1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
MessaggioInviato: mercoledì 17 gennaio 2018, 21:40 
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Iscritto il: lunedì 5 febbraio 2007, 17:46
Messaggi: 561
Ciao a tutti,

oggi per colpa dell’amico Simone Martina (un po’ lo odio!!!) “mi è partita la scimmia”, di metttere in ottica Canon sulle mie Sbig.
Ora la domanda: ma perché vedo spesso immagini postate a diaframmi f 8, invece di usare un’apertura più veloce tipo f 2.8?
Perché?!?

Dario

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MessaggioInviato: mercoledì 17 gennaio 2018, 23:04 
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Iscritto il: mercoledì 9 maggio 2012, 13:59
Messaggi: 1045
Località: Provincia di Sondrio
Possono esserci varie ragioni, per esempio in una situazione luminosa per non sovraesporre, oppure perchè spesso gli obbiettivi sono più nitidi chiusi di 1 o 2 stop, oppure perchè si desidera una profondità di campo maggiore, se si fotografa un paesaggio o si vuole che un ritratto sia più ambientato.
Inoltre, soprattutto a focali mediotele, le ottiche economiche partono da f5,6 o f6,3 e non da f2,8.
Se le foto sono fatte da persona che sa usare la macchina, e possirde costose ottiche luminose, propenderei per la gestione della profondità o per la nitidezza.

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MessaggioInviato: mercoledì 17 gennaio 2018, 23:45 
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Iscritto il: lunedì 5 febbraio 2007, 17:46
Messaggi: 561
Jhon, io mi riferisco all’uso puramente astronomico. Riprenderei nebulose estese e basta. Quindi se tenessi alla massima apertura il mio 200mm non dovrei avere problemi e potrei riprendere a tempi inferiori senza alcun problema? Io ho un Canon ED 200 f 2.8 alla fluorite.

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MessaggioInviato: giovedì 18 gennaio 2018, 6:21 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 15:35
Messaggi: 16626
Località: Dove mi portano le stelle
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Le ottiche fotografiche nascono per l'uso terrestre. Per questo motivo una leggera perdita di nitidezza ai bordi è tollerata. Spesso questo problema è dovuto al fatto che il campo non è piano.
Di conseguenza se chiudo il diaframma ho una maggiore profondità di campo e la curvatura del campo viene a essere ridotta.
Altro motivo può essere la cromaticità dell'obbiettivo.
Anche in questo caso un obbiettivo terrestre con un po' di cromatismo va più che bene mentre in astronomia no.
Chiudendo il diaframma il cromatismo è meno evidente proprio per la maggiore profondità di campo.
Un buon obbiettivo da 300 mm f/3,5 costa intorno ai 1500/2000 euro. Un Takahashi FSQ106 con riduttore lo porta a una focale e a un'apertura equivalenti. Per quale motivo dovrei comprare un Taka (che costa da 3 a 5 volte tanto) quando posso avere gli stessi risultati e in più o anche i diaframmi per l'uso terrestre e l'autofocus?

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MessaggioInviato: giovedì 18 gennaio 2018, 8:42 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 15:08
Messaggi: 8371
Località: Roma
Tipo di Astrofilo: Fotografo
Stra-consiglio di fare test di giorno in proprio sui tele- (e) gli altri obiettivi fotografici.

Puntanto soggetti all'infinito con minuzia di dettagli, per prima cosa sarà da curare al massimo la messa a fuoco in LV al 200%
alla massima apertura dell'obiettivo ed eseguire uno scatto per ogni variazione di diaframma tramite il (SOLO!) tempo di
esposizione, in modo che la differenza di luce in entrata equilibri correttamente l'esposizione.

Impostare la minima sensibilità degli ISO e piantare [please] la fotocamera munita di teleobiettivo o telescopio
su di uno stativo ROCCIA!
Lasciate da parte per l'occasione qualsiasi cavallettino, o cavalletto fotografico più o meno serio, perchè in questo genere di analisi essi
non assolvono alla necessità. Oltretutto aumentando la focale dell'ottica da testare, diminuiscono le tolleranze per "nascondere" le
micro-vibrazioni. Lo scopo infatti è quello di evitarle come la peste, perchè ad ogni scatto della reflex ce ne saranno moltissime, più di
quante se ne possa immaginare, amplificate ulteriormente se la focale da testare inizia ad essere di misura discreta (da 100mm in su).

Con un minimo di autocritica una volta messi i frame ottenuti in analisi a pixel-real si vedranno pregi (qualora ce ne fossero, ma
in reltà sono meno di qualsiasi aspettativa) e difetti (ovviamente in maggioranza) dei propri vetri.

Si capiranno moltissime informazioni che l'obiettivo è in grado di trasmettere. Per esempio quale sarà la migliore prestazione
(in genere in prossimità dei diaframmi intermedi f/5,6-f/8) e quale sarà il miglior compromesso fra qualità immagine e apertura
del diaframma. La vignettatura, le distorsioni e le altre aberrazioni emergeranno, anzi urleranno (!) alle massime aperture e
saranno delusioni o piacevoli scoperte; molto ovviamente dipenderà dal tipo e qualità della lente.

Si analizzeranno gli angoli (si constaterà l'infima qualità delle massime aperture), la parte centrale e quelle mediane.

Provare, provare e vedrete quanti vetri dovrete buttare.... alle ortiche, se le intenzioni sono quelle di usarli in astronomia! :D

Al termine consiglio di salvare le imagini test con dovizia perchè serviranno in futuro per ulteriori comparative con altri
tele- (e) obiettivi, torneranno molto utili.

Con tali procedure oltre ad analizzare il parco lenti, ho testato tutti i miei telescopi e le comparative che ne ho
tratto sono interessanti oltre ad essere illuminanti (collimazioni e rese).
Il tempo poi che dedicherete a questi test non sarà uno spreco, tutt'altro: ne troverete compiacenza e soprattutto
conoscenza sulle vostre legittime proprietà, oltre a non costare nulla, giungerete al traguardo su come impiegarle al meglio!
Cari saluti,

Danilo Pivato

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MessaggioInviato: giovedì 18 gennaio 2018, 12:32 
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Iscritto il: mercoledì 2 maggio 2007, 21:28
Messaggi: 6081
Ciao, penso che non troverai mai un obiettivo fotografico che a tutta apertura lavora bene in astrofoto senza cromatismo, coma, ecc.
A volte non basta chiudere di un solo diaframma, ma anche 2-3.


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MessaggioInviato: giovedì 18 gennaio 2018, 12:41 
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Iscritto il: martedì 6 maggio 2008, 11:59
Messaggi: 8786
Località: San Francesco al Campo [TO]
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Quando si diaframma la profondità di campo aumenta e, allo stesso modo, aumenta anche la tolleranza al fuoco.

Dalla mia esperienza (a secco, ossia non sotto il cielo) il problema più grave nell'impiego di un obiettivo con una CCD è la difficoltà a mettere a fuoco. Toccare la ghiera del fuoco mentre è montato su una camera con l'otturatore interno che gira ogni tot, introduce un sacco di vibrazioni e individuare il fuoco può essere molto difficile.

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Simone Martina
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MessaggioInviato: sabato 27 gennaio 2018, 22:55 
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Iscritto il: sabato 8 dicembre 2012, 12:35
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Località: Torino
Ho una Nikon D5100, con i relativi obbiettivi del kit, il 18/55 e il 55/300, senza ghiera del diaframma che viene gestito dalla macchina.
Come si fa a regolare a piacere il diaframma quando l'obbiettivo è staccato dal corpo macchina e montato sulla CCD?

Ale


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MessaggioInviato: sabato 27 gennaio 2018, 23:00 
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Iscritto il: mercoledì 15 ottobre 2008, 17:01
Messaggi: 20566
Località: Firenze
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
E' difficile, se il comando è meccanico a volte alcuni anelli di raccordo hanno un risalto apposito per comandare la chiusura del diaframma. Altrimenti c'è poco da fare.

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MessaggioInviato: domenica 28 gennaio 2018, 12:21 
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Iscritto il: mercoledì 9 maggio 2012, 13:59
Messaggi: 1045
Località: Provincia di Sondrio
Su alcune macchine che hanno il diaframma elettrico è possibile fare ciò che chiedi staccando l'obbiettivo a macchina accesa dopo aver settato il diaframma, sempre che la tua macchin chiuda subito il diaframma e non solo allo scatto. Nel caso lo chiuda solo allo scatto puoi premere il tasto (se la tua macchina lo ha) di previsualizzazione della profondità di campo (che effettua chiudendo il diaframma) e staccare l'obbiettivo tenendolo premuto.
Cio non funziona con tutte le macchine ed obbiettivi, potrebbe fare il tuo caso o no.
Ti ricordo che, benchè molti fotografi scambino le ottiche a macchina accesa senza ptoblemi di sorta, la manovra di cambio ottiche sarebbe meglio farla a macchina spenta per evitare danni causati da contatti non corretti. Ogni prova è a tuo totale rischio e pericolo.
Ciao

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