stefanovezzosi ha scritto:
Per quelli (pochi a quanto sembra) ne capiscano o si vogliono sforzare a capire vi posto un piccolo grafico che ho ricavato velocemente nella pausa pranzo con excel utilizzando un algoritmo abbastanza grossolano di FFT.
Ho sovrapposto la funzione di trasferimento di un 20 cm con ostruzione del 35% e quella di un 10 cm non ostruita in modo da evidenziare la differenza di risoluzione a favore del 20 cm (dimensioni del lobo principale più piccole) e la differenza di contrasto su oggetti di intensità molto diversa vicini a favore del 10 cm.
In quest'ultimo caso si vede come la mancanza dell'ostruzione centrale determina una funzione di trasferimento che, sebbene con lobo principale più largo, decade fino a 0 senza luce diffusa nei minimi dei lobi principali che rendono impossibile distinguere oggetti molto vicini con gradienti di luminosità molto diversi.
Probabilmente non interesserà a molte persone, però sarebbe il caso (ihmo, sempre ihmo) parlare con questi grafici sott'occhio altrimenti rischiamo di portare solamente valutazioni oggettive che forse sono più consone a report osservativi visto il legame che hanno con l'osservatore e le condizioni atmosferiche.
Saluti e baci, Stefano
E con oggetti con differenze di contrasto piccole con cui più spesso si ha ache fare, ad esempio sui pianeti (soprattutto Saturno), che succede?
La MTF mi sembra abbastanza indicativa in tal senso, anche se è difficile identificare in che punto della MTF una particolare zona si possa trovare. Link:
http://www.telescope-optics.net/obstruction.htmDetto questo, bisogna poi introdurre il disturbo introdotto dall'atmosfera e il discorso si complica un bel po'. Xenomorfo, più che di principi di ottica bisognerebbe ragionare su come il seeing agisce sulla PSF o MTF (tanto l'una è trasformata dell'altra). Per me il nocciolo della questione principalmente qua e infatti le maggiori obiezioni dei rifrattoristi arrivano proprio da questo argomento.
Ciao.
Mauro