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A parte le ovvie parti necessarie a far funzionare il telescopio già citate, ormai non riesco a considerare una sessione osservativa completa e soddisfacente se non porto con me il programma osservativo.
Lo preparo a casa, prendendomi il dovuto tempo ed escludendo gli oggetti già osservati. Poi stampo le mappe ad hoc alla scala dell’oculare con cui osserverò l’oggetto. Stampo una “FinderChart”, ovvero un ritaglio della zona di cielo che ho intenzione di battere con evidenziati soltanto gli oggetti della mia lista e metto tutto in ordine crescente di tramonto nel porta listini.
Porto il brogliaccio, matita, gomma e mollette per bloccare i fogli e non farli girare nelle nottate particolarmente ventose.
_________________ volpetta.comOsservo con: Atmosfera (turbolenza, diffrazione) >>> un telescopio (scollimazione, flessioni, aberrazioni, sporcizia, turbolenza interna, sfocature varie) >>> un oculare (sporcizia, assorbimento luce, scattering) >>> occhio (aberrazioni, mosche volanti, disallineamento) >>> cervello (inganni per la poca luce, inesperienza, adattamento al buio...) ...e nonostante questo Sky is the limit
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