1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

Il primo forum di astrofili per astrofili, nato nel 2000.
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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Messa a fuoco
MessaggioInviato: giovedì 16 agosto 2018, 9:28 
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Iscritto il: lunedì 17 ottobre 2011, 15:50
Messaggi: 81
Località: Fiano Romano
Tipo di Astrofilo: Visualista
Il mio manuale del telescopio ha scritto:

Una volta che avete centrato un oggetto nel campo del telescopio:
1. Ruotate la manopola di messa a fuoco fino a quando l'immagine non sarà nitida.
2. Per mettere a fuoco su un oggetto più vicino, estraete il tubo di messa a fuoco. Se l'oggetto è più
distante, fate rientrare il tubo di messa a fuoco.
3. Per raggiungere una messa a fuoco veramente perfetta, non dovete osservare attraverso i vetri di una
finestra oppure non dovete osservare al di sopra o in linea con oggetti che irradiano calore (come
strade asfaltate, camini, ecc.)


Il punto 2 in termini di ottica geometrica vuol dire che i raggi che colpiscono l'obiettivo non sono perfettamente paralleli bensì radiali rispetto alla sorgente e quindi per una sorgente più vicina i raggi attraversato l'obiettivo hanno un punto di convergenza più lontano e quindi il manuale dice di estrarre il focheggiatore?

In caso però di sorgenti con distanze stellari perché occorre mettere a fuoco, anche più volte nella stessa serata?

Grazie


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 Oggetto del messaggio: Re: Messa a fuoco
MessaggioInviato: giovedì 16 agosto 2018, 9:50 
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Iscritto il: lunedì 13 febbraio 2006, 9:53
Messaggi: 14715
Località: ̶T̶o̶r̶v̶a̶j̶a̶n̶i̶c̶a̶ Kleve
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Principalmente a causa della dilatazione termica che varia la misura degli elementi del telescopio al variare della temperatura.

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{andreaconsole.altervista.org}¦ Ballscope 300/1500 DIY "John Holmes"


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 Oggetto del messaggio: Re: Messa a fuoco
MessaggioInviato: giovedì 16 agosto 2018, 9:54 

Iscritto il: domenica 21 giugno 2009, 14:33
Messaggi: 1630
Località: Termoli (CB) Italy
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
maxiteris ha scritto:
In caso però di sorgenti con distanze stellari perché occorre mettere a fuoco, anche più volte nella stessa serata?


Nella mia esperienza, con il rifrattore non mi succede (l'80no tiene il fuoco per mesi), col riflettore invece si (problema dello specchio, noto anche come "mirror flop").

Inoltre può dipendere dal carico dello stesso fok: se c'è molto peso, potrebbe slittare, se il tele assume determinate posizioni (in verticale).


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 Oggetto del messaggio: Re: Messa a fuoco
MessaggioInviato: venerdì 17 agosto 2018, 16:47 

Iscritto il: giovedì 29 agosto 2013, 9:23
Messaggi: 178
Località: Parma
Tipo di Astrofilo: Visualista
Devi mettere a fuoco per portare le lenti dell'oculare, che cambi nel corso della serata, alla distanza giusta del percorso ottico dei fasci luminosi. Il punto di fuoco del telescopio non cambierebbe, ma cambia la posizione dove fai cadere il fuoco rispetto alle lenti dell'oculare, giusto?


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 Oggetto del messaggio: Re: Messa a fuoco
MessaggioInviato: venerdì 17 agosto 2018, 16:57 
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Iscritto il: mercoledì 15 ottobre 2008, 17:01
Messaggi: 20279
Località: Firenze
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Tutti gli obbiettivi ed anche le lenti semplici mettono a fuoco in un punto che corrisponde alla focale della lente o dell'obbiettivo se l'oggetto è all'infinito, mentre in un punto sempre più lontano dalla lente stessa se l'oggetto si avvicina. Tantochè nella macrofotografia e nel caso dei microscopi praticamente lo schema ottico si capovolge e l'oggetto è molto vicino all'obbiettivo mentre il piano di messa a fuoco ne è molto lontano. Questo per un semplice principio di ottica geometrica. Ci sono anche le formule ma l'aspetto matematico lo trovo noioso. Nel nostro caso anche se la Luna è più vicina delle stelle o dei Pianeti non cè differenza di messa a fuoco, perchè sono oggetti che hanno una distanza da noi molto maggiore di quella della focale dello strumento, per cui non si notano differenze. Pecchè allora si corregge spesso il fuoco del telescopio? Intanto quando si cambiano gli oculari questi hanno sempre differenze di punto di fuoco, poi c'è sempre qualcosa che varia sia pur minimamente, la lunghezza dello strumento al variare della tempeatra, qualcosa che si muove (negli S.C....) e poi si deve considerare che l'astrofilo cerca sempre la perfezione della messa a fuoco, quindi agisce frequentemente.

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Ciò che non ha termine non ha figura alcunaLeonardo da Vinci


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 Oggetto del messaggio: Re: Messa a fuoco
MessaggioInviato: venerdì 17 agosto 2018, 17:15 
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Iscritto il: lunedì 17 ottobre 2011, 15:50
Messaggi: 81
Località: Fiano Romano
Tipo di Astrofilo: Visualista
:thumbup:
Mi sembra esaustivo e compendioso.

Aggiungerei quanto gia detto,
andreaconsole ha scritto:
Principalmente a causa della dilatazione termica che varia la misura degli elementi del telescopio al variare della temperatura.

Infine

MarcoRossi ha scritto:
Ci sono anche le formule ma l'aspetto matematico lo trovo noioso.

Sai come cercare del materiale in merito, anche delle keyword da cercare ... voglio darci una occhiata veloce.


Ultima modifica di Angelo Cutolo il venerdì 17 agosto 2018, 20:28, modificato 2 volte in totale.
Eliminato quote integrale del post precedente, poiché superfluo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Messa a fuoco
MessaggioInviato: venerdì 17 agosto 2018, 18:13 
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Iscritto il: mercoledì 15 ottobre 2008, 17:01
Messaggi: 20279
Località: Firenze
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Beh, qui trovi tutto quello che c'è da sapere: https://www.telescope-optics.net/
Magari prima leggi questo: https://www.phys.uniroma1.it/fisica/sit ... iennio.pdf

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 Oggetto del messaggio: Re: Messa a fuoco
MessaggioInviato: domenica 19 agosto 2018, 14:08 
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Iscritto il: domenica 9 luglio 2006, 13:08
Messaggi: 248
Località: lucca
Tipo di Astrofilo: Fotografo
per mia esperienza personale prima punto una stella di prima grandezza ben centrata sul sensore, applico la maschera di bahtinov e metto a fuoco... vedi i risultati. Poi se nello spostare sul soggetto il tele si introduce una flessione nel treno del focheggiatore è un'altra cosa.


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prova batinov.jpg [ 546.44 KiB | Osservato 108 volte ]

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strumenti: canon eos 30D modificata, canon eos 7D,
ottiche: tecnosky 80mm f/4,3, Boren-Simon 150mm f/2.8, MTO 1100mm f/10,5, SC 300mm f/10, SC250mm f/10 Mitakon 85mm f/2, GSO r.c 150mm f/9 acromatico 120mm f/5
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 Oggetto del messaggio: Re: Messa a fuoco
MessaggioInviato: domenica 19 agosto 2018, 18:27 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 15:08
Messaggi: 8216
Località: Roma
Tipo di Astrofilo: Fotografo
Mi sembra non se ne sia fatto cenno.

Un altro fattore importante da considerare nelle messe a fuoco è il rapporto focale dello strumento.

Semplice e di corsa lunga è il fuoco in strumenti con bassi rapporti di luminosità > di f/5,6.

Con rapporti più aperti f/4 o peggio f/2,8 o ancor di più f/2,0 il fuoco è complesso con tolleranze
ristrettissime e di gran lunga più sensibile agli sbalzi di temperatura esterni-interni.
Cari saluti,

Danilo Pivato

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Latest New: https://www.danilopivato.com/introduction/latest_news/latest_news.html


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 Oggetto del messaggio: Re: Messa a fuoco
MessaggioInviato: domenica 19 agosto 2018, 18:43 
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Iscritto il: mercoledì 15 ottobre 2008, 17:01
Messaggi: 20279
Località: Firenze
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
A ciò che dice Danilo Pivato aggiungo che proprio perchè con gli strumenti a rapporto focale basso il punto di fuoco è più "deciso" si sente meno la necessità di modificare il fuoco durante l'osservazione, mentre con gli S.C. f=10 la posizione del fuoco è meno netta ed allora si cerca sempre la posizione migliore. Poi quando si inverte il movimento gli S.C. fanno sempre un poco di shift nell'immagine, rendendo spesso la posizione di fuoco non tanto soddisfacente. Il fatto poi che si debba arrivare alla posizione di fuoco spingendo lo specchio in alto invece del contrario, questo spesso fa compiere all'astrofilo insoddisfatto frequenti cicli di messa a fuoco. Perchè quando si supera la posizione migliore si deve tornare indietro di molto e ripetere l'operazione... :mrgreen:

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