1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
MessaggioInviato: sabato 27 novembre 2021, 12:06 
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Tra i binocoli che posseggo, mi sono accorto che mi manca una binocolo relativamente portatile, ma di discreta "potenza", oltre ai supercompatti, passo direttamente da formati 8 e 10x da usare a mano, ai quelli "giganti" a partire da 22x, inutilizzabili senza stativo.

Mi è quindi sorta la necessità di avere un binocolo sui 15 o 16x (con leggera preferenza per quest'ultimo), che non superi gli 1,5 kg da portare in giro ed usare essenzialmente su monopiede + manfrotto 324RC2 in diurno, preferibilmente impermeabile, visto l'uso ognitempo.

La scelta (visto anche il budget limitato) è caduta sul binocolo in oggetto, sulla carta le caratteristiche facevano al caso mio, 16x, waterproof, poco più di un kiletto, solo il campo è un po limitato (meno di 60°).
Lo sto usando da poco meno di due settimane, quindi queste sono solo le mi prime impressioni, come mio solito, appena arrivato l'ho messo "al banco" per verificare la rispondenza dei dati dichiarati.
Il binocolo è perfettamente collimato (arrivando da amazon ed essendo un 16x era la prima cosa a preoccuparmi) e in perfette condizioni estetiche e meccaniche, si vede che è waterproof, infatti la ruota di messa a fuoco è discretamente dura e il carrello si flette veramente poco anche alla massima escursione di fuoco (che indica presenza di guaine e o-ring per isolare il tutto).

Allegato:
Nikon Action EX 16x50 - 02.jpg
Nikon Action EX 16x50 - 02.jpg [ 250.46 KiB | Osservato 372 volte ]


Ho verificato il diametro effettivo e la pupilla (rotonda e ben illuminata), il diametro della lente è 50 mm e non ci sono diaframmature a limitarlo.
Cosa mi è subito piaciuto:
  • esteticamente è carino e da sensazione di solidità e la ghiera delle diottrie ha due "camme" che permettono la regolazione anche con i guanti;
  • ti danno di serie l'adattatore per il treppiede, cosa che trovo intelligentissima, essendo un 16x sanno già che va utilizzato su qualche supporto, io ho messo il "tappino" in un cassetto e terrò l'adattatore sempre montato (è piccolo e ruba pochissimo spazio);
  • la dotazione documentale, oltre i fogli della garanzia, hai un corposo manuale d'istruzioni in 8 lingue (tra cui l'italiano), con le informazioni base sul suo uso (il disclaimer sul Sole), ma complete, a prova di niubbo, oltre a una brochure con riassunte tutte le caratteristiche della serie EX.

Allegato:
Nikon Action EX 16x50 - 01.jpg
Nikon Action EX 16x50 - 01.jpg [ 268.89 KiB | Osservato 372 volte ]

Allegato:
Nikon Action EX 16x50 - 05.jpg
Nikon Action EX 16x50 - 05.jpg [ 338.16 KiB | Osservato 372 volte ]


    Quello che subito non mi è piaciuto:
  • la custodia, non che sia fatta male, ma ha solo il passante per la cintura e nessuna tracolla, una cosa di simili dimensioni, sicuramente non te la metti alla cintura;
  • i tappi degli obiettivi, sono del tipo "interno" e duri da inserire, avrei preferito di gran lunga quelli classici.

Allegato:
Nikon Action EX 16x50 - 04.jpg
Nikon Action EX 16x50 - 04.jpg [ 279.69 KiB | Osservato 372 volte ]


Verifica dei dati di targa (già detto degli obiettivi:
  • ingrandimento ufficiale 16x - misurato 15,7x;
  • TFOV ufficiale 3,5° (61 m a 1000 m) - misurato 3,6° (63 m a 1000);
  • P.U. ufficiale 3,1 mm - misurata 3,2 mm;
  • estrazione pupillare ufficiale 17,8 mm - misurata circa 16/16,5 mm;
  • minima distanza di messa a fuoco ufficiale 7 m - misurata 7 m (ma va considerata la nostra capacità di accomodamento);
  • peso ufficiale 1040 g - misurato 1024 g (senza tappi ne tracolla), con tracolla e adattatore per stativo 1138 g.

Allegato:
Nikon Action EX 16x50 - 06.jpg
Nikon Action EX 16x50 - 06.jpg [ 341.78 KiB | Osservato 372 volte ]


Relativamente all'ottica, leggera distorsione a cuscinetto (visibile anche nella successiva foto), massima nitidezza fino a circa il 50% del campo, dove dà veramente un'ottima immagine, ma nei controluce il cromatismo (rosso-arancio e azzurro) appare già a partire dal 50% del campo e quella ottima nitidezza di cui dicevo comincia a perdersi, dal 65/70% del campo va a sommarsi anche la curvatura di campo che manda fuori fuoco le porzioni esterne (e allarga i bordi "colorati"), poi intorno all'85/90% del campo ci si mette anche l'astigmatismo (non c'è verso di mettere a fuoco i bordi) a formare quella che io definisco "insalata" a partire grossomodo dal 75% del campo, quello prima di tale limite è una immagine utilizzabile, dopo detto limite, non lo è più.

Allegato:
Nikon Action EX 16x50 - 07.jpg
Nikon Action EX 16x50 - 07.jpg [ 289.91 KiB | Osservato 372 volte ]


Ho poi verificato le caratteristiche antiappannamento e l'impermeabilità, sono andato al parco sotto casa mia (il Parco delle Cave), nella cosiddetta zona umida; nel passaggio da casa (20°) a fuori 7,5° non ho notato appannamento ne degli obiettivi ne degli oculari, la buona estrazione pupillare (che tiene lontani gli occhi dalle lenti oculari) aiuta molto in questo.
Uno scroscio di pioggia abbastanza intenso, mi ha permesso di confermare la sua impermeabilità (è dato per resistere 5' a un metro di profondità, ma è una verifica che non farò mai "sfiga" a parte), mi è bastato un panno per il corpo e un kleenex per le lenti. Per l'appannamento "vero" si vedrà quando farà più freddo.
Con il monopiede si gestisce perfettamente, allargando un po le gambe, mano sinistra sul monopiede e la destra sulla cloche della 324RC2, sono riuscito a seguire per tre o quattro minuti una coppia di germani reali (un maschio e una femmina) che facevano lo slalom tra i canneti affioranti, prima che le vibrazioni (causa stanchezza) si facessero moleste.
Confermo anche col nuvolo (e quindi con i contrasti di luce non esasperati), che l'immagine sostanzialmente utilizzabile (in cui si riconoscono bene le cose) è quella compresa entro il 75% del campo, confermo anche il grado di comparsa del cromatismo da circa il 50% del campo in poi, infatti osservando il collarino bianco e il piumaggio bianco verso la coda del germano maschio (distanza 35/40 m), appena si spostava lateralmente al campo del binocolo, si cominciava a notare l'iridescenza rosso-arancio e azzurro.

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MessaggioInviato: sabato 27 novembre 2021, 12:07 
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Il 23 settembre ho fatto una capatina sul Monte Stella nel pomeriggio e rimasto fin dopo il tramonto.
Dalla "vetta" (è alta 53 m :mrgreen: ) si gode un bel panorama della città e mi sono messo a fare il "guardone" verso i nuovi grattacieli, durante il giorno per verificare soprattutto la nitidezza dell'immagine, ad esempio la riconoscibilità degli ambienti interni attraverso le vetrate (illuminate e riflessate variamente dal Sole), la trama del cladding e i particolari architettonici.

Il panorama è simile a quello che si vede quà (con gli edifici orientati diversamente).
Allegato:
cam 1.jpg
cam 1.jpg [ 138.71 KiB | Osservato 370 volte ]


In questo ambito è stato un banco abbastanza probante e decisamente molto probante riguardo i riflessi e il cromatismo.
Col Sole ancora sopra l'orizzonte (anche se basso, visto che erano le 16:30), si è confermato ulteriormente l'ottima nitidezza sull'asse ottico, si riuscivano a distinguere gli ambienti interni degli uffici (scrivanie, arredi e qualche persona), nonostante la "velatura" del Sole sulla superficie dei vetri, immagine che già si faceva un tantino più confusa dopo il 40% del campo (stimato, in ogni caso la "confusione" cominciava sicuramente prima della metà del campo).
In caso di riflessi di luce diretti verso il binocolo dalle facciate dei palazzi, facevano capolino un po di sparkle colorati visibili appena fuori dal centro del campo (azzardo a partire dal 20/25% del campo).

Dopo il tramonto e con gli edifici internamente ben illuminati (come nell'immagine allegata più sopra), ovviamente questi si distiguevano perfettamente, portando la massima nitidezza di nuovo attorno al 50 % abbondante del campo (come scritto più sopra) e l'immagine "utile" intorno al 75%.
Come dicevo il binocolo si è rivelato una sorpresa positiva (per uno da 250 €) per il contenimento dei riflessi, infatti anche incrociando i diversi luminosissimi "led-wall" pubblicitari, l'immagine è rimasta sempre pulita e senza velature da riflesso; ho anche (in mancanza della Luna) fatto la prova con una delle fotoelettriche di un centro sportivo (vedere la lampadona al centro dell'immagine), mantenendola appena fuori dal campo e si vedeva solo una tenue lama di luce veramente poco fastidiosa quando la sorgente veniva posta lateralmente (a dx o sx fuori dal campo), invece si rinforzava un pochino se la sorgente la si poneva al di sotto.

Ho anche approfittato per la prova sotto il cielo, intorno alle 17:45 (prima di ridiscendere dal monte :lol: ), ho puntato in sequenza un basso Venere, poi Saturno e infine Giove. Prima di tutto devo dire, che con la schiena ben poggiata su un albero, gambe un po larghe, monopiede tenuto con due mani, ben regolata la sua altezza e appoggiato sul petto, per un buon minuto, si riescono ad osservare i pianeti in maniera abbastanza "ferma", dopo questo tempo è necessario rilassarsi un attimino e rifare la "procedura di puntamento".
Su Venere si distingueva nitidamente la fase, io so che questa è più o meno al 50%, ma il terminatore mi sembrava appena appena arcuato, dando la percezione della tipica falcetta; su Saturno si riconosce il classico pallone da rugby, ma nessuna traccia di anse e nulla che mi facesse riconoscere che ci fosse un disco contornato da un anello (cosa invece ben visibile sia nel 22x70 che nel 30x80); su Giove una palletta luminosa pressocchè a tinta unita (bande principali nemmeno per finta) e visibili i medicei (3 su 4) due vicinissimi (quasi affogati nel bagliore del disco del pianeta) uno ad est e uno ad ovest, più o meno equidistanti dal disco e uno ben più lontano ad ovest del pianeta, il quarto me lo sono perso (troppo vicino).

Saturno a parte, gli altri due li ho usati per le prove di definizione dell'immagine, infatti sul Venere, la fase era ben riconoscibile fino ai due terzi del campo (il terminatore arcuato l'ho percepito solo sull'asse ottico o poco più in là), poi mi diventava una palletta luminosa, cromatismo percepibile già dopo il primo quarto di campo (25%), fastidioso dopo il 50%, molesto dopo il 65%, mentre su Giove ho percepito i due satelliti più vicini fino al 40% del campo, oltre, sono stati inglobati dalla luce del disco del pianeta (il cromatismo principalmente a contribuito "allargando" l'alone), mentre il satellite più lontano l'ho percepito fino all'80, forse 85% del campo, poi le aberrazioni hanno mischiato tutto.

In definitiva lo strumento mi ha soddisfatto anche dopo il tramonto, anche se il suo uso non sarà sul cielo (come detto, lo userò soprattutto in diurno itinerante), lo proverò sulla Luna, su oggetti come le Pleiadi per vedere di che forma mi fa le stelle e riprovarlo sui pianeti ma su un ben più stabile treppiede, giusto per capire fin dove può arrivare l'ampiezza del campo con una immagine ancora "utile".

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MessaggioInviato: venerdì 3 dicembre 2021, 18:16 
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Il meteo ha dato un attimo di tregua e subito dopo il tramonto ho messo il nikon 16x50 in parallelo al WO 22x70 (come controllo) sul "periscopio" (volevo una base solida).
Abbiamo in fila e pressocché equidistanti Venere, Saturno e Giove; a parte il signore degli anelli, gli altri sono così luminosi che in visuale rendono molto meglio col cielo chiaro, naturalmente per non incappare nel classico bias cognitivo, osserverò prima nel nikon e solo dopo nel WO.

Parto con Venere, la falcetta questa volta è ben accentuata (la app sul cellofono la da poco sotto il 27%), le cuspidi sono "colorate" e un pochettino "gonfie" (non so come descrivere la sensazione in modo migliore) anche al centro del campo, ma il resto è ancora "bianco" (nel 22x70 le cuspidi perfettamente appuntite, la falce disegnata e perfettamente bianca), faccio viaggiare il pianeta per il campo del binocolo e già dopo il 30% di questo, la falce si colora tutta, rimane bella e ben riconoscibile fino al 60/65%, dopo comincia a "gonfiarsi" (con gli oggetti celesti, la curvatura di campo si vede prima) e dal 70/75% a distorcersi, all'85% non si riconosce più la falce.

Saturno, comunque ben visibile anche col cielo chiaro anche se ho puntato il binocolo alla cieca (stando circa a metà tra Giove e Venere) fin quando non l'ho centrata, quì ho voluto solo verificare se (grazie al solidissimo appoggio) riconoscevo gli anelli dal disco, la risposta è no, vedo sempre una ellisse chiara, vado a guardare nel 22x70 e si riconoscono agevolmente le anse e anche il disco che "sborda" dagli anelli a nord e a sud, tornando al 16x50 mi è sembrato di percepire le anse, ma anche spremendo l'occhio, nulla di sicuro, sarà il famoso bias cognitivo?

Giove, qui ho fatto doppia verifica, prima osservo col nikon, poi col WO e in ultimo con la simulazione dei galileiani sul cellofono e poi torno sul nikon. Col 16x50 solita palletta bianca, con i bordi solo leggerissimamente colorati e solo a tratti (il pianeta è al centro del campo), questa volta complice l'immagine ferma, mi sembra di percepire un tenue scurimento dove dovrebbe trovarsi la SEB, vedo agevolmente Callisto lontano ad est e Ganimede lontano ad ovest, vedo Io ad est a un paio di diametri dal pianeta, non vedo Europa. Facendo viaggiare il pianeta per il campo del binocolo, stessi effetti descritti con Venere
Sul 22x70 la SEB si percepiva facilmente e si vedeva bene anche Europa a meno di mezzo diametro gioviano dal bordo del pianeta, la simulazione al cellofono mi ha poi detto quali erano le posizione relative delle lune e che al momento dell'osservazione Europa era circa a 1/3 di diametro dal bordo di Giove.
Questo mi dice che anche al centro del campo, la luminosità (e forse in qualche misura anche la "spalmatura" della figuira del disco) del gigante ha affogato Europa nella sua luce.

Ora mi rimane solo la Luna.

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MessaggioInviato: giovedì 9 dicembre 2021, 19:43 
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Finalmente una puntatina sulla Luna.

Anche con il nostro satellite, confermo che l'area di massima definizione si ferma a circa 50% del campo, dove tutti i dettagli (al limite della sua portata e/o dei miei occhi) sono ben leggibili, cromatismo al bordo lunare avvertibile già dopo il primo terzo del campo.
Al centro comunque da veramente una gran bella immagine, riuscivo a tratti a percepire l'ombra (o meglio, un cambio di tonalità, visto il poco contrasto con il "fondo del mare") di parti della dorsale Smirnov (estremamente prossima al terminatore) nel Mare della Serenità, sempre in zona erano ben disegnati i crateri Hercules e Atlas, poco più a nord-ovest Endimione che a 16x sembra tanto un Plato-bis.
Più a sud (sempre sul terminatore) si riconosceva anche il piccolissimo (a 16x) cratere Plinio, sempre più "giù", Cyrillus e Theophilus facili, mi sono accentrato ovviamente sulle formazioni prossime al terminatore, il cratere più piccolo che sono sicuramente riuscito a riconoscere è Madler di fianco a Theophilus (l'atlante me lo da per un diametro di 29 km) e forse Posidonius P (dato per 15 km di diametro), ma come detto non sono sicuro, non vorrei averlo confuso con la parte più a nord della dorsale Smirnov.

Poi mi sono stancato di spremere gli occhi come limoni e ho usato il Ciotto, finito poco fa per l'arrivo delle immancabili velature (osservazione col binocolo iniziate alle 17:15 circa e andate avanti per una mezzoretta.

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