1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
MessaggioInviato: martedì 29 gennaio 2019, 9:36 
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Iscritto il: giovedì 4 ottobre 2018, 15:41
Messaggi: 433
Località: Bologna
Tipo di Astrofilo: Visualista
Perdonate la domanda da novellino: per una DSLR usata in astrofoto ed a parità di Mpx, è meglio avere un sensore FF e quindi con pixel "grandi" oppure una APS-C con pixel più piccoli ( a parità di Mpx più riduci le dimensioni del sensore e più sono piccoli i pixel, no? ).
Grazie

_________________
Stefano
Celestron Mak 127 SLT e CPC 800 XLT
Oculari: Celestron X-Cel LX 5mm 60°; BST Flat 8mm 60°; Celestron Plossl 9mm; Tecnosky SWA 15mm 70°; Celestron Plossl 25mm; Celestron Plossl E-Lux 40mm


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MessaggioInviato: martedì 29 gennaio 2019, 14:26 
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Iscritto il: lunedì 20 gennaio 2014, 10:20
Messaggi: 76
Località: Ardea (ROMA)
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Renzo ha scritto:
Vi sono dei limiti (seeing, risoluzione, ecc.) al di sotto dei quali non si scende per cui posso avere anche pixel da un milionesimo di micron ma non riuscirò mai a sfruttarli.
Lasciando perdere i vari fattori esterni e concentrandoci solo sul quesito devi considerare che una stella in teoria è puntiforme per cui fino a quando resta dentro al pixel non noti alcun movimento.
Se io ho un sistema di guida che ha una risoluzione migliore quando questo rileva il movimento il sistema di ripresa ancora non lo ha fatto e di conseguenza la correzione viene esercitata ma non rilevata nella foto.
Vi sono formule che permettono questi calcoli.
Puoi leggere anche questo mio articolo per avere maggiori informazioni.
Ma una volta che hai tenuto conto dei fattori da te gestibili poi subentrano quelli esterni tipo il vento, il seeing, le vibrazioni indotte dai tuoi passi nelle vicinanze, le flessioni meccaniche, ecc. che faranno sì che spesso i risultati non siano perfetti.
Ma comunque, perfetti o no, saranno i tuoi risultati, frutto del tuo impegno e sacrificio.
E saranno anche fonte della tua soddisfazione.


questi sono i messaggi che fanno bene al cuore, e spingono le persone a fare e migliorare.
grazie Renzo! davvero…


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MessaggioInviato: martedì 29 gennaio 2019, 14:35 
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Iscritto il: lunedì 20 gennaio 2014, 10:20
Messaggi: 76
Località: Ardea (ROMA)
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Danilo Pivato ha scritto:
Mi permetto di aggiungere a quanto ben puntualizzato da Renzo che anche la messa a fuoco incide sulla resa del risultato e,
non ultima, la qualità stessa degli obiettivi.
Sfruttare la risoluzione delle reflex DSLR di ultima generazione con pixel da 4,8 micron è già di per se un'impresa di non poco
conto, soprattutto quanto nel corso di una ripresa di diversi minuti di esposizione con il variare della temperatura esterna che
cambia da pochi gradi a decimi di grado, varia considerevolmente anche la messa a fuoco
Cari saluti,

Danilo Pivato


ma se vai a fuoco diretto collegando la reflex al telescopio non ci sono obiettivi di mezzo, giusto?


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MessaggioInviato: martedì 29 gennaio 2019, 16:58 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 15:08
Messaggi: 8751
Località: Roma
Tipo di Astrofilo: Fotografo
soltanto_sergio ha scritto:

ma se vai a fuoco diretto collegando la reflex al telescopio non ci sono obiettivi di mezzo, giusto?



Anche stando al fuoco diretto dei telescopi (quindi senza correttori e/o spianatori) sussiste un'alterazione del fuoco
a causa del variare della temperatura esterna.
Il vetro, siano lenti o specchi, si dilatano e si restringono, purtroppo!

_________________
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MessaggioInviato: mercoledì 30 gennaio 2019, 8:17 

Iscritto il: venerdì 21 marzo 2008, 9:26
Messaggi: 270
Avrei una domanda anch'io: con taluni obiettivi, in particolare con quelli a bassa focale sono costretto a chiudere leggermente il diaframma per avere le stelle puntiformi. Anche mettendo a fuoco perfettamente. C'entra solo la profondità di campo o c'è qualche cosa d'altro? Ad esempio con una webcam Vesta e obt. da 50mm se non chiudo il diaframma ho un 'palla'. Con il 200mm Jupiter invece le stelle sono a 'punta di spillo'. Grazie, ciao.


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MessaggioInviato: mercoledì 30 gennaio 2019, 13:04 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 15:08
Messaggi: 8751
Località: Roma
Tipo di Astrofilo: Fotografo
Virginio Tonello ha scritto:
Avrei una domanda anch'io: con taluni obiettivi, in particolare con quelli a bassa focale sono costretto a chiudere leggermente il diaframma per avere le stelle puntiformi. Anche mettendo a fuoco perfettamente. C'entra solo la profondità di campo o c'è qualche cosa d'altro? Ad esempio con una webcam Vesta e obt. da 50mm se non chiudo il diaframma ho un 'palla'. Con il 200mm Jupiter invece le stelle sono a 'punta di spillo'. Grazie, ciao.



Purtroppo sono uno dei tanti limiti degli obiettivi, siano essi costituiti da lenti, specchi o sistemi misti. Alle massime aperture del diframma infatti per i principi fisici delle lenti e la natura ondulatoria della luce, la stragrande maggioranza degli obiettivi presentano delle aberrazioni. Le principali sono: coma; distorsione e sottoclassi (assiali ed exastrassiali), sferica, cromatica, astigmatismo, curvatura di campo, vignettatura. Senza entrare nel dettaglio con la chiusura di almeno due stop del diaframma tali aberrazioni si attenuano - non è detto si annullino, perchè ciascun obiettivo è un caso a se stante - e, in generale, tutta la qualità dell'immagine su tutto il fotogramma/frame, guadagna in nitidezza, incisione, risoluzione, correzione cromatica, vignettatura. Chiudendo ulteriormente il diaframma sino a valori intermedi (f/5,6 - f/8) si ottiene, sempre in generale, un ulteriore guadagno sino a raggiungere il massimo delle prestazioni dell'obiettivo, per poi con i rimanenti valori del diaframma, si tornerà a peggiorare nuovamente.

Nel campo dell'ottica fotografica una delle principali nozioni da assorbire è che ciascun obiettivo è la conseguenza di un progetto caratterizzato da una serie di compromessi più o meno evidenti: pertanto e per questa principale ragione che non si potrà mai pretendere la perfezione da un obiettivo relativamente economico.
Cari saluti,

Danilo Pivato

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