1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

Il primo forum di astrofili per astrofili, nato nel 2000.
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Autore Messaggio
MessaggioInviato: giovedì 23 novembre 2017, 21:23 

Iscritto il: giovedì 6 novembre 2014, 18:31
Messaggi: 674
Addirittura 4 volte?
Un utile intervento Fabio, grazie, io avevo spinto sulla Luna e, testando come hai proposto un oculare e poi barlow+oculare con gli stessi igrandimenti il degrado dell'immagine era molto evidente. Tuttavia sto parlando di ingrandimenti molto spinti, per dire, Giove o Saturno per esempio a 80x con le stesse opzioni non era cosí drammatico il calo di luminositá.


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MessaggioInviato: giovedì 23 novembre 2017, 23:29 
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Iscritto il: mercoledì 15 ottobre 2008, 17:01
Messaggi: 20566
Località: Firenze
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Ho provato varie volte la differenza tra un oculare a focale doppia con Barlow ed il corrispondente oculare della medesima focale totale, trovando in genere differenze del tutto trascurabili o nessuna differenza tra le due combinazioni. Ma forse perchè la Barlow usata era di sufficiente qualità. Però sopporto poco la "torre" che si ha con l'oculare sopra la Barlow e preferisco sempre l'oculare di metà focale da solo.

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Ciò che non ha termine non ha figura alcunaLeonardo da Vinci


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MessaggioInviato: giovedì 23 novembre 2017, 23:39 

Iscritto il: martedì 21 gennaio 2014, 22:13
Messaggi: 120
Località: milano
Tipo di Astrofilo: Visualista
forse la Barlow é più indicata per chi fa fotografia planetaria


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MessaggioInviato: giovedì 11 luglio 2019, 11:05 

Iscritto il: sabato 29 giugno 2019, 20:41
Messaggi: 25
Tipo di Astrofilo: Visualista
Buondì. Ne approfitto di questo argomento per capirne un pò di più su queste lenti che non ho mai usato su un newton Gso. Solo oculari. Pongo in esempio un riflettore 254/1200 avente un oculare da 2mm con cui ottengo 600x di ingrandimento. Si dovrebbe essere oltre il canonico massimo ingrandimento utile di 508x, e poco meno del massimo ingrandimento eccedente ottenuto a 635x moltiplicando per il valore limite di 2,5 volte la misura del diametro. Mettiamo che osservo la luna a 600x. Cosa accade se a questo ingrandimento aggiungo una buona lente di barlow a 2x? sgrana tutto all'inverosimile o ottengo ancora qualcosa di decente?


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MessaggioInviato: giovedì 11 luglio 2019, 14:04 
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Iscritto il: sabato 11 febbraio 2006, 12:43
Messaggi: 15014
Località: Milano
Tipo di Astrofilo: Visualista
Io ingrandimenti simili li ho usati solo per la collimazione tramite startest, ma considerando che con dob 400 a 915x già avevo difficoltà di messa a fuoco sulla stella e che questa mostrava già perfettamente il tipico pattern di diffrazione, dubito che sia utile su strumenti di grande diametro (come lo è anche un 254 mm) usare ingrandimenti troppo oltre il canonico 2D, nel tuo caso penso che su qualsiasi oggetto celeste, a 1200x tu veda solo una scurissima ameba impossibile da mettere a fuoco.

Su piccoli diametri (di buona qualità ottico-meccanica), su Luna e doppie può aver senso sforare il canonico 2D fino ad arrivare a 3D (se il seeing concede).

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Associazione Astronomica Mirasole (Astromirasole).
Home page: http://astromirasole.org
Facebook: https://www.facebook.com/AstroMirasole/


Newton: Barile 400/1830 mm; Obice 200/1650 mm; Bidoncino 114/1300 mm con primario disalluminato. ••• Rifrattori: Nano apo 80/480 mm; Milo acro 76/1400 mm; 60ino acro 60/700 mm. ••• Binocoli: Vixen Ark 30x80, Vixen Ultima 8x56, Vortex Diamonback 8x42, Canon 10x30 IS II, Vortex Vanquish 8x26, Pentax Papilio 6,5x21.


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MessaggioInviato: giovedì 11 luglio 2019, 14:36 
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Iscritto il: giovedì 27 agosto 2009, 22:10
Messaggi: 1052
Mi permetterei di aggiungere: su piccoli diametri a rifrazione o comunque di rapporto focale medio-lungo (riflettori dalla bassa ostruzione). E' forse l'unico vero punto di forza dei piccoli diametri, specialmente a lente: la piccola dimensione, l'assenza di ostruzione e la buona lavorazione ottica sono tutti fattori che concorrono ad ottimizzare il trasferimento di contrasto, cosa che li rende molto "tolleranti" rispetto ad ingrandimenti notevolmente oltre il canonico 2D.
Sulla questione delle barlow, trovo riduttivo vederle solo come un espediente per aumentare gli ingrandimenti. Piuttosto trovo che la loro vera utilità consista nel moltiplicare il rapporto focale: un telescopio, che so, ad f/8 nativo diventa, con una barlow 2x, un F/16. Un rapporto focale più disteso permette anche ad oculari molto semplici, addirittura Huygens o Ramsden, di lavorare bene - il campo visivo diventa più ristretto e meno curvo rispetto al rapporto focale nativo e anche un oculare non particolarmente corretto diventa sfruttabile fino a bordo campo. Inoltre, sempre parlando di osservazione planetaria, poter raggiungere lo stesso ingrandimento con un oculare dalla lunghezza focale doppia (e quindi verosimilmente dalla maggiore estrazione pupillare) permette una maggior comodità che va a tutto vantaggio del potersi concentrare sull'immagine...

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MessaggioInviato: giovedì 11 luglio 2019, 21:40 

Iscritto il: sabato 29 giugno 2019, 20:41
Messaggi: 25
Tipo di Astrofilo: Visualista
Non sapevo di tale divario sugli ingrandimenti fra grandi diametri riflettori e ridotti su rifrattori a media-lunga focale. Per un neofita come me è interessante apprendere. C'è però una questione che non mi è chiara. Sino all'avvento del digitale, con la fotografia analogica mi cimentavo spesso nell'adoperare un duplicatore di focale su un teleobiettivo acromatico da 200mm, quindi ottenendo una potenza focale di 400mm e la conseguente perdita di 2 stop sul diaframma. Se l'apertura nativa del Tele era di f3,5, col duplicatore la perdita di luce equivaleva nel lavorare a f5.6. In campo astronomico, sento parlare di barlow, e poi di altre terminologie che mi danno l'idea di rappresentare tutte la stessa cosa (o quasi?) con nomi diversi: duplicatori o moltiplicatori di focale che mantengono la messa a fuoco, poi i tele-extender, e infine gli amplificatori di immagini, oggetti che possono aumentare la moltiplicazione previa aggiunta di prolunghe/raccordi. Correggetemi se la mia impressione è errata, ma mi sembrano tutti identici escludendo la barlow. Da quanto mi avete spiegato, ne desumo che se con la barlow raddoppio il valore F (un nativo f3.5 su lente a 2x diventerebbe f7), con un tradizionale moltiplicatore di focale, nell'intenderlo a duplicare porterebbe un f 3.5 a f.5.6 lasciandomi in sospeso interrogativi. Quali delle due lenti la migliore? Duplicatore o Barlow? Ed il telexterder e l'amplificatore di immagine, sono altro o la stessa cosa di un duplicatore-moltiplicatore? da qualche parte ebbi a leggere che le barlow tendono a alterare la messa a fuoco che va poi corretta, mentre i moltiplicatori tendono a mantenerla identica come da oculare, e questo già lo avevo appurato. Se riuscite a spiegarmi il perchè di tutte queste definizioni e inerenti proprietà ottiche, per me è un altro passo avanti. Infine, chiedo se non sarebbe ottimale per un riflettore 254/1200 applicare una barlow 2x con un oculare da 5mm, così ad incrementare la focale a 2400 su 480 ingrandimenti.


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MessaggioInviato: giovedì 11 luglio 2019, 22:33 
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Iscritto il: giovedì 27 agosto 2009, 22:10
Messaggi: 1052
Cerco di rispondere un po' sinteticamente: sì, concettualmente si tratta in tutti i casi dello stesso principio ottico. Vale a dire un complesso di elementi divergenti il cui effetto è moltiplicare di un certo valore (tipicamente 2x, ma il fattore può essere diverso: 3x, 1,5x... il fattore di amplificazione dipende dalla focale del complesso divergente e dal "tiraggio", cioè la distanza tra elemento divergente e l'oculare/sensore di ripresa - a parità di ottica a tiraggio maggiore corrisponde amplificazione maggiore) la focale nativa, con la corrispondente "chiusura" del rapporto focale (detto in termini fotografici: la chiusura del diaframma).
Posto il medesimo principio ottico - elemento divergente che amplifica la focale nativa - c'è da aggiungere che può variare la modalità pratica di realizzazione: si va dalla barlow economica costituita da una singola lente divergente, ad un doppietto acromatico, a progetti ottici più complessi ed ottimizzati per telescopi ben precisi (come è il caso degli accessori a corredo di certi piccoli rifrattori apocromatici usati come astrografi, laddove si richiede una notevole correzione ottica su un campo ampio). Perfino certi oculari di cortissima focale hanno un elemento divergente direttamente incorporato nel progetto ottico.
Inoltre, poiché la lente di barlow ha una sua propria lunghezza focale, la stessa amplificazione (per esempio 2x) può essere ottenuta con una lente di corta focale, e quindi con un tubo parimenti corto, oppure con una lente di focale maggiore che quindi necessiterà di un tiraggio proporzionalmente maggiore (tubo più lungo). In linea generale, per quanto riguarda le barlow a lente singola oppure con doppietto acromatico, ad una focale più lunga corrisponde la possibilità di lavorare meglio su telescopi dai rapporti focali nativi particolarmente veloci (da F/7 a scendere).

Per quanto riguarda la possibilità di raggiungere ingrandimenti relativamente elevati con piccoli diametri, sì, in effetti c'è in pratica un certo "appiattimento" quando si usano diametri più importanti (dai 250-300 mm a salire). E' una questione eminentemente pratica, dovuta alla maggior sensibilità al seeing o allo schema ottico che - come nei Maksutov o negli Schmidt-Cassegrain - obbliga ad una forte ostruzione con calo del contrasto in visuale; in realtà, se le ottiche sono ben lavorate e il cielo "collabora", può capitare che anche con grandi diametri si vada un po' oltre la fatidica soglia dell'ingrandimento 2D. Capiterà, però, meno frequentemente.

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MessaggioInviato: venerdì 12 luglio 2019, 9:38 

Iscritto il: sabato 29 giugno 2019, 20:41
Messaggi: 25
Tipo di Astrofilo: Visualista
Piu' chiaro di cosi', non potevi essere. Eccellente il tuo sintetismo. Ora comprendo perche'
quando acquistai un oculare da 2mm dovetti scegliere tra
un modello fisicamente piu' corto e uno un po' piu lungo
e costoso. Concludo con l'ultimo quesito. Al merito di elevata qualita' e prezzo
tra un'ottima barlow 2x e un duplicatore/moltiplicatore/telexetender/amplificatore
a 2 x (i secondi li ho riassunti come medesimo principio), quali
dei due hanno la migliore resa ottica al titolo astronomico o i pro e contro.
Null'altro a chiedere, nello specifico per la visuale diretta, su
su riflettore di 254/1200 e uno 127/850 (quest'ultimo vecchissimo, era di mio nonno)


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MessaggioInviato: venerdì 12 luglio 2019, 11:06 
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Iscritto il: giovedì 27 agosto 2009, 22:10
Messaggi: 1052
... mmm... a questo non saprei rispondere. So dirti, però, che se le ottiche del telescopio sono di buona qualità, anche una semplice barlow acromatica (lasciamo stare quelle economiche a lente singola) svolge più che decorosamente il suo compito. Dipende però anche dallo scopo per cui la usi, nel senso del target osservativo: un conto è l'osservazione o la fotografia planetaria, per cui sono richiesti nitidezza e contrasto a centro campo (e pazienza se ai bordi non c'è proprio tutta 'sta gran correzione...); altro è la fotografia di oggetti deboli ed estesi, per cui si richiede grande correzione cromatica e soprattutto geometrica su campi MOLTO più ampi.
Comunque, rispetto ai telescopi che citi, una buona barlow di focale non troppo corta dovrebbe fare il suo sporco lavoro e darti buone prestazioni...

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