1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
MessaggioInviato: giovedì 23 agosto 2018, 23:29 

Iscritto il: mercoledì 22 gennaio 2014, 22:59
Messaggi: 443
Località: Sardegna
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Appena il maltempo si placca vorrei riprendere questa interessante cometa, molto luminosa e ormai prossima al perielio e vorrei chiedervi che tempo di posa totale è meglio usare e non superare considerando la sua elevata velocità che può causare degli artefatti nella fase di allineamento delle immagini. Giorni fa ne vidi una di grande qualità con dettagli molto interessanti ma il tempo di posa totale era molto lungo e la cometa presentava più di una coda. Ho un newton f5 1000 mm.

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MessaggioInviato: giovedì 23 agosto 2018, 23:34 
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Iscritto il: domenica 8 maggio 2011, 20:54
Messaggi: 8055
Località: ̶B̶s̶̶ Francia Corta
Il Newton è assai adatto. Ogni singola posa è meglio che non superi il mezzo minuto in questi giorni.
Devi allineare per la somma delle immagini sul nucleo della cometa, non sulle stelle del fondo.
:wave: :wave: :wave:

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Ippo (Costanzo)
"Una cosa ho imparato nella mia lunga vita: che tutta la nostra scienza è primitiva e infantile
eppure è la cosa più preziosa che abbiamo" (A. Einstein).

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MessaggioInviato: giovedì 23 agosto 2018, 23:40 

Iscritto il: mercoledì 22 gennaio 2014, 22:59
Messaggi: 443
Località: Sardegna
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Si per questioni di temperatura non supero mai neanche i 10 secondi sopratutto in estate anche se ora si sta un po meglio ma attendo che la Luna mi dia il campo libero. Complimenti per i tuoi lavori di questa cometa, vedo che sono sempre in costante aggiornamento.. :)

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MessaggioInviato: venerdì 24 agosto 2018, 7:02 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 15:08
Messaggi: 8296
Località: Roma
Tipo di Astrofilo: Fotografo
Matteo Vacca ha scritto:
...vorrei chiedervi che tempo di posa totale è meglio usare e non superare considerando la sua elevata velocità che può causare degli artefatti nella fase di allineamento delle immagini. Giorni fa ne vidi una di grande qualità con dettagli molto interessanti ma il tempo di posa totale era molto lungo e la cometa presentava più di una coda. Ho un newton f5 1000 mm.



Generalmente nel documentare per intero l'estensione massima delle code delle comete è opportuno giungere al tempo limite imposto dallo stato del cielo, a sua volta strettamente vincolato dal tasso d'inquinamento luminoso e atmosferico presente e dall'altezza sull'orizzonte dell'oggetto da riprendere. Questo a prescindere dalla capacità o meno del setup nel mantenere fisso nel campo del ccd/fotocamera, la cometa nel corso dell'esposizione dei singoli frame.

Se come suppongo l'intera attrezzatura non fosse in grado di assolvere a quest'ultima condizione, vale la regola di non superare, ma di approssimarsi alla velocità apparente della cometa fornita in arcosecondi/minuto, vagliando il potere risolutivo sul piano focale dell'accoppiata telescopio/ccd-fotocamera.

Esempio: se la cometa si sposta apparentemente di 3" d'arco al minuto e il potere risolutivo del telescopio+ccd ammonta a 1" d'arco, il tempo limite di esposizione affinché la cometa non venga mossa, equivale a circa 20 secondi.

All'atto pratico tale tempo limite di esposizione per singolo frame può essere allungato di circa un 25% in più, perchè quasi sempre il seeing impedisce di giungere alla risoluzione effettiva del setup.
Cari saluti,

Danilo Pivato

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MessaggioInviato: venerdì 24 agosto 2018, 12:26 

Iscritto il: mercoledì 22 gennaio 2014, 22:59
Messaggi: 443
Località: Sardegna
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Bisogna considerare che utilizzerò un sensore cmos di piccole dimensioni quindi la risoluzione è di per se abbastanza alta ma non riuscirò a risolvere interamente la coda e purtroppo non dispongo più del riduttore di focale. In ogni caso mi chiedevo se sia meglio fare sia pose brevi per il nucleo cometario e pose lunghe ma sempre entro i limiti per la coda un po come si fa per i nuclei galattici e allineare con il metodo della media entropica ma ho il dubbio che non serva perchè questa cometa non è eccezionalmente luminosa da rischiare di bruciare l'intero nucleo ma forse mi sbaglio.. :think:

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MessaggioInviato: venerdì 24 agosto 2018, 13:11 
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Iscritto il: mercoledì 15 ottobre 2008, 17:01
Messaggi: 20484
Località: Firenze
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Se fai sia pose brevi che lunghe se poi le lunghe non venissero bene non resti senza nulla. La cosa migliore è che provi diversi tempi di posa e poi sommi le foto migliori, se qualcuna viene male semplicemente la scarti. E' una cometa, non ti ci vogliono certo tempi di integrazione di ore, quindi hai modo di fare tutte le pose che vuoi.

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Ciò che non ha termine non ha figura alcunaLeonardo da Vinci


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MessaggioInviato: venerdì 24 agosto 2018, 14:35 
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Iscritto il: lunedì 13 aprile 2015, 19:25
Messaggi: 21
Località: Montefano (MC)
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Danilo Pivato ha scritto:
Generalmente nel documentare per intero l'estensione massima delle code delle comete è opportuno giungere al tempo limite imposto dallo stato del cielo, a sua volta strettamente vincolato dal tasso d'inquinamento luminoso e atmosferico presente e dall'altezza sull'orizzonte dell'oggetto da riprendere. Questo a prescindere dalla capacità o meno del setup nel mantenere fisso nel campo del ccd/fotocamera, la cometa nel corso dell'esposizione dei singoli frame.


Ciao Danilo,
mi interessa molto questo aspetto. Ho provato a riprendere la cometa con la QHY8L e il samyang 135mm tempo di ripresa 60 sec, ma la coda non si vede granché.
https://www.astrobin.com/363035/
Mi chiedo se sia dovuto anche al tempo di ripresa troppo lungo che ha incluso l'inquinamento luminoso. Ho ripreso da casa mia che si trova in campagna, ma l'IL dei centri abitati vicini si fa sentire.
Come regolarsi? Che tu sappia ci sono tabelle o formule su cui basarsi?

Cieli sereni

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Andrea Storani
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MessaggioInviato: venerdì 24 agosto 2018, 21:35 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 15:08
Messaggi: 8296
Località: Roma
Tipo di Astrofilo: Fotografo
Andrea Storani ha scritto:
... Ho provato a riprendere la cometa con la QHY8L e il samyang 135mm tempo di ripresa 60 sec, ma la coda non si vede granché.
https://www.astrobin.com/363035/
Mi chiedo se sia dovuto anche al tempo di ripresa troppo lungo che ha incluso l'inquinamento luminoso. Ho ripreso da casa mia che si trova in campagna, ma l'IL dei centri abitati vicini si fa sentire.
Come regolarsi? Che tu sappia ci sono tabelle o formule su cui basarsi?

Cieli sereni




Ciao Andrea,

non sono molte le indicazioni che fornisci per avere almeno un'idea da sotto quali condizioni hai ripreso. Quello che posso dirti è che certamente
una delle principali condizioni per ottenere un buon esito da questo tipo di fotografia astronomica, nella fattispecie di oggetti nebulari deboli è, senza
alcun dubbio, la qualità del cielo. Con un minimo di esperienza e facendo attenzione, se non l'avrai già notato, ti sarai accorto come non tutte le notti
sono uguali, sia per il grado di trasparenza e sia per tasso di umidità.

E' fondamentale saper riconoscere le notti più o meno fosche da quelle invece trasparenti, in quanto la differenza la sottenderà la percentuale
di pulviscolo atmosferico sospeso nell'aria che andrà a degradare inevitabilmente le nostre immagini, con il risultato che meno pulviscolo e meno umidità
saranno presenti nell'aria, migliore sarà il contrasto sulle nebulose, o sulle code cometarie nelle esposizioni dei frame.

A maggior ragione tali entità avranno un peso superiore se si riprende da località più o meno inquinate da luce artificiale, perchè il
pulviscolo insieme all'umidità contribuiscono a diffondere la luce artificiale con la conseguenza di un deciso abbassamento di contrasto.

Pertanto un'altra regola da tenere sempre a mente è quella che oltre a non fotografare quando in cielo è presente la Luna sarà bene, a meno di particolari
esigenze, evitare di fotografare anche quando il cielo è più o meno fosco (in estate è facile avere questo tipo di nottate), di fatto perchè sarà impossibile
raggiungere le migliori prestazioni.

60 secondi di posa poi, non mi sembrano comunque tanti, io proverei a spingere ulteriormente fino, ma non oltre, a quando il velo di fondo inizierà a compromettere
i dettagli più deboli. Converrebbe fare dei test per capire qual'è con quel determinato setup, il tempo di posa ideale.

Altra condizione è quella di non impiegare, se possibile, i teleobiettivi fotografici a tutta apertura. La qualità offerta, salvo rarissime eccezioni, non è mai
eccelsa! Distorsioni, coma, vignettatura, incisione, potere risolutivo, correzione globale e altre aberrazioni minori contribuiscono in modo negativo
sulla qualità dell'immagine; a pixel real è facile constatarne le differenze. Pertanto è sempre meglio diaframmare uno, due, addirittura tre stop per vedere
come il risultato complessivo migliorerà nettamente. Anche il contrasto stesso ne troverà giovamento.
Purtroppo il rovescio della medaglia è l'incremento dei tempi di esposizione, ma se il setup non ha problemi nelle lunghe pose è una pratica che consiglio sempre.
Cari saluti,

Danilo Pivato

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MessaggioInviato: sabato 25 agosto 2018, 11:47 
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Iscritto il: lunedì 13 aprile 2015, 19:25
Messaggi: 21
Località: Montefano (MC)
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Grazie Danilo per la risposta ampiamente esaustiva.

Putroppo per la ripresa ho dovuto fare di necessità virtù, non potendo scegliere diversamente il giorno e il sito.

Farò dei tentativi per trovare di quanti diaframmi chiudere l'obiettivo e ottenere maggiori dettagli e contrasto.
Mi hai dato un utile consiglio.

Cari Saluti

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Andrea Storani
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MessaggioInviato: sabato 25 agosto 2018, 15:37 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 15:08
Messaggi: 8296
Località: Roma
Tipo di Astrofilo: Fotografo
Andrea Storani ha scritto:

Farò dei tentativi per trovare di quanti diaframmi chiudere l'obiettivo e ottenere maggiori dettagli e contrasto.
Mi hai dato un utile consiglio.



Attenzione però alle riprese di comete con elevato spostamento apparente, perché se non hai la possibilità di guidare
direttamente sul nucleo della cometa, o di compensare sincronizzando la velocità del moto della montatura con quello
della cometa, sarai costretto a fare i conti con il Tmax dell'esposizione, affinchè la cometa stessa non venga mossa!

Il bello di fotografare le comete luminose sta tutto nella capacità di raggirare quest'ultimo ostacolo.
Buon fotocomete!

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