1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
MessaggioInviato: lunedì 13 agosto 2018, 14:11 
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Iscritto il: sabato 17 maggio 2014, 5:29
Messaggi: 1943
Qui tra impedimenti , impegni e maltempo , non riesco a fare niente

però mi è venuta un'idea :

tempo fà , ho visto dei muratori posizionare un'impalcatura tra due livelli di tetto , sotto le gambe dell'impalcatura ci hanno messo dei sacchetti di sabbia , per distribuire il peso tra le tegole sottostanti appunto.

Ora , tutti sanno quanto sia importante un fondo idoneo sopra il quale appoggiare il treppiedde della montatura per fare foto , ideale sarebbe un blocco di granito ed imbullonare tutto.

Ovviamente non è possibile , quando arrivo in un posto , perdo sempre molto tempo a preparare i tre punti dove far poi appoggiare il treppiede , a volte uso tre tavolette , a volte ho usato tre piastrelle , ho pure fatto tre piccole gettate in cemento :lol:

Se và bene il fondo è composto da ciottoli o sabbione e sassi , e per livellare serve tempo.

Immaginate di prendere tre fette di tubo di metallo di 10cm di diametro , per esempio , ed alte 3 o 4 cm , con dei sacchetti di sabbia da posizionare all'interno , e dei dischi in metallo del diametro leggermente inferiore al diametro interno delle fette dei tubi,

a questo punto basta mettere a terra i tubi , i sacchetti di sabbia ed i dischi , cosi un eventuale sasso sottostante sarà levellato dalla sabbia , che a sua volta una volta compressa dal peso della montatura garantirà stabilità

semplice e veloce ,
cosa ne dite ?

_________________
http://themaurosky.wix.com/astrophotography


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MessaggioInviato: lunedì 13 agosto 2018, 20:15 

Iscritto il: lunedì 3 dicembre 2012, 20:09
Messaggi: 1359
Ciao Mauro,
secondo me ti crei dei problemi dove non ce ne sono: cosa centrano il sassolino, i sacchetti di sabbia, le tavolette e non so cos'altro ancora? il terreno dove posti il tuo cavalletto, è analogo al mio: fondo battuto, con ghiaia più o meno grossa. D'accordo tu sei astrofotografo e io semplice visualista, ma ti assicuro che livellare quanto meglio possibile il cavalletto riguarda entrambi. E allora? se il terreno proprio in quel punto è diseguale, basta far rientrare una o due zampe del cavalletto fino ad ottenere il perfetto parallelismo della sua testa con il terreno. Io faccio così e non vedo perché non debba farlo anche tu.


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MessaggioInviato: martedì 14 agosto 2018, 9:30 
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Iscritto il: sabato 17 maggio 2014, 5:29
Messaggi: 1943
moebius ha scritto:
Io faccio così e non vedo perché non debba farlo anche tu


http://themaurosky.wixsite.com/astrophotography/set-up


http://www.10micron.eu/it/accessory/treppiede-aries/


Progettato e realizzato da 10Micron per le proprie montature GM1000 HPS e Leonardo BM100L, il treppiede ARIES è il più rigido e nello stesso tempo il più leggero treppiede collassabile mai prodotto. Collaudato per i sistemi HPS*, possiede una struttura a doppio tubolare per la parte superiore delle gambe in grado di offrire la massima rigidità ed il più rapido smorzamento delle vibrazioni, con un sistema di regolazione dell’estensione molto fluido e facilmente azionabile, piedini speciali; il tutto realizzato con materiali di primissimo ordine.
Le prestazioni oggi offerte dai sistemi ottico-elettronici (CCD a risoluzione sempre più alta ed ottiche sempre più corrette) richiedono prestazioni elevate anche per quanto riguarda i treppiedi; questo, unitamente alla tecnologia HPS che richiede una precisione estrema, ha fatto si che 10Micron progettasse e realizzasse i propri treppiedi in modo da garantire che tutta la precisione offerta dai sistemi ottici, meccanici ed elettronici non venga minimamente inficiata

*Il treppiede ARIES è progettato per sostenere i requisiti di precisione del sistema HPS basato su encoder ad altissima risoluzione.

Se desiderate approfondire le informazioni riguardo i nostri treppiedi Centaurus e Aries, leggete qui sotto:

L’avvento delle tecnologie digitali nell’imaging astronomico ha obbligato i costruttori di strumentazione per l’astronomia a rivedere totalmente la loro intera linea di produzione. Nessun ausilio ottico o meccanico proveniente dal passato (anche recente) è sopravvissuto a questa nuova “rivoluzione Copernicana” e l’elevatissima risoluzione angolare offertaci dai rivelatori di ultima generazione ha richiesto, per i nuovi prodotti, sforzi progettuali e costruttivi al limite delle possibilità meccaniche ed elettroniche disponibili.

Non da tutti viene compreso, ma la possibilità di fornire strumentazioni scientifiche che permettano all’utente di “godere” di risoluzioni inferiori al secondo d’arco richiedono investimenti ingentissimi, la continua ricerca di nuovi materiali e tolleranze di lavorazione meccaniche sempre più strette. I semplici cuscinetti radiali, le bronzine o i vetri ottici che fino a poco tempo fa venivano considerati come eccellenti per moltissime applicazioni ottico-meccaniche, ora appaiono obsoleti e relegati al passato.

Migliorie spesso non percettibili dai clienti necessitano l’utilizzo di complementi meccanici con rotolamenti anomali di elevatissima precisione, mentre la realizzazione di solidi strutturali complessi obbliga ad asportazioni di truciolo effettuate dal pieno anziché optare per lavorazioni più economiche quali pressofusioni o strutture saldate.

E tutto ciò, purtroppo e senza possibilità di soluzione alcuna, va a ricadere pesantemente sul costo del prodotto finale.

Nel caso in questione, questo discorso vale anche per i treppiedi.

Spesso non si bada a spese nell’acquisto di un tubo ottico o di una montatura equatoriale di qualità, ma si risparmia sul costo del treppiede: niente di più sbagliato.

Non vi è logica in una scelta del genere e i pochi esempi che seguiranno chiariranno la posizione di primaria importanza che riveste il treppiede in un set-up astronomico di alto livello.

Affermando da subito che il miglior stativo per astronomia si sintetizza in una colonna stabile in calcestruzzo poggiante su una platea di fondazione isolata dal resto dell’edificio circostante o ancor meglio, direttamente ancorata su roccia, nel caso di sostegni dedicati all’astronomia itinerante vi è una grande differenza di prestazioni fra treppiedi in legno e in metallo.

Come premessa è utile evidenziare che per poter puntare ed inseguire soggetti astronomici con precisioni inferiori al secondo d’arco, oltre al dover possedere necessariamente una montatura di ultimissima generazione, dotata come minimo di un P.E.C. avanzato e di tutte quelle funzioni software adatte a gestire le variazioni fisiche della densità atmosferica e le deformazioni meccaniche strumentali, è necessario che lo stativo, in questo caso il treppiede, non subisca modificazioni strutturali notevoli durante tutta la sessione osservativa o di ripresa.

Il significato di quest’ultima frase è molto semplice e riscontrabile con semplici calcoli matematici volutamente omessi per non appesantire la lettura.

Potrà sembrare strano, ma l’allungamento di circa 0,1 mm di una gamba del treppiede comporta la generazione di un errore sul cielo di varie decine di secondi d’arco.

In verità, la misura non è immediatamente ed univocamente definibile, in quanto molti sono i fattori in gioco che possono portare a sensibili differenze nel risultato ottenuto, ma l’entità della variazione rientra in quell’ordine di grandezze e ciò, a maggior ragione, vale per i sostegni in legno.

Evitando volutamente di argomentare treppiedi di primo prezzo per via delle scelte costruttive che privilegiano l’economicità a scapito della stabilità, proviamo a prendere in considerazione ed analizzare in dettaglio le differenze esistenti tra una coppia di stativi rispettivamente in legno e metallo di ottima fattura.

Partiamo da un concetto base: qualsiasi materiale, naturale o tecnologico, in maniera più o meno accentuata e dipendente dalle caratteristiche chimiche e fisiche proprie del materiale stesso, se sottoposto ad una variazione di temperatura subisce una deformazione fisica che si evidenzia in un aumento o in una diminuzione del proprio volume.

In parole molto povere ciò significa che qualsiasi treppiede, in legno o metallo, sottoposto ad una variazione termica, subirà una deformazione riassumibile in un allungamento o un accorciamento della propria struttura.

Questo comporterà un deterioramento dell’accuratezza degli allineamenti iniziali del set up osservativo, e tale variazione avrà natura reversibile e direttamente proporzionale al gradiente termico che si manifesterà nell’arco della sessione osservativa.

Nel caso specifico di treppiedi in legno, alle modificazioni strutturali dovute al fattore temperatura si sommano le distorsioni provocate dall’umidità ambientale in quanto, trattandosi di un materiale naturale, possiede una capacità intrinseca ad assorbire o cedere umidità. Il fattore umidità comporta un rigonfiamento od un restringimento delle fibre legnose, e il fenomeno si manifesta maggiormente ortogonalmente all’andamento delle fibre stesse.

Le deformazioni meccaniche legate al fattore umidità dipendono moltissimo dalla tipologia di legno utilizzato, in virtù della maggiore o minore compattezza e porosità delle fibre che lo caratterizzano e, non da ultimo, dal livello di stagionatura a cui è stato sottoposto, dalla bontà con la quale sono state effettuate le operazioni di impregnazione superficiale e la quantità di strati di laccatura finali.

In breve, più un legno è compatto, stagionato e ben trattato superficialmente, migliore sarà la sua inerzia termica e igroscopica una volta trasformato in treppiede per usi in ambito astronomico.

Ma una domanda sorge spontanea: perché scegliere di acquistare un treppiede in lega leggera al posto di uno in legno di ottima fattura?

La risposta la si trova ancora nelle differenze esistenti fra i due tipi di materiali.

L’alluminio è sensibile alle variazioni termiche ma non a quelle di umidità e, nel caso di uno stativo totalmente composto da particolari ricavati da lega Anticorodal, mostra una modificazione della struttura sostanzialmente omogenea in tutte le parti che lo compongono.

Il legno invece, oltre ad essere sensibile alle differenze di temperatura e umidità, evidenzia un andamento delle deformazioni non lineare e dipendenti, come detto poco sopra, dalla tipologia di legno utilizzato, dall’incognita che questo provenga tutto dalla stessa pianta (e che mostri quindi le stesse caratteristiche strutturali), dalla regolarità delle fibre (eventuali anomalie dovute alla presenza di “nodi”) e dalla omogeneità dei trattamenti superficiali finali.

10 Micron, in base alle considerazioni espresse fino ad ora e con la valutazione oggettiva delle differenze esistenti fra legno e metallo, ha quindi scelto di costruire tutti i suoi treppiedi totalmente in lega d’Alluminio, abbandonando definitivamente la soluzione mista Alluminio-Acciaio proprio per fornire un prodotto che garantisca alle montature astronomiche di esprimere appieno le più elevate prestazioni in termini di puntamento ed inseguimento di altissima precisione.

Se si vuole dunque essere certi di poter ottenere i massimi risultati dalla propria strumentazione, è necessario non lesinare sulla spesa dello stativo e considerare seriamente l’acquisto di un treppiede in alluminio 10Micron Aries o Centaurus serie II.

Non ve ne pentirete !!!



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Prodotti compatibili
GM1000 HPS
GM1000 HPS

SKU: 10M1000
BM100 LEONARDO
BM100 LEONARDO

SKU: 10M100L
Accessori compatibili
Flangia Base montatura GM1000
Flangia Base montatura GM1000

SKU: 10M1092
http://www.unitronitalia.com/prodotto_d ... ID=10M1055
Tutto cio per precisione e a favore dei futuri astrofotografi , augurando loro di non incappare in MALEDUCATI che ci puntino le luci contro.

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MessaggioInviato: martedì 14 agosto 2018, 10:49 

Iscritto il: lunedì 3 dicembre 2012, 20:09
Messaggi: 1359
E' una splendida pagina di contenuto ad alta precisione. Capisco le tue preoccupazioni per ottenere una stabilità più che buona del cavalletto e di tutto quanto vi sta sopra. In effetti, sotto il profilo astrofotografico è richiesta una postazione dello strumento più che perfetta. Come in tutte le cose però, l'importante è non esagerare (anche negli epiteti).


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MessaggioInviato: martedì 14 agosto 2018, 11:25 
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Iscritto il: martedì 26 gennaio 2010, 14:19
Messaggi: 3554
Località: Rescaldina (Mi)
Tipo di Astrofilo: Fotografo
Ho avuto per due anni la GM1000 e il treppiede Aries: si tratta di una configurazione davvero ottima per l'astrofotografia itinerante.
Ho quasi sempre usato questo setup sul campo, su terreni duri con ghiaia o terra battuta.
L'accorgimento che usavo era di mettere sotto il treppiede tre tavolette quadrate di legno spesso (circa 20mm, a memoria), null'altro. Ovviamente prima di appoggiare le tavolette sul terreno mi assicuravo di rimuovere eventuali sassi/sassolini in modo da avere una base di appoggio per le tavolette la più piatta possibile, ma non mi ricordo di aver mai perso così tanto tempo per questa operazione :D

_________________
Roberto Marinoni
http://www.astrobin.com/users/Bluesky71/


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MessaggioInviato: martedì 14 agosto 2018, 11:52 
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Iscritto il: sabato 17 maggio 2014, 5:29
Messaggi: 1943
Ciao Roberto !

...che è come faccio anche io adesso...

dipende poi da com'è il fondo , a volte è proprio un casino , specie se ci sono sassi grossi semi interrati

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