1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
MessaggioInviato: venerdì 15 giugno 2018, 11:18 
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Iscritto il: venerdì 10 febbraio 2006, 0:42
Messaggi: 24002
Località: 41°N 16°E
Tipo di Astrofilo: Visualista
Si sa che l'umidità non è amica delle ottiche, specie dei trattamenti che si fanno alle lenti e agli specchi.

Attualmente tengo conservato lo strumento in un posto (al chiuso) dove l'umidità media si attesta intorno al 70%.
Non è un bel valore, ma non si riproducono neanche le condizioni della nottata dove l'umidità è a diretto contatto con le superfici ottiche.

Mi chiedo, e vi chiedo, se avete esperienze e consigli in merito.

Avevo pensato di ridurre la cosa chiudendolo in una cassa di legno e metterci dentro le cassettine anti-umidità.

Innanzitutto, secondo la vostra esperienza, un'umidità da locale di quel valore, è realmente dannosa per l'alluminatura?

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Dobson 60cm f/4
Paracorr
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MessaggioInviato: venerdì 15 giugno 2018, 11:37 
Moderatore
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Iscritto il: sabato 11 febbraio 2006, 12:43
Messaggi: 14627
Località: Milano
Tipo di Astrofilo: Visualista
Per quello che ho potuto vedere sul mio da 34 anni a questa parte, se non vi è condensa sullo specchio l'alluminatura (che comunque ha di suo una durata limitata) non ne risente, tengo il barile nel box/caldaia della baita ed il luogo ha picchi di umidità (esterna) anche del 90% ma non avendo mai fatto condensa sullo specchio (ovviamente quando non in uso) non mi sembra di aver rilevato particolari problemi.
Preciso che il locale box/caldaia è molto meno umido rispetto all'esterno (mediamente rispetto al valore esterno, quello interno è circa il 30% inferiore), ma ripeto nessun particolare problema (non uso nessun deumidificatore).


EDIT:
dimenticavo, è mia abitudine per praticità che quando faccio rialluminare il mio specchio, gli faccio fare anche la quarzatura (perdo un qualche "percento" di luce, ma mi da molte meno preoccupazioni sia come durata che come uso).

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Associazione Astronomica Mirasole (Astromirasole).
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Facebook: https://www.facebook.com/AstroMirasole/


Newton: Barile 400/1830 mm; Obice 200/1650 mm; Bidoncino 114/1300 mm con primario disalluminato. ••• Rifrattori: Nano apo 80/480 mm; Milo acro 76/1400 mm; 60ino acro 60/700 mm. ••• Binocoli: Vixen Ark 30x80, Vixen Ultima 8x56, Vortex Diamonback 8x42, Canon 10x30 IS II, Vortex Vanquish 8x26, Pentax Papilio 6,5x21.


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MessaggioInviato: venerdì 15 giugno 2018, 12:22 
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Iscritto il: mercoledì 15 ottobre 2008, 17:01
Messaggi: 20279
Località: Firenze
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Non è facile dare una risposta "categorica" a questa domanda. Però è una umidità al 70% non la considererei ideale per la conservazione delle ottiche, oltre all'alluminatura c'è anche la possibile fioritura di muffe. Si capisce che chiudere il tutto in una cassa con dei grossi sacchetti di gel di silice non sarebbe male. I miei due S.C. Meade 10" e 12" li conservo in casa in due casse di legno ermetiche che hanno all'interno dei barattoli con del gel di silice all'interno, dotati di un tappo a rete. Almeno sono al riparo dalla polvere e dalla umidità.

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MessaggioInviato: venerdì 15 giugno 2018, 12:49 

Iscritto il: lunedì 3 dicembre 2012, 20:09
Messaggi: 1359
La sistemazione dei miei tele (due rifrattori più un binocolo astronomico) non arreca gli stessi inconvenienti dei telescopi a specchio. Però, descriverla, può essere d'aiuto a chi si trova nelle mie condizioni. Per conservare a riposo i miei strumenti, anche per lungo tempo, li sistemo in un magazzino non riscaldato, staccato dalla casa, con due finestre sempre aperte, per generare corrente d'aria, In otto anni che posseggo il Taka e in 2 anni l'APM, sulle lenti non ho mai constatato la presenza di muffe, "fioriture" o appannamento: in ogni istante sono pronti ad essere usati. L'umidità dell'ambiente è pari a quella esterna, ma non ho mai usato sacchetti di gel, perché, una volta saturi, rigettano nell'ambiente l'umidità raccolta.


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MessaggioInviato: mercoledì 4 luglio 2018, 16:29 

Iscritto il: giovedì 6 novembre 2014, 18:31
Messaggi: 673
Vivo in un piccolo appartamento e dunque non è che abbia molta scelta su dove riporre gli strumenti, tuttavia li ripongo in una cassa/scatola/valigetta con all'interno delle bustine di gel essiccante.
Tuttavia, questa solo una mia idea, penso che affinché ciò abbia veramente effetto e si crei un microclima che protegga lo strumento sia necessario che tale "culla" ( :mrgreen: ) sia isolata il più possibile, dunque soprattutto quando lascio uno telescopio/binocolo in montagna per molto tempo aggiungo un nylon attorno che faccia da isolante, oppure la bustina dietro al tappo delle ottiche.

Il gel essiccante va sostituito dopo un po di tempo in quanto perde la sua capacità di raccogliere l'umidità (circa il 40% del peso).
Tuttavia non per questo una volta usati vanno buttati via, io raccolgo il contenuto delle bustine e lo lascio al sole dentro a un piattino un paio di giorni.
Pesando il contenuto prima e dopo si nota che il peso diminuisce, segno che l'acqua è evaporata (anche se raggiungo tra 1/4 e 1/3 del peso...non arrivo a 40% insomma).

Comunque, secondo me vanno evitati categoricamente luoghi tipo cantine o garage, sempre all'ombra e ricchi di umidità, bensì che siano ideali luoghi salubri in cui batte il sole durante la giornata, penso che in questi casi non siano necessari esagerati accorgimenti.


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MessaggioInviato: sabato 7 luglio 2018, 14:02 
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Iscritto il: mercoledì 15 ottobre 2008, 17:01
Messaggi: 20279
Località: Firenze
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Il gel di silice si rigenera benissimo nel forno di casa, si può mettere a 150° tranquillamente per un paio d'ore. Ovviamente va tolto dalle bustine e messo magari in una pirofila di porcellana o di vetro Pyrex. Si toglie dal forno, si può tranquillamente lasciare raffreddare un poco all'aria, quindi mettere ancora tiepido e in un barattolo tipo Bormioli e conservarlo lì dentro. Quando è esaurito difficilmente rilascia l'umidità che ha catturato, a meno di non metterlo al sole, quindi se fosse esausto al massimo non farebbe nulla.

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