1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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MessaggioInviato: martedì 17 settembre 2013, 7:34 
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Iscritto il: mercoledì 19 marzo 2008, 9:47
Messaggi: 973
Località: Messina
Qualsiasi giudizio su questo binocolo non può prescindere dall'uso cui è destinato. Se pensate di trovarvi di fronte ad uno strumento esclusivo per l'astronomia che vi mostri stelle come spilli su tutto il campo vi sbagliate, come pure se pensate - poichè è "solo" un 7x32 - di poterlo tenere tranquillamente tra pollice e indice tutta la serata: questo binocolo non è proprio una piuma. Abituato male come sono col mio buon vecchio piccolo Zenith 8x30 che pesa neanche mezzo chilo, gli 800 grammi del kenkino si fanno sentire. D'altra parte c'era da immaginarselo, vista la sua peculiarità di estrema visione panoramica, che lascia sospettare la presenza di abbondante vetro al suo interno ed in particolare due prismi generosi. Non l'ho smontato per verificare queste supposizioni, ma dimensioni e peso lasciano presagire tutto questo. Certo che se il CR non è di 13° allora c'è da rimanere delusi, se non arrabbiati.

Esteticamente è molto ma molto carino. Al contatto con le mani la sua plastica levigata e morbida fa pensare alla pelle di una ragazza, dunque non dispiace tenerlo in mano, per chi ce la fa. Preso con una mano, il peso dell'altra metà fa si che si richiuda da solo, dunque se ci tenete al vostro bel nasino tenetelo sempre con due mani oppure fate stringere la frizione centrale da un vostro amico competente in questo genere di lavori. Sia la messa a fuoco (centrale) che la correzione diottrica (occhio destro) sono morbide e sicure. La meccanica in generale non sembra eccessivamente lussuosa ma nemmeno dal farvi gridare "al ladro!". E' un binocolo ben fatto, sia nel design sia nella fattura. E di sicuro non sarà apocromatico ma che volete: ci sono binocoli grandi come questo che costano dieci o venti volte tanto, e che non hanno nemmeno 8° di CR...

Dentro il pacco c'è il binocolo all'interno della sua custodia con cinta a tracolla, tappato sia davanti con due tappi in plastica che dietro con un unico tappo che avvolge i due oculari. Fanno compagnia un panno e una lenspen per le pulizie, gentilmente offerti in omaggio.

Gli obiettivi sono due, e questo lo sospettavamo visto che abbiamo deciso di comprare un binocolo.
Ad una vista esterna i due obiettivi presentano qualche riflesso verdastro e buona trasparenza, hanno un diametro esterno (cella) di 43mm ed escono di 25mm dallo scafo, ma - ohibò - hanno un diametro interno di 35mm e non 32. Traquardando dalla parte di questi obiettivi si vede l'altra uscita ben tonda e generosa, senza alcun inciampo sui bordi. Anche traguardando le pupille d'uscita queste appaiono ben tonde, ma con una piccolissima corda sul bordo esterno che interrompe la circonferenza altrove ben disegnata, ma una cosa veramente irrisoria. La lente frontale dell'oculare è generosa: 20mm di diametro. A guardarla dall'esterno mostra una quantità impressionante di riflessi variamente colorati e ricurvi, che lasciano intuire la presenza di un sistema ottico interno molto complesso evidentemente studiato per allargare il campo. I paraocchi, in plastica, sono larghi 41mm ma è come se non ci fossero: nel lato esterno arrivano a 4mm dal piano della lente dell'occhio, mentre dal lato interno solo 2mm.


PROVA DIURNA TERRESTRE

13.1°? Si, ci sono. Ma solo se teniamo lo sguardo fisso al centro. Allora si abbiamo l'idea che tutto ci giri attorno, di essere soli noi e il panorama senza alcun intermediario ottico in mezzo, ma se solo spostiamo gli occhi verso i bordi come per magia una buona fetta di questo campo sparisce. Al centro vedo parabole lontane e riesco a leggerne la marca e i numeri di matricola, ma se la parabola è esattamente al bordo del campo e la osservo "con la coda dell'occhio" continuo a distinguere precisamente una parabola, ma senza poter leggere quelle scritte. Direte voi: ma è ovvio, non è colpa del binocolo, non si può leggere con la coda dell'occhio. Si, avete ragione, ma se provo istintivamente a girare l'occhio verso quella parabola...oplà, sparisce anche la parabola. Un pò di curvatura di campo non corretta c'entra pure... e qui torniamo al discorso di prima: che volete da un binocolo che costa 198€ e non 1980? Però però... fin quasi a 80° di campo riesco a muovere l'occhio e "acchiappare" i particolari con visione diretta, oltre questo limite (che chiamerò orizzonte degli eventi) succede quello strano principio di indeterminazione: se non lo guardi c'è, se lo guardi non c'è più. Ovvero se lo guardi in distolta c'è, se lo punti direttamente non c'è più. Ma in distolta il campo c'è, eccome, ed il cervello lo elabora come un unico spazio infinito.

Aggiungo: 7x per 13° al mio paese fanno 91° (novantunogradi) di campo apparente, che a metterci gli occhi però sembrano molti di più.. Possono sembrare ben poca cosa rispetto ai nostri naturali 180°, ma credetemi che lo Zenith 8x30 che non è un fesso coi suoi 60° una volta usato il Kenkino mi ha fatto rattristire. Mi dicevo: ma come ho fatto a sopportare questo buco nel muro?

Io porto gli occhiali, ma per mia scelta quando faccio osservazioni con strumenti ottici li tolgo sempre, anche se sono astigmatico dalla parte sinistra. Questa mia usanza qui cade a pennello. Per apprezzare tutto il campo occorre "schiacciare" gli occhi sulla lente oculare, ed è una fortuna che i paraocchi siano così sottili. Ma non ho riscontrato problemi particolari agli occhi. Al naso invece si! Se non si chiude abbastanza il binocolo avvicinando il più possibile la distanza interpupillare nei limiti consentiti dalla collimazione, si sbatte il naso sul focheggiatore centrale. Trovata la giusta misura, però, si riesce ad evitare la chirurgia estetica.
Questo binocolo è ben collimato, non ho provato il minimo fastidio col metodo del "guarda e fuggi" anche a minime distanze di messa a fuoco. A proposito, riesco ad osservare anche a tre metri da me. E oserei dire anche a tre metri accanto a me.


PROVA SERALE TERRESTRE

Si ma io non sono un naturalista. Sono un astronomo. Con le luci lontane come la mettiamo? Per sicurezza ho utilizzato solo l'occhio destro, quello buono, ed ho esplorato il campo di competenza per quest'occhio (tanto mi sono detto i due gruppi ottici saranno uguali: o sono buoni tutti e due o fanno schifo entrambi). Ho puntato lampioni lontani sulla costa calabra e... udite udite: punte di spillo al centro, che si mantengono quasi immutati fino ad un campo di 80° (l'orizzonte degli eventi) oltre il quale cominciano a soffrire una lieve distorsione, pur partecipando dignitosamente alla scena. Non vedo l'ora di puntare una costellazione, mi sono detto leccandomi i baffi. In fondo le stelle sono lampioni....e mi sono anche detto che entro l'orizzonte degli eventi è stata fatta una buona correzione della curvatura di campo.
E la cromatica? Osservando violenti lampioni bianchi ad un chilometro non ho percepito la benchè minima diffusione nè aloni tricolori: il kenkino non conosce questa aberrazione, oppure non la conosco io.


PROVA NOTTURNA CELESTE

Il cielo è spietato e adesso i nodi vengono al pettine.
Le nubi lasciavano intravedere solo la W di Cassiopea. Messa la prima stella su un bordo del campo, nell'altro estremo del campo entrava giusta giusta la quinta stella della W. Il widebino offriva una allegra quantità di stelle su un fondo cielo abbastanza scuro, nonostante un inquinamento luminoso da fare paura. Le belle sorprese finiscono qui.
Le stelle mostravano aberrazione sferica anche al centro del campo ma un giusto compromesso di intra ed extrafocale mi impediva di singhiozzare. Sul campo il focheggiatore si è rivelato essere il difetto principale di questo strumento, non per la sua morbidità o precisione ma per la sua posizione troppo arretrata: focheggiare in corso di osservazione è pericoloso per l'integrità del vostro naso.
Anche il peso dello strumento sembra aumentare nel passaggio dall'osservazione terrestre a quella celeste, ma la sua naturale vocazione di grandangolare non fa rimpiangere troppo una visione più ferma: non è certo un binocolo per hires, questo. Però una cinghia al collo impedirebbe di veder volare questo gioiellino dal quinto piano non appena la rotazione del focheggiatore urterà con più cattiveria del solito il vostro setto nasale.


CONCLUSIONI

Che volete che vi dica? Non serve alcuna frase che tiri le somme, viste le mie premesse e lo scopo per cui ho voluto questo binocolo. Mi interessava la visione di un campo reale ampio, ben oltre i 7° classici, e che mi facesse credere di essere in Namibia anche se mi trovo nel centro di Las Vegas (Messina) facendomi apprezzare non solo le costellazioni nella loro interezza ma soprattutto le disposizioni metriche delle costellazioni confinanti senza la necessità di dovermi spostare troppo. Un invito a nozze per lo starhopping a me tanto caro, visto che io adoro seguire i sentieri stellari alla ricerca degli oggetti che per me sono tesori nascosti in una mappa disegnata nel cielo, e non semplici numeri. Un "colpo d'occhio" che mi proietti in un cielo ricco di stelle che ahimè ricordo solo da bambino. Ma se proprio vi serve una conclusione, vi dirò che questo binocolo è una di quelle cose che non regalerò mai a nessuno. E non fraintendetemi: non perchè non valga la spesa, non perchè rischio la malafigura, ma perchè lo voglio tenere per me.


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Complimenti per l'interessante recensione scritta per di più con una prosa simpatica.
Quel binocolo deve essere indubbiamente intrigante con i suoi 13° di campo; una vera immersione nella scena.
Dove l'hai preso?

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Stefano
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MessaggioInviato: martedì 17 settembre 2013, 9:42 
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Complimenti, una "prima impressione" completa ed articolata, magari da integrare in futuro, man mano che lo conoscerai meglio con l'uso.
l'ho già inserito in "Lista" (visto che in fatto di binocoli siamo un po "poveri" di test).

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MessaggioInviato: martedì 17 settembre 2013, 10:01 
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@Stevedet: TS
@Angelo: si, approfondirò la resa ed il report esplorando singole costellazioni viste per intero :P e vi metterò al corrente di quello che vedo. Nei prossimi mesi sarà questo il mio lavoro, ricomincio da 3 (da 3 cm :mrgreen: ) ho un sacco di COPPIE STRANE da esplorare.
Grazie a tutti per i benevoli commenti rivoltimi.

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MessaggioInviato: martedì 17 settembre 2013, 22:53 
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Sto prendendo dimestichezza col kenkino che anche lui ha i suoi trucchi. Per esempio, regolo la diottrica di giorno e durante le osservazioni tocco soltanto la messa a fuoco. In questo modo riesco a domare la sferica ancora presente al centro ma in misura meno vistosa.
Anche questa sera il tempo non è dalla mia parte. E' Luna piena e le nuvole insistono su di me, ma attraverso uno squarcio, tanto per restare in Cassiopea, ho voluto testare la magnitudine limite del kenkino, che in teoria in base alla formula da me utilizzata:

mli = 6 + Log(PE / 6) * 1.5 / Log(2)

dovrebbe darmi, in Namibia (mli occhio=6), m=9.6 per i 32mm di questo binocolo. Ebbene, sono riuscito a vedere la stella SAO 21512 che nel mio catalogo vanta una magnitudine pari a 7.1, senza molta fatica e senza ricorrere alla distolta; ritengo che m=7.5 sia alla portata del kenkino questa sera. Ci sono circa 2 magnitudini di differenza, ben giustificata dalla presenza della Luna piena e del mio amico IL grazie al quale il mio occhio nudo percepisce al massimo stelle di magnitudine 3,5-4 dal mio balcone.
Ho il terrore di farlo, ma visto che ci sono dò pure un'occhiata alla Luna: come pensavo, l'aberrazione sferica già presente al centro del campo rende la visione non molto nitida ma continuo a non vedere alcuna traccia di cromatica. Non vi dico che fine fa la Luna sul bordo del campo, non sono abituato ad un linguaggio scurrile. Ma chi se ne frega, torno a godermi Cassiopea per intero e sorrido pensando che nei miei 40 anni di astronomia non l'avevo mai vista così "a blocco" attraverso gli oculari di uno strumento ottico. Ed in 40 anni ne ho avuti di strumenti...
Appena le nuvole lo consentono, voglio percorrere la strada che da Cassiopea conduce a Perseo e poi via verso Andromeda, il Triangolo e l'Ariete, per mettere alla prova decisiva questo widebino.

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MessaggioInviato: martedì 17 settembre 2013, 23:52 
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Complimenti per l'acquisto escocat! Sarei curioso di metterci gli occhi dentro.
Pure io stasera sto navigando con il bino ma con un progetto un pò più stretto del tuo, i 5° del Pentax 10x50 PCF III che ho preso da neanche un mese e che sto usando parecchio..... :D
Ho guardato per curiosita la distanza fra Pleiadi e Iadi e per pochissimo non ti entrano tutte e due nel campo...... :shock:

Saluti, Angelo.

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Dobson RP Astro 12" (tuned)
Rifrattore Skywatcher 100 ED f/9 Pro - Achro Meade 102 f/9
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MessaggioInviato: mercoledì 18 settembre 2013, 9:32 
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Astrocurioso ha scritto:
Sarei curioso di metterci gli occhi dentro.

Ma proprio dentro dentro si devono mettere, altrimenti addio 13°. Ma nessun fastidio agli occhi, devo dire. Infatti l'uscita degli oculari è progettata ad hoc per "avvolgere" cornea e cristallino. L'unica parte di me che si lamenta è il naso. Gli astrofili bugiardi non dovrebbero usare questo binocolo :lol:
Certo che la Kenko, stoltamente, non ha pensato a beccare Pleiadi e Iadi, portando magari il CR a 16-17°. Avrebbe potuto anche farlo, vista la correzione ai bordi. A proposito dei bordi, devo dire che le stelle ai margini del campo - in visione distolta - si apprezzano meglio di Luna e parabole sulle terrazze altrui, ma non mi addentro sugli aspetti psichiatrici del rapporto fra me e questo widebino. Dico soltanto che nell'esplorazione di grandi aree di popolazioni stellari anche la coda dell'occhio gode, più che sul terrestre; sembra quasi che sul cielo il mio cervello compensi la soddisfazione dell'ultrawide con una maggiore tolleranza ottica.

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MessaggioInviato: venerdì 20 settembre 2013, 20:52 
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Luna piena e ancora qualche nuvola con cielo un pò velato tra gli spazi liberi. Sembra proprio che non possa scatenare questa belva di binocolo, pazienza mi soffermerò ancora sui dettagli metrici dei disegni stellari. Come ben sapete la terza e la quarta stella di Cassiopea aprono la strada verso Perseo, che raggiungo....subito. Infatti ai bordi del campo ho la quarta di Cassiopea e la prima stella di 4a grandezza in Perseo, quella che rappresenta la punta del triangolo che si affaccia a Cassiopea: avete capito, no? Istintivamente proseguo su questa strada dritta verso Mirfak, perchè mi ricordo che lei appartiene ad un bell'ammasso extralarge non segnato sulle carte. La scena è bellissima (nonostante i veli ed il chiarore lunare). Sembra di non poter contare le stelle che in grappolo occupano un terzo del campo, un oggetto che in qualunque telescopio sparisce ingiustamente. Ma la mia mente vuole tornare indietro perchè sa che tra la quarta di Cassiopea e la più luminosa di quel triangolo (gamma), esattamente nel mezzo, c'è una delle meraviglie del cielo: il Doppio Ammasso. Non riesco a vederlo nemmeno se so esattamente dov'è, ma qualcosa intuisco...sarà che mi impongo di vederlo perchè so che è li. Ma sono certo che senza Luna e senza veli lo vedrò, anche se mi apparirà come due ammassi globulari di un'altra galassia. Subito dopo sono stato stuzzicato dall'idea di prendere al volo, tutte in una volta, Mirfak e Algol. Facilissimo, sono tutte e due abbondantemente all'interno del campo. Il cielo visto così è davvero amichevole, non ci si perde mai, come osservare le carte celesti più semplici. Anzi meglio: queste non contengono errori, sono proprio fedeli, ogni magnitudine di ogni stella è quella esatta, quella nel visuale, altro che ricavata da pose fotografiche. Non sento la fatica alle braccia, tanto è divertente questo gioco. Anche perchè non devo muovermi tanto...
Le prime due di Cassiopea, verso N, portano alla "casa" di Cefeo, il quadrangolo che sta sotto il "tetto". Queste quattro stelle di Cefeo ce l'ho tutte insieme nel campo. E non vi dico come appare il centro di questa casa...e come non tentare di sfidare la stella Granata di Herschel? Tanto è li, deve essere proprio appena fuori il bordo del campo. A dispetta delle aberrazioni che pervadono anche il centro del campo, resto colpito dal bagliore rossastro già anche con la coda dell'occhio. Messa al centro, la mu appare decisamente rossa. Io malignavo che cotanta sferica rendesse tutte le stelle di un bianco sporco, tutte uguali. Invece no, anche se questo binocolo è l'ultimo aggeggio ottico con cui guardare i colori.
Ora aspetto che la Luna se ne vada, perchè Andromeda mi aspetta. Anche perchè questo cielo è penoso. Intanto punto la Polare, non si sa mai che prendo tutta l'Orsa Minore. No, macchè, solo il timone sano sano...

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