assolutamente valido e complementare agli altri metodi.
Infatti in ottica è noto che la superficie ferma di un liquido, è liscia a livello molecolare, cioè come nessun altra superficie in natura può essere; E un raggio di sole, oppure di un laser monocromatico incidenti, rendono evidente questo fenomeno entrando in acqua senza che sia distinguibile il punto di entrata, come invece diverrebbe distinguibile se una certa pur minima quantità di luce venisse riflessa da asperità presenti in quel punto.

Il problema dell'uso di luce bianca è che può confondere le idee perchè può scomporre la luce nei vari colori, anche se indirizzata in linea retta, Infatti una lente biconvessa, ha di fatto la sezione molto simile a due prismi isosceli attaccati assieme per la base.

Ecco perchè per queste indagini sui riflessi spurii, e con questo sistema, è meglio usare una luce monocromatica.

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Ultima modifica di GiulioT il lunedì 15 aprile 2019, 21:40, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Lucidatura doppietto
MessaggioInviato: domenica 14 aprile 2019, 22:34 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 14:51
Messaggi: 1394
Località: 45,7°N-11,9°E (Vallà di Riese - Treviso)
Tipo di Astrofilo: Fotografo
Bello il tuo articolo Giulio.

Posso chiederti... ma il vetro utilizzato come utensile che fine fa? Nel senso, deve essere più duro del vetro da lucidare o no? Sennò non mi spiego come faccia a fare il suo lavoro senza disintegrarsi assieme al vetro da lavorare.
E poi, il vetro utilizzato come utensile, deve avere la stessa identica curvatura del vetro da lavorare? Faccio fatica a capire il processo, forse perché mi concentro sul fatto che ci voglia un vetro-utensile che è identico a quello che sarà il vetro prodotto, con l'inconveniente che il vetro-utensile sarà soggetto a usura.. Cioè per fare un vetro X mi ci vuole un altro vetro X di partenza.. ma il vetro X di partenza a sua volta come lo avrò realizzato? ... un po' come l'indovinello prima l'uovo o la gallina.

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Manuele

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Quando sarò vecchio, dai boschi mi verranno incontro i ricordi dell'infanzia, e il cerchio si chiuderà.


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 Oggetto del messaggio: Re: Lucidatura doppietto
MessaggioInviato: lunedì 15 aprile 2019, 11:07 

Iscritto il: giovedì 21 gennaio 2016, 14:23
Messaggi: 382
Tipo di Astrofilo: Visualista
AstroManu ha scritto:
Bello il tuo articolo Giulio.
Posso chiederti... ma il vetro utilizzato come utensile che fine fa? Nel senso, deve essere più duro del vetro da lucidare o no? Sennò non mi spiego come faccia a fare il suo lavoro senza disintegrarsi assieme al vetro da lavorare.

La possibile motivazione pro e contro del fare un lavoro del genere è indicata qui:
https://www.grattavetro.it/perche-auto- ... elescopio/

Premesso ciò, ti rispondo:
- Il disco di vetro che fa da utensile a fine lavoro di solito non serve più (perchè in pratica rovesciato potrebbe servire per fare un altro specchio identico,... utile solo per un binoscopio).
- Il disco utensile deve avere lo stesso diametro del vetro che farà da specchio.

- Per costruire specchi parabolici da telescopio fino al diametro 300mm, si può usare per lo specchio e per l'utensile lo stesso tipo di vetro normale, in spessore 20mm NON TEMPRATO, che è anche il massimo spessore correntemente disponibile nelle vetrerie di tipo industriale (cioè quelle che forniscono vetri per tavoli o arredi e/o piani calpestabili dell'edilizia):

(Esempio: Ad Asti, due dischi diametro 305mm in spessore 20mm con bordi cianfrinati e superfici di taglio lasciate grezze, li ho pagati 100 euro qualche anno fa).

L'utensile potrebbe pure essere di spessore solo 15mm, ma il costo sarebbe uguale al 20mm, perchè il prezzo che si paga al vetraio è più per pagare il suo disturbo per fare un "lavoretto" così piccolo, fuori della sua produzione normale.
AstroManu ha scritto:
E poi, il vetro utilizzato come utensile, deve avere la stessa identica curvatura del vetro da lavorare?

La curvatura della calotta sferica necessaria, si ricava per consumo reciproco dei due vetri, mettendo su un tavolo (fatto per girarci intorno) il vetro dell'utensile (marcato per non scambiarlo con lo specchio e perdere il lavoro fatto), e mettendoci sopra il vetro dello specchio, col suo centro a strofinare sul bordo dell'utensile sottostante, con PASSATE avanti indietro dette CORDALI, (e con interposto abrasivo grana 80, umido).
VEDI: https://www.grattavetro.it/passata-cordale/

Lavorando in quel modo e girando attorno al tavolo (e girando in senso inverso lo specchio in mano), si consumerà il centro dello specchio diventando via via una calotta sferica concava; mentre l'utensile diverrà via via una calotta sferica convessa AVENDO SU ENTRAMBI REALIZZATO LO STESSO RAGGIO DI CURVATURA.

Al raggiungimento di una "Freccia" di scavo calcolata in base alla focale del telescopio desiderata, seguirà la lavorazione con corse “1/3Diametro centro su centro”, cioè non più cordali, perchè destinate ad unificare bene il raggio di utensile e specchio, portando la calotta sferica fino al bordo del vetro;

Poi si passerà ad affinare la superficie con grane abrasive di dimensioni sempre più fini e via via dimezzate, fino ad arrivare alla grana 800 oppure 1000 che lascia la superficie finemente satinata (Si cambia grana quando al microscopio non si vedono più i crateri grossolani lasciati dalla precedente. ...E la grana dimezzata serve per distinguere bene a occhio le due rugosità).

In seguito seguirà la lucidatura con le stesse corse 1/3D, ma con finissimo abrasivo l'ossido di cerio, e con l'utensile rivestito di pece che intrappola l'abrasivo, il quale non potendo più rotolare, lucida la superficie.

Ed infine..se il rapporto focale è maggiore di 6, lo specchio è finito... e si può fare alluminare (infatti la parabola presa su un diametro di soli 300mm, sulle lunghe focali oltre F6, si confonde con la sfera).

Se invece il rapporto focale è F6 o inferiore, occorrerà parabolizzare lo specchio, cioè “svasarlo” dal centro al bordo di qualche micron, seguendo bene la progressione della parabola teorica presa come riferimento costruttivo, e facendo test e correzioni che non sono necessari per le lunghe focali.

FINE.

P.S.: Se darai una occhiata all'inizio del seguente video per la fabbricazione di un 200F6 (al quale ho sovrapposto una narrazione in italiano), ti renderai meglio conto del tipo di lavoro.
https://www.grattavetro.it/tutorial-vid ... ico-200f6/

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