1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
MessaggioInviato: mercoledì 17 ottobre 2018, 9:59 

Iscritto il: martedì 28 agosto 2018, 19:29
Messaggi: 57
Tipo di Astrofilo: Visualista
Non capisco come riportare sulle carte stellari di Cambriudge il campo del mio oculare.
Prima di fare questo, ho fatto un raffronto tra la stella Capella come la vedo al telescopio e come è riportata sulla carta n. 3.
Al telescopio la vedo molto più piccola rispetto alla luna che occupa poco meno di 1° ( ovvero quasi tutto il campo reale), mentre sulla carta sembra grande poco meno di 2° ( dovrebbe essere molto più grande del campo reale). I due gradi li ho dedotti riportando il diametro di Capella sulla scala della declinazione riportata sul bordo della carta.
Dove sbaglio? Cosa non capisco?

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seminare capere est,
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Skywatcher Telescopio Maksutov MC 127/1500 SkyMax BD AZ-S GoTo, finder scope 6x30, super 25 wide angle long eye relief,
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MessaggioInviato: mercoledì 17 ottobre 2018, 10:17 
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Iscritto il: sabato 11 febbraio 2006, 12:43
Messaggi: 14740
Località: Milano
Tipo di Astrofilo: Visualista
Le stelle le si vede SEMPRE come puntini a qualsiasi ingrandimento e su qualsiasi diametro, i circoletti neri che vedi sull'atlante sono di diametro diverso non perché identificano la reale dimensione della stella (che ripeto, nella realta sono SEMPRE puntini), ma sono di misura diversa solo per distinguare la diversa luminosità relativa tra loro.
Quindi è una semplice rappresentazione grafica, se ci fai caso a inizio atlante c'è la legenda con i vari simboli grafici, stelle di prima grandezza (molto luminose) sono indicate da circoletti piu grandi e quelle meno luminose con circoletti via via piu minuti (oltre agli altri simboli che identificano gli altri oggetti celesti).

Altra cosa, la Luna piena occupa circa 0,5° e non poco meno di 1°; se vuoi simulare sull'atlante il campo coperto da un certo oculare (accoppiato ad un certo telescopio), fai riferimento alla scala graduata che che trovi indicata sui bordi di ogni tavola dell'atlante, magari facendo dei circoletti su un foglio lucido (quello per geometri) con in campi dei tuoi vari oculari, da sovrapporre alla tavola.

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Associazione Astronomica Mirasole (Astromirasole).
Home page: https://associazioneastronomicamirasole.wordpress.com/
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Newton: Barile 400/1830 mm; Obice 200/1650 mm; Bidoncino 114/1300 mm con primario disalluminato. ••• Rifrattori: Nano apo 80/480 mm; Milo acro 76/1400 mm; 60ino acro 60/700 mm. ••• Binocoli: Vixen Ark 30x80, Vixen Ultima 8x56, Vortex Diamonback 8x42, Canon 10x30 IS II, Vortex Vanquish 8x26, Pentax Papilio 6,5x21.


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MessaggioInviato: mercoledì 17 ottobre 2018, 10:30 

Iscritto il: martedì 28 agosto 2018, 19:29
Messaggi: 57
Tipo di Astrofilo: Visualista
Grazie di cuore. Ho solo sbagiato a leggere; credevo peggio.
Quindi la grandezza della stella è solo un riferimento alla magnitudine e non alla sua grandezza reale (ovviamente in scala).

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MessaggioInviato: mercoledì 17 ottobre 2018, 10:59 
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Iscritto il: sabato 11 febbraio 2006, 12:43
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Tipo di Astrofilo: Visualista
Esatto, le stelle per la loro enorme distanza verranno sempre viste come puntini piu o meno luminosi.

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MessaggioInviato: mercoledì 17 ottobre 2018, 12:22 

Iscritto il: martedì 28 agosto 2018, 19:29
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Tipo di Astrofilo: Visualista
Ma allora mi domando: ha senso riportare sulla carta il campo reale del telescopio?

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MessaggioInviato: mercoledì 17 ottobre 2018, 13:48 
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Iscritto il: sabato 11 febbraio 2006, 12:43
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Tipo di Astrofilo: Visualista
Ha perfettamente senso, perché anche se le selle sono disegnate come pallette non in scala, le distanze angolari reciproche sono invece perfettamente in scala, quindi se ad esempio nella realtà due stelle sono distanti 2°, lo saranno anche sull'atlante (in scala ovviamente, ad esempio con scala 1° = 1 cm) e sovrapponendo quindi sull'atlante un cerchio (su carta lucida, acetato o comunque trasparente) pari al campo abbracciato dal tuo "pacchetto" telescopio-oculare (nella stessa scala adottata dall'atlante), saprai cosa aspettarti all'oculare.

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MessaggioInviato: mercoledì 17 ottobre 2018, 14:10 

Iscritto il: martedì 28 agosto 2018, 19:29
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Tipo di Astrofilo: Visualista
Scusami ma non comprendo.
Se tutte le stelle sono un puntino saranno un puntino a prescindere dalla scala.
Quindi possiamo considerare la stella raffigurara dal puntino che potrebbe essere il centro del disco che rappresenta la magnitudine.
Se è vero questo è vero che la scala incide molto perchè al suo variare varia il rapporto tra gli oggetti ma la stella resta sempre un puntino.
Bene, allora se mi trovo con la carta di Cambridge che indica che 1° è pari a 4 mm, allora in un cerchio di diametro 1 mm (campo reale del mio telescopio) vedrò ben poco. Ben diverso sarebbe se avessi una carta con il rapporto che ad 1° = 1 cm.
A quale carta ti riferisci per avere il rapporto 1°=1cm? O sono io che sbaglio ancora?.

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MessaggioInviato: mercoledì 17 ottobre 2018, 19:28 
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Il mio "1° = 1 cm" era un esempio, ma vi sono atlanti con scale anche molto inferiori vedi ad esempio questo liberamente scaricabile e stampabile (in fogli A3), mappe con stelle di mag fino a 6,5 e quello piu dettagliato con mag fino alla 8,5
Naturalmente la questione dipende dalla scala (angolare) utilizzata dall'atlante (non conosco il cambridge), se la scala è eccessivamente grande (alto rapporto di riduzione), la cosa perde di utilità.

Detto questo, sei sicuro che il tuo atlante abbia una scala pari a 1° = 4 mm? Mi sembra veramente poco, soprattutto considerato che un atlantino ultra portatile come il pocket sky atlas (un libercolo formato A5) ha una scala di 1° = 5 mm (per fare un esempio, il campo di un cercatore che è tipicamente intorno ai 5° sottenderebbe un cerchio di 25 mm).

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MessaggioInviato: mercoledì 17 ottobre 2018, 20:34 

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Messaggi: 57
Tipo di Astrofilo: Visualista
Si lo confermo. Ho misurato la lunghezza di 1° preso sul lato destro della carta e misura 4 mm.
Devo consultare la carta che tu indichi e cercarne altre che abbiano come scala almeno 1°= 5 mm o più.
Poi farò il raffronto con il mio atlante. Se puoi consigliarmi un atlante cartaceo cercherò di procurarmelo.

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MessaggioInviato: mercoledì 17 ottobre 2018, 20:42 
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Questo è simile al lavoro che stai pensando di fare tu.
ho preso le mappe digitali di Taki fino alla 8,5 mag (le trovi linkate qualche post sopra) e ci ho disegnato sopra digitalmente il campo (approssimativo) del mio oculare più lungo (32mm 68°, che con 1500mm di focale mi restituisce circa 1,5° di campo reale).
L'idea è di evidenziare i campi in prossimità degli oggetti che intendo osservare per aiutarmi a trovarli col puntamento manuale. Poi, una volta trovati, salgo con gli ingrandienti per vederli meglio.
In realtà è anche comodo come promemoria di quali oggetti siano più interessanti.
Certo è che quello che si può fare con le mappe digitali, che puoi ristampare finché vuoi e buttare quando si rovinano, non ha altrettanto senso con quelle cartacee, che si danneggerebbero.

_________________
Marco Pierfranceschi,
autore del libro: Il cielo ritrovato - guida pratica all'astronomia visuale
nonché Blogger


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