1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
MessaggioInviato: sabato 9 dicembre 2017, 22:00 

Iscritto il: giovedì 6 novembre 2014, 18:31
Messaggi: 673
Grazie Angelo per l'accurata spiegazione, sempre gentilissimo!
Quindi questi test erano la conferma di quanto detto, a questo punto non vedo l'ora neppure io di qualche report sui soggetti planetari per cui è portato questo telescopio! (Marte in primis, anche se c'è da aspettare)


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MessaggioInviato: domenica 10 dicembre 2017, 9:52 
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Iscritto il: mercoledì 15 ottobre 2008, 17:01
Messaggi: 19809
Località: Firenze
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
A quello che dice Angelo aggiungo che il telescopio che usava Schiaparelli aveva una correzione Cde come il Milo, ed era infatti adatto ad osservare Marte.

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MessaggioInviato: domenica 10 dicembre 2017, 13:21 
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Iscritto il: sabato 11 febbraio 2006, 12:43
Messaggi: 14452
Località: Milano
Tipo di Astrofilo: Visualista
Ieri sera con seeing medio andante sullo scarso (antoniadi III con periodi di IV) ho puntato un po di doppie via via piu strette fino ad arrivare ad Alnitak (ζ Ori), perseus mi dà la principale di 1,88 e la secondaria di 3,69 separazione circa 2,2" per il seeing presente era il massimo a cui si poteva aspirare, con entrambi rispettivamente a 240 e 233x (Nano+zoom a 2 mm e Milo+GO 6 mm) sdoppiate con fatica, si vedavano separate solo nei periodi piu "calmi" altrimenti si vedeva il classico "8", salvo nei momenti peggiori dove proprio si "mischiavano". penso che per arrivare al loro limite nominale sia necessario almeno un seeing II stabile.

Appunto sui "colori", mentre nel Nano le due erano di un blu piu o meno della stessa tonalità (al netto della diversa luminosità), il Milo mi dava la principale celestina e la secondaria bianco freddo, dando esteticamente un bello stacco di colore, ipotizzo che ciò sia dovuto alla luminosità della primaria (penso sia la prima stella blu sotto la mag 2 che ho osservato col 76 mm) che mi ha permesso di apprezzare parte della componente blu.
Poi come sempre sulle doppie ad alti ingrandimenti, sul corto (tanto piu con il seeing medio/scarso) è assolutamente necessario fare il fuoco con cura, a differenza del lungo il quale permette correzioni del fuoco ben piu rare.

Ho verificato anche la bontà della nuova gabbia, avevo qualche dubbio sulla tenuta del tubo (un catafalco di un metro e mezzo non è esattamente come un tipico "tubetto" per la guida), ma le tre vitone M8 fanno egregiamente il loro dovere, una volta allineato il tutto, punto grossolamente col red-dot, poi rifinisco col Nano+TMB 40 mm (12x, FOV 5,75°) e centro col Milo, ora è tutto centrato anche ad ingrandimenti pari a 3D.


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MessaggioInviato: lunedì 11 dicembre 2017, 17:53 
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Iscritto il: venerdì 26 settembre 2008, 9:11
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E a proposito della famosa "sensibilità al seeing" hai notato differenze tra i due ?

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MessaggioInviato: lunedì 11 dicembre 2017, 22:51 
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Iscritto il: sabato 11 febbraio 2006, 12:43
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Località: Milano
Tipo di Astrofilo: Visualista
A parità (o quasi 192x vs 175x e 240x vs 233x) d'ingrandimento il tremolio che vedo nel Nano lo vedo anche nel Milo, la differenza è che nel corto devo ritoccare il fuoco piu spesso rispetto al lungo, forse è da quello che deriva l'impressione di maggiore stabilità dell'immagine di quest'ultimo, impressione che istintualmente ho avuto anche io, ma facendoci attenzione e passando piu volte da un oculare all'altro, come ho già detto, con seeing medio-scarso come trema la stellina in uno così trema nell'altro, idem con la Luna, non mi è sembrato di scorgere differenze sostanziali di microdettaglio.
Ora devo solo attendere un pianeta (la palletta di Urano ed il puntino ingrossato di Nettuno non fanno testo) per vedere veramente come và.

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MessaggioInviato: martedì 12 dicembre 2017, 8:44 
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MessaggioInviato: martedì 12 dicembre 2017, 10:43 
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La sensibilità al seeing (non consideriamo l'accimatazione dello strumento che consideriamo perfetta) dovrebbe dipendere essenzialmente dal diametro del telescopio, in quanto connessa col numero delle "celle" di agitazione termica dell'aria che vengono intercettate. Almeno diciamo così. Quindi tra un 76 mm ed un 80 mm non ci dovrebbe essere differenza, non saranno certo 4 mm ad incidere. La variazione di fuoco data dal seeing sarà più sensibile nello strumento a basso rapporto focale, dal momento che ha una profondità di fuoco molto più ridotta. Questo in teoria, mi sembra che all'atto pratico ci sia stata una perfetta corrispondenza.

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MessaggioInviato: martedì 12 dicembre 2017, 12:44 
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fabio_bocci ha scritto:
(non consideriamo l'accimatazione dello strumento che consideriamo perfetta)

Si, non l'ho precisato ma i due strumenti erano fuori già dal tramonto, quindi perfettamente acclimatati, in proposito segnalo un'altra curiosità, dopo il tramoto durante la procedura di allineamento tra i due tubi, ho notato che il Nano è ben piu lungo ad acclimatarsi rispetto al lungo, con il Δ termico della serata (circa 17/18°) le stelline nel Milo si sono "stabilizzate" dopo circa un quarto d'ora, mentre nel Nano ci son voluti una 40ina di minuti.

photallica ha scritto:
Una prova sul Sole in luce bianca l'hai fatta?

Non ancora, conto di farlo nel primo finesettimana di cielo terso disponibile (non il prossimo essendo di Luna nuova :D), quando succederà i due saranno sempre fianco a fianco, il Nano equipaggiato di AS (ho inscatolato da qualche parte ancora il filtro fatto anni fà per lui) ed il Milo con l'herschel autocostruito.

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MessaggioInviato: domenica 24 giugno 2018, 11:31 
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Ero indeciso se inserire questa "osservazione" nel relativo topic di Giove, ma trattandosi piu di un confronto che di un vero e proprio report e considerando la similitudine con quanto scritto precedentemente su questo 3D, la posto qua.



Ieri sera dopo aver valutato che il meteo avrebbe (finalmente) collaborato, ci siamo incontrati (con Cesare, Vincenzo e Francesco) in abbazia per confrontare il San Giorgio diaframmato (e non) a 150 mm (diventando un f/19) con l'Officina Stellare 150 f/8 "sociale", target Luna, Giove e Saturno fino a circa la mezzanotte (ora locale).

Come sempre in base agli oggetti osservati la correzione "particolare" dei colori del San Giorgio aveva i suoi pro e i suoi contro (esteticamente parlando), peccato che il seeing era sul fetente andante (antoniadi IV con qualche breve periodo di III, si doveva avere pazienza ad aspettarlo), nonostante la visione "calda" dell'acro rispetto a quella neutra dell'apo (su Giove le bande erano bianco crema nel primo e bianche e basta nel secondo, idem con la Luna), ho notato (al netto del seeing variabile) grossomodo gli stessi dettagli come la differenziazione in fasce di tonalità diverse della calotta nord (ovvero sezionamento della NTZ ad opera della NTB, della NNTZ e NNTB e della NPR), il numero di "onde" su NEB e SEB (su questa visibile un ovalino scuro), poi, puntata la Luna, l'unico craterino visibile (ad intermittenza) sul fondo di Plato, provate stesse osservazioni in torretta, massimi ingrandimenti utilizzati 200x sull'apo e 285x sull'acro (su questo per i confronti ci siamo limitati tra i 190x di un 15 mm e i 228x di un 12,5 mm), come detto abbiamo osservato anche Saturno dopo le 23:30 ma a parte la soddisfazione estetica era troppo basso e turbolento, sugli anelli visibile solo la cassini (comunque chiarissima), sul globo visibile la NEB (piu scura) che divideva la EZ dalla NTZ (entrambe piu chiare).

Tutti abbiamo concordato che l'immagine piu gradevole e soprattutto rilassante era quella del San Giorgio, maggiore facilità di messa a fuoco (ancor di piu in versione diaframmata ad f/19), percezione di stabilità del fuoco a fronte dell'immagine piu "nervosa" dell'Officina Stellare, devo dire però che a me la Luna (per quanto piu "nervosa") è piuaciuta di piu nell'apo, preferendo maggiormente il bianco argenteo che restituiva, mentre sui pianeti decisamente preferibile il San Giorgio.
In pratica, ho provato le stesse sensazioni dei confronti tra il Milo ed il Nano (praticamente dei cercatori al confronto di questi bestioni) fatti tempo fa, parlando di sensazioni potrei confermare pari pari quanto scrissi qui nei post precedenti.

Una particolarità, col San Giorgio abbiamo puntato (a piena apertura e medio ingrandimento) la bianchissima Vega la quale era avvolta dal un ampio alone blu/indaco, a dimostrare ancora una volta la particolare correzione del colore (Cde ancora piu spinto rispetto ad un "normale" Cde, proprio come richiesto dal De Mottoni quando lo commissionò, che lo volle ottimizzato per l'osservazione di Marte) che di fatto non corregge il blu, il quale risulta un bel po fuori fuoco, anche per questo (rapporto focale a parte) per trovare il "classico" cromatismo, vanno puntati target luminosi e scendere di ingrandimento (P.U. dal millimetro in sù), ma quando lo si riesce a far apparire, questo è molto piu esteso dell'alone violetto dato da un classico ocromatico.

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MessaggioInviato: lunedì 2 luglio 2018, 17:08 

Iscritto il: giovedì 6 novembre 2014, 18:31
Messaggi: 673
Grazie Angelo, continuo a trovare molto interessanti questi confronti e spesso sono di spunto ad alcune mie riflessioni riguardo questi doppietti Cde in cui, prima o dopo, metterò sicuramente occhio.
Da quello che ho compreso dunque per ora sembra la preferenza vada a queste lenti non tanto per una maggiore performance quanto ad una maggiore comodità di osservazione, e ciò dovrebbe andare ben d'accordo con la particolare sensibilità dell'occhio ai toni caldi.

Sono andato a leggermi alcuni report che postò tempo fa Kappotto riguardanti le osservazioni di DeMottoni con il San Giorgio (queste); un paio di cose mi hanno lasciato perplesso.
In primo luogo in quasi tutte le osservazioni il disco viene definito giallo, raramente tendente all'arancione o al rosso.
Io non ho effettuato molte osservazioni di Marte, tuttavia sono abbastanza sicuro di aver visto un disco arancione/rosso ad occhio nudo, ed arancione con un ingrandimento generalmente al di sotto dei 200x.
Il giallo percepito da DeMottoni era quindi dovuto al doppietto Cde?

Inoltre spesso ha segnalato alcuni particolari marziani "azzurri" o "bluastri", come si spiega questo se appunto questa lunghezza d'onda dovrebbe essere preclusa e fuori fuoco?

Infine un ultima domanda, è possibile emulare l'effetto di un doppietto Cde con un filtro posto in un doppietto Cef? Per esempio un giallino molto chiaro non dovrebbe spostare verso tonalità calde e bloccare il blu?


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