1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

Il primo forum di astrofili per astrofili, nato nel 2000.
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Autore Messaggio
MessaggioInviato: martedì 13 marzo 2018, 16:21 
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Iscritto il: mercoledì 15 ottobre 2008, 17:01
Messaggi: 19653
Località: Firenze
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
La visione distolta sposta poco il problema, perchè in distolta non è che si possono vedere tanti particolari, si vede che un oggetto c'è o non c'è e qualcosa di vago sulla sua forma, ma poco più. Alla fine si può simulare rendendo l'oggetto pochissimo visibile ed annebbiato.

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Ciò che non ha termine non ha figura alcunaLeonardo da Vinci


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MessaggioInviato: martedì 13 marzo 2018, 16:28 

Iscritto il: martedì 26 dicembre 2017, 11:48
Messaggi: 178
Siccome il problema così come impostato è troppo semplice per Andrea :) metto un pò di sale per renderglielo un tantino più interessante.
Il problema è che all'oculare noi abbiamo un campo apparente che mediamente può andare dai 56° agli 82° ed è costituito da un cerchio di piena luce che va a colpire per intero la nostra retina. Nella fotografia questo cerchio di piena luce viene tagliato dalla forma rettangolare o quadrata del sensore e dalle sue dimensioni. Tutto il resto del "ritaglio" viene quindi perduto per sempre.
Domanda: come si fa a ricostruire una parte di immagine che non è stata impressionata dal sensore e che dunque già all'origine non corrisponde a quanto si vede all'oculare?
Allegato:
campo di piena luce e formati sensore.PNG
campo di piena luce e formati sensore.PNG [ 46.68 KiB | Osservato 214 volte ]


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MessaggioInviato: martedì 13 marzo 2018, 19:39 
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Iscritto il: domenica 8 maggio 2011, 20:54
Messaggi: 7549
Località: ̶B̶s̶̶ Francia Corta
Aggiungasi anche il fatto che l'occhio spazia, si muove, nell'oculare (è quello il bello).
:crazy:

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Ippo (Costanzo)
"Una cosa ho imparato nella mia lunga vita: che tutta la nostra scienza è primitiva e infantile
eppure è la cosa più preziosa che abbiamo" (A. Einstein).

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MessaggioInviato: martedì 13 marzo 2018, 21:08 
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Iscritto il: mercoledì 2 gennaio 2008, 9:06
Messaggi: 5915
Località: Roma
Beh, dò anch'io il mio contributo di guastafeste:
Sinora, nella discussione che si è instaurata su questo topic si è parlato di visione scotopica, retina, coni e bastoncelli, ma si è trascurato un particolare fondamentale: che mentre , a certi dati parametri, l'output di un CCD è sempre lo stesso (trascurando ovviamente fattori ambientali) ed è quindi oggettivo,non è affatto così per l'occhio umano, per il quale la sensibilità, la capacità di cogliere particolari in condizione di luce scarsa, etc, varia da individuo ad individuo, con l'età,con fattori genetici che condizionano la qualità della vista,e, quel che più conta, della elaborazione dell'input visivo fatta dal nostro cervello.Quante volte ci è capitato di osservare , con lo stesso telescopio un pianeta od una stella doppia stretta ed un nostro amico astrofilo ci ha detto di non riuscire a vedere quello che noi vedevamo (oppure il contrario)?
Non esiste quindi, a mio avviso una osservazione visuale univoca, ma tantissime osservazioni visuali, diverse da individuo ad individuo, e delle quali occorrerebbe ricavare uno standard (cosa peraltro molto difficile) prima di poter ottenere l' "astrofotografia visuale"di cui si parla.

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Fulvio Mete
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MessaggioInviato: mercoledì 14 marzo 2018, 10:13 
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Iscritto il: lunedì 13 febbraio 2006, 9:53
Messaggi: 14435
Località: ̶T̶o̶r̶v̶a̶j̶a̶n̶i̶c̶a̶ Kleve
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Beh, abbiamo decenni di studi e sperimentazioni dai quali sono stati ricavati i dati validi per l'uomo medio. Qualcuno potrà dire "io vedo di più" o "io vedo di meno" ma questo non intacca la validità e il valore del risultato.
Aggiungo che, nel suo complesso, anche la "visione" con il ccd è tutt'altro che ripetibile, altrimenti avremmo foto tutte uguali. Cambia l'IL, cambia la trasparenza, cambia l'AR, cambia il telescopio. Tutto sommato, considerando tutte le variabili, non è molto meno opinabile di quello che mi prefiggo io.
Per quanto riguarda visione diretta/distolta, come vediamo noi di notte? Con entrambe. E con entrambe sono state ricavate le curve di sensibilità spettrale e di acuità visiva. Appunto perché l'occhio spazia.
Il campo inquadrato è chiaramente un limite dal punto di vista del realismo dell'esperienza, ma immagina di osservare attravarso una finestra della tua astronave piccola e distante alla bisogna e non ci pensare più. Ho dimenticato qualche aspetto?

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MessaggioInviato: mercoledì 14 marzo 2018, 11:24 
Moderatore
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Iscritto il: venerdì 21 dicembre 2007, 13:49
Messaggi: 4570
Località: Roma / Amelia (TR)
Tipo di Astrofilo: Visualista
Ma te non ti riposi manco in vacanza? :mrgreen:

Comunque, riallacciandomi a quello che diceva Fulvio, il grosso ostacolo è che l'immagine si forma nel cervello sulla base degli impulsi trasmessi dal nervo ottico, questo meccanismo ci è oscuro e sicuramente non possiamo tradurlo in un modello (e probabilmente vi è qualche sorta di "integrazione", anche se di durata limitata.

L'unica strada secondo me è il buon vecchio metodo empirico: una volta individuato un setup di riferimento, si fanno tentativi con parametri (soprattutto tempo di posa) differenti e si confrontano i risultati con quanto percepito all'oculare. Si costruisce una curva di taratura, e si vede se la stessa curva tiene passando da un oggetto all'altro. Più dati si raccolgono e più affidabili saranno i risultati.

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Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati.

Dobson GSO 10" con Telrad - Celestron CPC800 - Meade ETX-70
Panoptic 24mm - FF 19 mm - Hyperion zoom 8-24 mm - Genuine Ortho 5mm - Barlow Televue 2X - Astronomik OIII
Zwo ASI 120 MC


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MessaggioInviato: mercoledì 14 marzo 2018, 11:32 
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Iscritto il: lunedì 13 febbraio 2006, 9:53
Messaggi: 14435
Località: ̶T̶o̶r̶v̶a̶j̶a̶n̶i̶c̶a̶ Kleve
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Esistono già studi fatti da scienziati veri, basta applicarli e vedere quanto ci convincono. Con una bimba piccola peste non mi riposo mai, soprattutto non in vacanza

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MessaggioInviato: mercoledì 14 marzo 2018, 12:08 
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Iscritto il: sabato 17 maggio 2014, 5:29
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mah , secodo mè se non ci si trova fisicamente e contemporaneamente ad osservare lo stesso monitor(e) con i colori non se ne esce...

questa è una versione a zero elaborazione canale blu in scala di grigi


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MessaggioInviato: mercoledì 14 marzo 2018, 16:52 
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Iscritto il: mercoledì 15 ottobre 2008, 17:01
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Località: Firenze
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Si vedono poco le ali. Vediamo come si vede questa:
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Anche qui si vede più "pancia" che ali.

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MessaggioInviato: mercoledì 14 marzo 2018, 18:51 
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Iscritto il: sabato 17 maggio 2014, 5:29
Messaggi: 1800
Sicuramente dipende molto anche dal monitor ,
per esempio dal mio cellulare un "s4mini Samsung" non vedo tutte le sfumature che vedo dal pc di casa...

ci vorrebbero riscontri di altre persone...

dovrebbe colpire la luce proveniente da dietro le nubi oscure vicino al trapezio , come se si avvicinasse un temporale diurno , difficile ottenere questo risultato in termini di nettezza fotografica , o forse di riproduzione di un monitor
(difficile nel senso senza usare tool oppure elaborazioni)

Da dire anche che quella sensazione non sempre si percepisce , nemmeno quando usavo un 16" da casa

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